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Home » Personaggi » Chi era Luca Sacchi, ucciso davanti alla fidanzata per una storia di droga

Chi era Luca Sacchi, ucciso davanti alla fidanzata per una storia di droga

Chi era Luca Sacchi il giovane di 24 anni ucciso davanti a un pub di Roma, davanti alla fidanzata Anastasiya Kylemnyk, per un affare di droga finito tragicamente.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino25 Novembre 2023
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Luca Sacchi davanti a una piscina
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Luca Sacchi, nato nel 1995, era un personal trainer che fu ucciso con un colpo di pistola alla testa la sera del  24 ottobre 2019 a Roma, da uno spacciatore, Valerio Del Grosso. Al momento dell’omicidio, Sacchi si trovava davanti al John Cabot Pub, un locale del quartiere Appio Latino, insieme alla sua fidanzata, Anastasiya Kylemnyk. In un primo momento, si pensava che Sacchi avesse difeso la ragazza da uno scippo, venendo poi colpito. Invece non si trattò di uno scippo, ma di un assassinio arrivato per uno scambio mancato di soldi e droga.

Luca Sacchi viveva con i genitori in un appartamento di via Vittorio Fiorini, poco lontano dal luogo dell’agguato. Diplomato al liceo scientifico Kennedy, lavorava stabilmente come allenatore personale. Appassionato di sport e palestra, ma anche di moto e motocross, conduceva una vita tranquilla, al fianco della fidanzata. Secondo quanto emerso durante le indagini relative alla sua morte, il ragazzo era però a conoscenza del coinvolgimento di Anastasia con alcuni pusher di zona. A compiere l’omicidio, infatti, è stato proprio uno di questi spacciatori: Valerio Del Grosso, condannato a 27 anni di carcere. Inoltre sono stati comminati 3 anni alla Kylemnyk per violazione della legge sugli stupefacenti.

Quella sera, Luca e Anastasiya arrivarono al John Cabot Pub, a via Franco Bartoloni, in compagnia di Giovanni Princi, amico di Sacchi e organizzatore dell’incontro con due spacciatori di Casal Monastero, Valerio Del Grosso e Paolo Pirino. Era previsto l’acquisto di circa 15 kg di marijuana. Nello zainetto della ragazza ci sarebbero stati i soldi per concludere la transazione.

A quanto pare Pirino e Del Grosso, invece di consegnare la merce, decisero di rapinare la coppia, per tenersi i soldi e la droga.  Aggredirono allora con un bastone Anastasiya Kylemnyk. Sacchi reagì e Del Grosso fece partire un colpo da una calibro 38, ferendo gravemente il ragazzo al collo, poi morto poco dopo all’ospedale San Giovanni.

Nel video qui sopra, ripreso da una telecamera e condiviso da La Stampa, si vedono Giovanni Princi, Valerio Rispoli e Simone Piromalli, che percorrono la strada fino ad arrivare al pub. Poi due di loro, Rispoli e Princi, tornano indietro. Princi posa il giubbotto sul tettuccio di un’auto in sosta e vengono raggiunti da Piromalli. Le loro chiacchiere vengono interrotte da un colpo di pistola. Princi attraversa la strada e raggiunge il punto dell’esplosione, mentre Rispoli scappa.

Nelle ore successive al delitto, Anastasia fornisce la sua versione dei fatti: “Eravamo appena usciti dal pub. Mi sono sentita strattonare da dietro, mi hanno detto: “dacci la borsa”. Gliela stavo consegnando quando mi hanno colpito con una mazza. A questo punto è intervenuto Luca che ha reagito bloccando il ragazzo che mi aveva aggredito, quindi è intervenuto l’altro aggressore che gli ha sparato in testa” La ragazza ribadisce che la droga non c’entra nulla con l’accaduto e che Luca era lì per guardare il fratello minore che si trovava nel pub e che l’ha solo protetta da uno scippo, “come ha sempre fatto”.

Tuttavia il padre di Luca, Alfonso Sacchi, la pensa diversamente e non solo ribadì che il ragazzo era lontano dall’ambiente della droga, ma che Anastasia sia “la responsabile morale” dell’omicidio. A Il Messaggero infatti, Sacchi disse: “Ci sono dei responsabili materiali che meritano di scontare il massimo della pena e poi c’è chi, per la morte di mio figlio, ha una responsabilità morale. Quella persona è Anastasiya che si è portata via Luca e ha permesso che accadesse tutto questo”.

Sacchi raccontò inoltre un episodio avvenuto la precedente estate: “Quest’estate, quando eravamo in vacanza in Veneto e Princi con la fidanzata Clementina si sono uniti a noi, Anastasia e Giovanni furono trovati da Luca mentre fumavano dell’erba. Mio figlio si arrabbiò e le disse: “Non mi interessa cosa fa Giovanni ma tu non devi fumare”. Credo che tra i due ci fosse una sorta di complicità, percepita anche da mia moglie”

“Mio figlio non me lo ridarà nessuno” – concluse Sacchi in vista del processo – “Se a loro, invece, danno dieci o vent’anni quando usciranno, avranno ancora il tempo per rifarsi una vita. Mio figlio invece no. Luca una vita non se la potrà rifare perché non c’è più. Non posso neanche trovare le parole per spiegare quanto sia devastante perdere un figlio. Ci siamo fidati di Anastasia e abbiamo perso nostro figlio. Penso che quella sera Luca sia andato lì per tirarla fuori da qualche altro casino in cui Nastia si era cacciata e credo anche che quel proiettile non fosse per lui, che se lo è preso per difendere questa ragazza che ha tradito tutti noi”

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