L’ex top model Linda Evangelista torna a parlare dell’intervento estetico che sette anni fa ne aveva messo a rischio salute e bellezza e in un’intervista al The Sunday Times ha spiegato di aver ormai elaborato il trauma e che continua a lavorarci su, psicologicamente, per non farsi sopraffare dal senso di colpa e dalla vergogna. La modella si era sottoposta a Criolipolisi, detta anche CoolSculpting, un trattamento non chirurgico molto sofisticato che dissolve il grasso sottocutaneo attraverso un super raffreddamento dei tessuti. Una procedura solitamente sicura, ma che nella mannequin aveva provocato una moltiplicazione del grasso, lasciandola sfigurata.
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Oggi Linda Evangelista non si colpevolizza più per aver scelto di fare il CoolSculpting, spiegando di essersi perdonata. “Sono ancora infastidita da quello che la gente pensa di me, ma prima ero molto più arrabbiata. Ora so che non ho fatto nulla di sbagliato”, ha raccontato al The Sunday Times.
Linda Evangelista, 58 anni, di nazionalità canadese, è stata una delle più note e pagate stelle della passerella negli anni ’90, assieme a Naomi Campbell, Claudia Schiffer e Cindy Crawford, per citarne alcune. “Non ne sono ancora completamente fuori, ma sto lavorando duramente per eliminare senso di colpa e vergogna. Non lascerò che rovinino la mia vita”, ha detto.
Nel culmine della crisi, infatti, Linda Evangelista è stata per lungo tempo lontana dai riflettori. In quel periodo ha intentato una causa miliardaria nei confronti della Zeltiq Aesthetics Inc. l’azienda responsabile del trattamento, per i mancati introiti lavorativi dovuti alla iperplasia degli adipociti. Causa poi chiusa nel 2022 con un patteggiamento. Proprio nel 2022 tornò sulla cover di British Vogue per la prima volta dall’incidente. Specificando però che quello non fosse il suo vero volto, ma il frutto di un ritocco.
Linda Evangelista, madre del diciassettenne Augustin James, ha affrontato una doppia mastectomia. Resa necessaria da una duplice diagnosi di cancro al seno, nel 2018 e 2022. “Il dono più grande? Essere viva. Quando sento le storie di altri esseri umani penso di non dovermi lamentare di nulla”, ha spiegato. Aggiungendo che le ferite sono come trofei.
