Il successo non sempre equivale all’orgoglio. Alcuni attori sono diventati celebri grazie a un ruolo, ma dietro le quinte hanno vissuto frustrazione, imbarazzo o persino rabbia. Alcuni hanno ironizzato, altri hanno chiesto scusa, altri ancora hanno apertamente criticato le scelte fatte. Ecco una lista di attori che hanno rinnegato un ruolo iconico della loro carriera.
1. Robert Pattinson – Twilight

Forse l’esempio più famoso. Pattinson deve alla saga di Twilight (2008–2012) la sua esplosione mondiale: orde di fan, il ruolo di sex symbol e un franchise miliardario. Ma non ha mai nascosto la sua antipatia per Edward Cullen.
In interviste di quegli anni parlava del personaggio come di un “melodramma vivente” e rideva dei dialoghi “eccessivamente zuccherosi”. A People ha spiegato che la storia era “romantica fino al limite del surreale: un ragazzo che vuole passare la vita con una ragazza… e al tempo stesso berne il sangue”. Negli anni, ha ammesso di aver esagerato per alleggerire il peso di tanta attenzione mediatica, dicendo a GQ che quelle uscite sarcastiche erano “un modo per sopravvivere a un fenomeno travolgente”.
Oggi non rinnega il successo, ma ha dichiarato che non odia più la saga: “Non è neanche più figo fare l’hater di Twilight” (InStyle). La sua carriera ha poi preso una svolta d’autore con film come Good Time, The Lighthouse e The Batman, segno che da quel ruolo ingombrante è riuscito a liberarsi.
2. George Clooney – Batman & Robin

Il Batman del 1997, diretto da Joel Schumacher, è ricordato come uno dei peggiori cinecomic di sempre. Clooney, che interpretava Bruce Wayne, non ha mai smesso di scusarsi con i fan.
A Vanity Fair ha ammesso che il film era “così brutto da far male”, prendendo in giro il costume con i famigerati “bat-nipples”. Anni dopo, ha dichiarato che quell’esperienza lo ha segnato a tal punto da cambiare il suo metodo di lavoro: “Ho imparato a leggere bene i copioni e a dire di no”. Un flop che oggi ricorda con ironia, ma che resta una ferita aperta nella sua filmografia.
3. Halle Berry – Catwoman

Dopo l’Oscar per Monster’s Ball, Halle Berry sembrava destinata a dominare Hollywood. Invece Catwoman (2004) si rivelò un disastro al botteghino e fu stroncato dalla critica.
Berry affrontò la cosa con ironia: nel 2005 si presentò di persona ai Razzie Awards per ritirare il premio come peggior attrice, Oscar alla mano, ringraziando sarcasticamente la Warner Bros. “per averla costretta a girare questa schifezza”. Quell’immagine è rimasta nella storia del cinema trash.
Più recentemente, l’attrice ha riflettuto in modo diverso, raccontando a People che si sentì bersaglio ingiusto di molte critiche: “Tutta la colpa ricadde su di me”. Un’esperienza dura, ma che ha trasformato in un’occasione di crescita.
4. Mark Wahlberg – Boogie Nights

Oggi è considerato un grande film, ma Wahlberg non la pensa così. Boogie Nights (1997) di Paul Thomas Anderson è un’opera di culto che ha dato nuova credibilità all’attore, all’epoca conosciuto come ex rapper e modello.
Eppure Wahlberg ha dichiarato più volte di pentirsene, arrivando persino a dire che aveva “chiesto perdono a Dio” per aver interpretato un pornoattore. La sua forte religiosità lo porta a guardare quel ruolo con occhi critici, anche se la critica lo considera uno dei suoi lavori migliori. Un caso raro in cui attore e pubblico non condividono lo stesso entusiasmo.
5. Channing Tatum – G.I. Joe

Nel 2009 Tatum era in ascesa, ma G.I. Joe: The Rise of Cobra non fu per lui un trampolino di lancio. In interviste successive ha raccontato che non voleva partecipare al film, ma era obbligato da un contratto con la Paramount.
“Non volevo farlo, ma non avevo scelta”, ha ammesso candidamente. La mancanza di entusiasmo si riflette anche nella sua performance, e non sorprende che nei sequel il suo personaggio sia stato rapidamente eliminato. Un ruolo vissuto come un obbligo più che come un’opportunità.
6. Daniel Craig – Spectre

Essere James Bond può sembrare un sogno, ma per Craig è stato anche un incubo. Dopo le riprese di Spectre (2015), dichiarò a Time Out che avrebbe preferito “tagliarsi le vene piuttosto che tornare a interpretare Bond”.
Frasi durissime, che fecero il giro del mondo e lasciarono i fan scioccati. In seguito Craig spiegò che erano parole dette in un momento di enorme stanchezza fisica e mentale. Nonostante il malessere, è tornato per No Time to Die (2021), regalando un addio memorabile alla saga.
7. Alec Guinness – Star Wars

Per milioni di fan è Obi-Wan Kenobi, ma Guinness non sopportava il ruolo. In lettere private lo definiva poco stimolante e criticava i dialoghi, considerati “orrendi”.
L’attore raccontò di aver accettato Star Wars solo per il compenso, e in un caso arrivò persino a chiedere a un giovane fan di non guardare più la saga. Una distanza totale tra il mito costruito dal pubblico e l’esperienza vissuta dal suo interprete.
8. Megan Fox – Transformers

Con Transformers (2007–2009), Megan Fox divenne un’icona mondiale. Ma il rapporto con il regista Michael Bay si deteriorò presto. In un’intervista, Fox lo paragonò a “Hitler” per i suoi metodi sul set.
Le dichiarazioni le costarono care: fu estromessa dal terzo capitolo della saga. Fox ha spiegato di non aver apprezzato l’approccio iper-sessualizzato al suo personaggio, e quella rottura segnò un brusco stop alla sua carriera. Solo anni dopo ha ricominciato a riemergere, riabilitando in parte la sua immagine.
