C’è un mondo meraviglioso incastonato in Povere creature! di Yorgos Lanthimos, ed è quello che la protagonista, Bella Baxter, ci mostra attraverso i suoi occhi limpidi. Affamata come una bambina vogliosa di conoscere tutto, questa creatura è tutt’altro che povera, anzi. Possiede un dono ineguagliabile: un’identità umana (ma anche politica) che costruisce di secondo in secondo. E se non tutto in questo viaggio di scoperta ci appare sensato e logico, di certo l’assoluta originalità di un personaggio femminile del genere non può lasciarci indifferenti. Merito anche di una straordinaria Emma Stone che non ha avuto paura di osare nella costruzione del suo alter ego artistico. E che, al pari della sua Bella, ci consegna un universo narrativo ricco di sfumature e un’interpretazione da Oscar. Ecco allora 5 cose che abbiamo imparato da Bella. 5 lezioni che sono valide per tutte e tutti.
1. Le donne hanno un corpo

Bella lezione, direte. In realtà non è un concetto troppo scontato perché le grandi civiltà dell’umanità hanno spesso e volentieri cancellato il corpo delle donne. Considerandole principalmente delle incubatrici, macchine da riproduzione senza alcuna aspirazione al desiderio. In Povere creature!, invece, Bella Baxter scopre da subito quale sia il potere del suo corpo. Non solo come calamita per tutte e tutti coloro che sono attratti dalla sua bellezza, ma come mezzo di scoperta. Di sé stessa e del mondo. Bella utilizza tutto il suo corpo come una mappa da seguire per arrivare in luoghi sconosciuti. Non è forse attraverso la mutilazione di una parte importante che uno dei personaggi maschili più violenti del film vuole imporre ancora il suo dominio su di lei? La risposta di Bella è altrettanto potente e risolutiva. Niente e nessuno potrà mai privarla di ciò che la rende profondamente donna.
2. Ballare è meraviglioso

Balla come se non ti stesse guardando nessuno, recita un adagio popolare. In effetti il rapporto da Miss Baxter e la danza è sfrenato e spericolato. Il ballo, forma d’arte per eccellenza magnificata dal corpo, serve a Bella per imparare a sentirsi tutt’una con esso. Così, la sua nascita sperimentale diventa al contrario un continuo atto di auto creazione. Bella, però, non si muove in maniera sinuosa e aggraziata, ma estremamente selvaggia. Anche questo movimento contribuisce a renderla più forte. Perché se non hai paura del giudizio del prossimo, che magari può prenderti in giro per la tua mancanza di eleganza, non hai timore di niente. E se non hai timore di niente, il mondo appare come uno sterminato territorio di conquista.
3. Assecondiamo la voglia di esplorare

Bella è figlia di esploratori. Dentro le sue vene scorre sangue di esploratrice. Non c’è strada, o esperienza, che questa giovane donna, nata due volte, non desideri conoscere, studiare, elaborare. Ecco, questa dimensione appartiene a ogni essere umano, ma a volte ci si accontenta di ciò che si ha o si sa, senza chiedersi perché. Invece, la curiosità di Bella è un elemento distintivo della sua personalità e può essere un monito a tutte e tutti noi. Essere vivi è affascinante, dice in una battuta del film. Ci piace immaginare che questa curiosità sia ciò che muove le spettatrici e gli spettatori che in questi giorni stanno andando al cinema a vedere Povere creature!. Un film che di certo non è come bere un tè, gustando pasticcini, ma che è una sfida intelligente. A prescindere dal fatto che possa piacere o meno.
4. Lottare contro le ingiustizie del mondo

Il risveglio politico di Bella è uno degli aspetti più interessanti di Povere creature!. Esso rientra perfettamente nel viaggio di questa eroina straordinaria che, proprio per la sua incapacità di accontentarsi, ha un genuino interesse per tutti gli esseri umani, soprattutto per gli ultimi. Ma non si tratta solo di falsa pietà e lo capiamo in una delle sequenze più struggenti del film, quando la ragazza scopre il destino terribile dei bambini poveri. Bella a un certo punto sceglie di essere socialista e quindi di lavorare concretamente affinché non ci siano disparità sociali. Nella ribellione assoluta nei confronti del marito-padrone, partecipa e favorisce anche la liberazione della servitù, in assetto di guerra nei confronti di quell’uomo ricco e meschino. Con l’amica Toinette partecipa alle riunioni del partito. Studia per diventare medico. Tutti passaggi necessari affinché possa realizzare anche la sua identità politica.
5. Non avere paura di ribellarsi

La ribellione è autodistruttiva quando sembra portare giovamento e libertà, ma diventa, invece, una condanna che ci fa del male. O che semplicemente ci fa rimanere esattamente allo stesso punto di partenza. La ribellione di Bella è una ribellione sana, perché nasce dal desiderio di essere sé stessa fino in fondo. In una storia molto grottesca, e quindi con aspetti molto esagerati (come il passaggio di Bella alla prostituzione, che tuttavia lei stessa vive con candore), la protagonista di Povere creature! non scende mai a patti con chi la vorrebbe diversa, inquadrata in un altro modo. È sempre lei a dettare legge, a chiedere, a confrontarsi. Si separa dal suo creatore, dal fidanzato (con il quale si riunisce, felice di tornare), dall’amante infantile e dal marito. E lo fa con la forza di un essere umano che conosce il suo valore. Qualcosa che non le viene imposto dall’esterno, ma che invece costruisce pezzo per pezzo. Una rivoluzione non da poco.
