Il 27 dicembre 2022 Tre uomini e una gamba ha compiuto ben 25 anni e, a dirla tutta, se li porta benissimo. Il film che ha decretato l’inizio del percorso cinematografico di Aldo, Giovanni e Giacomo, infatti, è diventato una commedia cult. Una di quelle pellicole dalle quali non si può prescindere se si vuole capire gli sviluppi del genere. Ma, soprattutto, è una storia che, con il suo garbo innegabile, l’ironia leggera e intelligente, fa capire come scrivere, dirigere ed interpretare una commedia sia tutt’altro che un mestiere per tutti.
Per questo motivo, dunque, che venga inserito sulle piattaforme streaming o in programmazione sulle reti in chiaro, riesce a richiamare uno stuolo di spettatori. Un successo dovuto anche al merito dei tre protagonisti di aver portato sullo schermo l’immagine dell’uomo normale che, come tutti, non riesce a confrontarsi con le proprie debolezze e imperfezioni. Un percorso che hanno compiuto per molto. Scopriamo
quindi 5 curiosità di Tre uomini e una gamba.
1. Cos’è il Garpez?

Iniziamo da una delle domande più frequenti e che assilla tutti coloro che si avvicinano per la prima volta a questo film. E non si tratta certo di una curiosità priva di motivazioni. Il Garpez, infatti, è il quarto protagonista di questa vicenda. O, per meglio dire, il quarto viaggiatore in questo road movie verso la Puglia ed un matrimonio poco desiderato.
Il film, infatti, inizia con Aldo, Giovanni e Giacomo in partenza da Milano per raggiungere tutti i famigliari nella tenuta di Gallipoli. Qui stanno per essere celebrate le nozze di Giacomino con la figlia di Eros Cecconi, il temuto suocero dei tre amici. Prima di avviarsi, però, l’uomo ha affidato ai suoi generi un compito importante, ossia ritirare una preziosa opera d’arte.
Ed ecco che qui entra in scena il Garpez, ossia la gamba, nel ruolo di un prezioso pezzo d’arte moderna e contemporanea. Si tratta di una riproduzione in legno che, come viene ricordato più volte nella pellicola, non è nemmeno fotorealistico visto che mancano le unghie.
Ma perché la gamba viene denominata Garpez? Si tratta del nome dello scultore che ha realizzato l’opera. Ovviamente nella realtà non esiste nessun artista chiamato in questo modo. Si tratta di una delle tante e giuste invenzioni in fase di sceneggiatura, uscite dal cilindro infinito di Aldo, Giovanni e Giacomo.
Per quanto riguarda la vicenda, invece, la gamba sta per assumere un valore praticamente inestimabile grazie alla prossima morte dell’artista. Per questo motivo un uomo così poco ortodosso e insensibile come Cecconi ha deciso d’investire ben 170 milioni nel suo acquisto.
2. Il titolo e l’ispirazione di Tre uomini in barca

Il titolo di questo film è ormai entrato nell’immaginario comune ma a cosa si deve la sua creazione? Per gli amanti della letteratura umoristica classica, il riferimento è piuttosto chiaro, visto che si percepisce un’assonanza molto simile. Stiamo parlando del romanzo Tre uomini in barca (per non parlar del cane).
Questa storia ad alto tasso umoristico, infatti, vede al centro tre amici alle prese con una gita in barca sul Tamigi e tutti gli imprevisti che questa può comportare a dei gentiluomini inglesi di fine ottocento. Jerome K. Jerome, infatti, è riuscito a tratteggiare alla perfezione le idiosincrasie e gli atteggiamenti potenzialmente comici dei suoi contemporanei.
Un punto di vista ed un’analisi che ha accomunato anche la scrittura della sceneggiatura di Tre uomini e una gamba. Perché, tra battute indimenticabili come “Quindi domani ti sposi? Si ma niente di serio” o “Finisco di mangiare la peperonata e scendo”, questo film parla soprattutto dei limiti e delle normali imperfezioni dell’essere umano. A definire ancora di più la similitudine tra il film ed il romanzo, poi, c’è anche la presenza di un quarto personaggio silenzioso.
Nel caso del racconto si tratta di Montmorency, un fox terrier abbastanza suscettibile, convinto di essere troppo buono per il mondo che lo circonda. Per quanto riguarda il film, invece, il quarto incomodo è, ovviamente un bulldog. Si tratta dell’ormai celebre Ringhio, “cucciolotto” tanto caro al suocero dei tre.
3. Il numero fortunato di Tre uomini e una gamba

Si sa che gli artisti sono sempre piuttosto scaramantici. Ci sono delle volte, però, in cui la sorte e la buona fortuna sembrano aver messo lo zampino nella riuscita di un progetto. Questo è il caso di Tre uomini e una gamba che, nel corso del tempo, ha dimostrato di avere un numero ricorrente ed anche piuttosto positivo. Si tratta del 40 che, in diversi modi, ha accompagnato la parabola ascendente di questo film.
Ma iniziamo dal principio. Realizzato con un budget ridotto e con uno sforzo promozionale davvero minimo, Tre uomini e una gamba viene portato al battesimo del grande schermo con solamente 40 copie. Oltre a questo, poi, leggenda racconta che i tre protagonisti non abbiano voluto nessun tipo di compenso per il loro lavoro, accontentandosi di eventuali percentuali sugli incassi. Una scelta che si è rivelata ottima, visto che il film, dopo un primo momento di stallo, è riuscito a guadagnare ben 40 miliardi delle vecchie lire.
Terminiamo, poi, con i dati relativi al primo passaggio televisivo del film che, a quanto pare ha registrato uno share del 40%. Era il 28 marzo 2000 ed ancora una volta ritornava quel numero. Una casualità? Probabilmente ma, a questo punto, si rimane in attesa dei festeggiamenti per i 40 anni del film. Chissà cosa potrà mai accadere.
4. Le citazioni cinematografiche

Oltre ad essere una grande avventura, grazie alla quale raccontare la crescita personale e di un’intera generazione, Tre uomini e una gamba è anche una sorta di piccolo compendio cinematografico. Aldo, Giovanni e Giacomo, infatti, sono riusciti ad inserire molte citazioni rendendole sempre funzionali alla narrazione centrale. Oltre al riferimento iniziale al gangster movie, che sarà ripreso qualche anno dopo con La leggenda di Al, John e Jack, nella pellicola c’è un chiaro omaggio al cinema neorealistico grazie al film Biglietto amaro.
Altro riferimento evidente ed indimenticabile per la generazione dei giovani spettatori d’inizio anni novanta, è la partita di pallone sulla spiaggia contro il Marocco. Uno scontro che, molto profeticamente, evidenzia la loro qualità calcistica e, soprattutto, strizza l’occhio a Salvatores e al suo Marrakech Express. Chiudiamo con l’omaggio alla rapina di Point Break. In questo caso, però, i tre decido d’indossare le maschere di Cossiga e Scalfaro per rubare la preziosa gamba di legno. Gli effetti finali rispetto al film della Bigelow, ovviamente, non potevano che essere diversi.
5. Dov’è stato girato il film?

Nella struttura narrativa del film, il concetto di road movie è ben definito, tanto che i tre amici iniziano un viaggio da Milano direzione Gallipoli. Nonostante questo, però, le riprese non sono mai andate oltre i confini laziali. Una scelta dettata, ovviamente, da vari fattori. Primo tra tutti quello economico.
D’altronde il cinema è magia con un tocco d’innocua mistificazione. Quindi è più che naturale ambientare una vicenda a Milano ma girare a Roma. Come altrettanto naturale è andare a cercare un po’ di Puglia tra i laghi della zona viterbese. Insomma non tutto è esattamente come sembra ma poco importa. Perché la forza di questo film è data da un solo luogo. L’abitacolo della macchina all’interno della quale i tre amici mettono in scena la difficoltà di crescere, l’incapacità di dire di no e la non semplice strada verso l’affermazione di se stessi.
