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Home » Serie TV » Recensioni serie TV » The Woman in the Wall, la recensione: orrore e omicidi nelle campagne irlandesi

The Woman in the Wall, la recensione: orrore e omicidi nelle campagne irlandesi

La recensione di The Woman in the Wall, la serie creata da Joe Murtagh e con protagonista Ruth Wilson ambientata in Irlanda.
Carlotta DeianaDi Carlotta Deiana20 Gennaio 2024
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Ruth Wilson è la protagonista di The Woman in the Wall
Ruth Wilson è la protagonista di The Woman in the Wall (fonte: Paramount+)
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La serie: The Woman in the Wall, 2024. Creato da: Joe Murtagh. Genere: Drammatico, Thriller. Cast: Ruth Wilson, Daryl McCormack, Simon Delaney, Philippa Dunne, Mark Huberman, Hilda Fay. Durata: 6 episodi/60 min. circa. Dove l’abbiamo vista: in anteprima su Paramount+.

Trama: Una donna dal passato traumatico è alla ricerca della figlia che le è stata portata via, quando l’unica persona che potrebbe rivelarle dove si trova la sua bambina viene trovata morta in casa sua le cose si fanno ancora più difficili e complicate…


Al centro della nuova serie in arrivo su Paramount+ troviamo un capitolo più oscuro che mai della storia irlandese, ossia le cosiddette “Magdalene Laundries”, quelle strutture gestite dalla Chiesa Cattolica in cui venivano mandate le donne indesiderate. Tra di loro c’erano tante ragazze che erano rimaste incinta senza essere sposate, e che per la vergogna le loro famiglie avevano dovuto allontanare, insieme al frutto del peccato che portavano in grembo. All’interno di questi edifici venivano abusate e sfruttate come manodopera gratuita, le strutture erano infatti spesso state riconvertite in enormi lavanderie, in cui le giovani “si guadagnavano” il proprio soggiorno.

La protagonista di questa storia è proprio una di queste donne, che molti anni dopo quello che le è successo in uno di questi conventi/lavanderie cerca ancora di fare i conti con il trauma subito. Come vedremo in questa recensione di The Woman in the Wall, la serie creata da Joe Murtagh e diretta da Harry Wootliff e Rachna Suri mescola dramma, thriller e alcuni elementi del racconto horror per costruire un’acuta critica ai peccati compiuti dalle istituzioni cattoliche e dai suoi rappresentanti in Irlanda. Il mistero che da il via alla narrazione è particolarmente interessante, e tiene incollati allo schermo, peccato per il ritmo forse un po’ troppo lento di alcuni momenti, soprattutto nei primi episodi, che potrebbe scoraggiare non pochi spettatori.

Il passato di Lorna Brady

Una scena di The Woman in the Wall
Una scena di The Woman in the Wall (fonte: Paramount+)

Lorna Brady è una donna di mezza età di Kilkinure, una cittadina della costa irlandese, afflitta da episodi di aggressivo sonnambulismo e tormentata dagli incubi di un passato traumatico. Quando aveva solo quindici anni, infatti, era stata mandata in un convento – in realtà una delle tante Magdalene Laundries del Paese – dai suoi genitori dopo che era rimasta incinta: lì, tra abusi e violenza, aveva dato alla luce sua figlia, che però le era stata portata via poco dopo la nascita. Lorna ha desiderato ritrovarla per tutta la vita e, un giorno, una nuova arrivata in città sembra sapere che cosa è successo alla neonata. Peccato che prima ancora di riuscire a parlare la donna, una ex suora del convento in cui era stata richiusa Lorna, muore misteriosamente, proprio in casa sua.

Convinta di essere lei ad averla uccisa durante uno dei suoi episodi, ma comunque decisa a scoprire il più possibile su quanto accaduto alla figlia, Lorna mura il corpo in una delle pareti del suo salotto. Le cose però si complicano ulteriormente quando un prete di Dublino, che tanti anni prima aveva lavorato nel convento di Kilkinure, viene ucciso, e la sua macchina viene trovata poco lontana: un giovane detective della capitale, Colman Akande (Daryl McCormack), arriva così in città per trovare il colpevole, e Lorna finisce al centro delle sue indagini.

I due, che presto diventeranno improbabili alleati, stanno per scoperchiare un terribile vaso di Pandora sul passato di Kilkinure: che fine hanno fatto tutti i bambini nati nel convento (ma anche nelle tante strutture simili del Paese)? Come è possibile che siano spariti senza lasciare traccia? Che cosa voleva rivelare la suora prima di morire misteriosamente?

I segreti di Irlanda

Una scena di The Woman in the Wall con Ruth Wilson
Una scena di The Woman in the Wall con Ruth Wilson (fonte: Paramount+)

Come vi accennavamo in apertura, il mistero che da il via a questa storia è particolarmente interessante, diverse morti si intrecciano infatti al passato oscuro tanto della cittadina di Kilkinure come del resto di Irlanda. Le istituzioni cattoliche così radicate nel Paese sono responsabili di fatti terribili, di traumi indelebili per tante donne come Lorna, di cui ascoltiamo le testimonianze nel corso degli episodi. The Woman in The Wall si muove sapientemente tra generi, tra dramma, thriller ed horror. Lo spettatore passa da una storia “a la Il caso Spotlight” a momenti propriamente orrorifici, il trauma di Lorna si trasforma infatti in visioni terrificanti che la perseguitano, e che ad un certo punto ci portano a dubitare completamente della sua percezione della realtà.

Si tratta di un mix particolarmente interessante, che perde però di efficacia per il ritmo un po’ troppo lento dei primi episodi. Joe Murtagh si prende infatti un certo tempo per delineare la sua storia, costruendo con lentezza i numerosi personaggi che vi prendono parte. Impossibile però, superata quella che può essere considerata la parte “introduttiva” dello show, non farsi catturare dalla vicenda, che ci tiene incollati fino alla fine proprio per la ricchezza di dettagli con cui è delineata.

I protagonisti di questa storia

Una scena di The Woman in the Wall
Una scena di The Woman in the Wall (Paramount+)

Sono i personaggi il cuore di questa serie, dalla splendida, fragile e tormentata Lorna di Ruth Wilson, al burbero detective Akande, dal sarcastico comandante della Garda Massey (Simon Delaney) alle altre sopravvissute delle Loundries, Niahm (Philippa Dunne), Amy (Hilda Fay) e Clemence (Caoimhe Farren). Le loro storie e quelle di tutti gli abitanti di Kilkinure, ma sopratutto i rapporti che li legano gli uni agli altri (tra amicizie, rivalità e segreti), vengono imbastiti in un quadro ricchissimo di particolari, che trascinano e catturano chi guarda.

La Chiesa viene rappresentata come un nemico crudele ed inscalfibile, le cui motivazioni variano dal delirio di onnipotenza alla semplice cupidigia. Quando finalmente scopriamo i veri colpevoli di quanto è accaduto a Lorna – lei e Akande scoperchiano una cospirazione ben più vasta e complessa di quel che avremmo mai potuto immaginare – resta davvero poco tempo per chiudere la trama thriller nel migliore dei modi, e la conclusione ci è sembrata decisamente affrettata vista l’ambizione con cui stata delineata la vicenda.

Al netto dei difetti che vi abbiamo elencato, comunque, The Woman in the Wall vale la visione, sia per la storia vera che racconta che per le intense e sentite interpretazioni dei suoi protagonisti.

La recensione in breve

7.0 Angosciante

The Woman in the Wall è una serie che mescola dramma, thriller e alcuni elementi del racconto horror. I personaggio sono ben sviluppati e convincenti. Peccato per il ritmo un po' troppo lento dei primi episodi.

  • Voto CinemaSerieTV.it 7.0
  • Voto utenti (0 voti) 0
Carlotta Deiana
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Nata a Bologna nel 1987, è la coordinatrice editoriale e responsabile social di Cinemaserietv.it, che fa parte del network Digital Dreams Srl che Carlotta ha co-fondato. Dopo essersi laureata nel 2013 in Archeologia e Culture del Mondo Antico presso l'Università degli Studi di Bologna e lavorato in quell'ambito all'estero per qualche anno, torna in Italia per perseguire la sue seconda passione, quella per il cinema e le serie TV, che ha coltivato sin da piccola anche grazie ai genitori amanti del genere horror. Nel 2019 ha frequentato un Master di Comunicazione all'Università degli Studi Roma Tre, finalizzato ad approfondire le sue coscienze sul mondo dei social media e della comunicazione digitale. Negli ultimi cinque anni ha collaborato attivamente con Movieplayer.it come editor e redattrice, per poi co-fondare dei progetti editoriali tutti suoi sotto il network di Digital Dreams Srl.

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