Close Menu
  • Home
  • Cinema
    • News
    • Recensioni
    • Ultime uscite al cinema
    • Prossimamente al cinema
  • Serie
    • News
    • Recensioni
    • Serie TV in uscita
  • TV
    • News
    • Recensioni
  • Streaming
    • Apple TV+
      • Ultime uscite su Apple TV+
      • Prossime uscite su Apple TV+
    • Disney+
      • Ultime uscite su Disney+
      • Prossime uscite su Disney+
    • Netflix
      • Ultime uscite su Netflix
      • Prossime uscite su Netflix
    • NOW
      • Ultime uscite su NOW
      • Prossime uscite su NOW
    • Prime Video
      • Ultime uscite su Prime Video
      • Prossime uscite su Prime Video
  • Personaggi
CinemaSerieTV.it
Facebook Instagram YouTube TikTok X (Twitter) Twitch
  • Home
  • Cinema
    • News
    • Recensioni
    • Ultime uscite al cinema
    • Prossimamente al cinema
  • Serie
    • News
    • Recensioni
    • Serie TV in uscita
  • TV
    • News
    • Recensioni
  • Streaming
    • Apple TV+
      • Ultime uscite su Apple TV+
      • Prossime uscite su Apple TV+
    • Disney+
      • Ultime uscite su Disney+
      • Prossime uscite su Disney+
    • Netflix
      • Ultime uscite su Netflix
      • Prossime uscite su Netflix
    • NOW
      • Ultime uscite su NOW
      • Prossime uscite su NOW
    • Prime Video
      • Ultime uscite su Prime Video
      • Prossime uscite su Prime Video
  • Personaggi
CinemaSerieTV.it
Home » Film » Cime tempestose di Emerald Fennell: perché il film sta dividendo critica e pubblico

Cime tempestose di Emerald Fennell: perché il film sta dividendo critica e pubblico

Il Cime tempestose di Emerald Fennell divide critica e pubblico tra sensualità, casting e rilettura del romanzo di Brontë.
Carlotta DeianaDi Carlotta Deiana16 Febbraio 2026
Facebook Twitter WhatsApp Telegram
Una scena di Cime Tempestose (fonte: Warner Bros. Pictures)
Una scena di Cime Tempestose (fonte: Warner Bros. Pictures)
Condividi
Facebook Twitter WhatsApp Email LinkedIn Telegram Pinterest

Il nuovo Cime tempestose diretto da Emerald Fennell non sta generando reazioni intermedie. Sta polarizzando. Critica e pubblico si stanno distribuendo su due fronti quasi inconciliabili: da una parte chi lo considera un adattamento potente, coerente, viscerale; dall’altra chi lo respinge come una versione eccessivamente romantica e stilizzata di un romanzo che nasce duro, spigoloso, moralmente crudele.

Non è un semplice dibattito tra apprezzamento e delusione. È uno scontro tra due idee opposte di cosa debba essere Cime tempestose. Il romanzo di Emily Brontë è un testo che, nel tempo, è stato letto sia come grande amore tragico sia come storia di vendetta, trauma e distruzione generazionale. Il film sceglie una chiave precisa, e proprio questa scelta radicale produce una divisione netta: chi si riconosce in quella lettura lo difende con entusiasmo, chi non la condivide lo rifiuta senza mezze misure.

Il cuore della frattura: passione assoluta o tragedia morale?

Una scena di Cime Tempestose (fonte: Warner Bros. Pictures)
Una scena di Cime Tempestose (fonte: Warner Bros. Pictures)

Uno dei motivi principali della polarizzazione riguarda il tono. Nel romanzo, la relazione tra Cathy e Heathcliff non è soltanto passione (che a livello fisico non esplode mai): è orgoglio ferito, rancore sociale, violenza emotiva, vendetta che si propaga nel tempo. È un sentimento distruttivo che non si esaurisce nell’attrazione, ma si trasforma in sistema di potere e in condanna generazionale.

Il film, invece, concentra gran parte della propria energia sulla dimensione passionale del legame. L’ossessione amorosa diventa il centro emotivo della narrazione. Per chi lo ama, questa scelta restituisce con forza la radicalità del sentimento, liberandolo da una lettura troppo letteraria e astratta. Per chi lo critica, la centralità del desiderio finisce per attenuare la complessità morale del romanzo, spostando l’attenzione dalla struttura tragica alla seduzione emotiva.

È una differenza sottile ma decisiva: intensificare la passione significa, inevitabilmente, ridurre lo spazio per la riflessione sulla vendetta, sulla crudeltà sociale, sulla ciclicità del trauma.

La sessualità come baricentro narrativo

Una scena di Cime Tempestose (fonte: Warner Bros. Pictures)
Una scena di Cime Tempestose (fonte: Warner Bros. Pictures)

Il film rende la relazione tra i protagonisti fortemente fisica. Non si limita a evocare l’attrazione: la mette in scena in modo diretto, insistito, centrale. Questa scelta ha un effetto chiaro: sposta la percezione della storia dal piano simbolico a quello corporeo.

Per una parte del pubblico e della critica, questa è una traduzione cinematografica coerente. Il cinema, a differenza della letteratura, vive di presenza, di corpo, di materia. Rendere visibile la carnalità del legame significa, in questa prospettiva, restituirne la violenza emotiva.

Per altri, invece, questa stessa scelta produce un effetto opposto: la tragedia viene resa più sensuale e, di conseguenza, più attraente. L’ossessione si fa seducente, il tormento assume una dimensione estetica. Ed è proprio questa percezione di “abbellimento” a generare il rifiuto più netto.

Estetica e controllo: forza espressiva o patinatura?

Nuovo “Cime tempestose”: dalle prime foto ai trailer, il film di Emerald Fennell divide per tono e stile. Perché questa reinterpretazione fa discutere?
Nuovo “Cime tempestose”: dalle prime foto ai trailer, il film di Emerald Fennell divide per tono e stile. Perché questa reinterpretazione fa discutere?

Un ulteriore elemento di divisione riguarda la messa in scena. L’estetica è marcata, consapevole, costruita con grande attenzione all’impatto visivo. Il paesaggio non è sfondo neutro ma parte integrante dell’esperienza, la fotografia enfatizza la dimensione sensoriale, l’atmosfera è costantemente controllata.

Chi apprezza il film vede in questo una coerenza stilistica forte: l’intensità visiva amplifica la tensione emotiva e trasforma la storia in un’esperienza immersiva. Chi lo rifiuta percepisce invece una distanza tra forma e sostanza: un involucro visivamente potente che rischia di smussare l’asprezza del testo originario.

Il romanzo di Brontë è ruvido, a tratti sgradevole, persino disturbante. Se il film appare più armonico e visivamente seducente, per alcuni questo è linguaggio cinematografico, per altri è una perdita di radicalità.

Heathcliff e la questione dell’alterità

Una scena di Cime Tempestose (fonte: Warner Bros.)
Una scena di Cime Tempestose (fonte: Warner Bros.)

Anche la rappresentazione di Heathcliff contribuisce in modo significativo alla polarizzazione. Tradizionalmente letto come figura di alterità radicale, outsider respinto dalla società, simbolo di marginalità sociale e – per molti studiosi – anche razziale, il personaggio porta con sé un peso politico e identitario che va oltre la semplice funzione narrativa.

Nel romanzo di Emily Brontë, Heathcliff è descritto come “dark-skinned” e spesso interpretato come figura razzializzata, la cui esclusione non è soltanto economica o caratteriale, ma anche legata alla sua origine ambigua. Negli anni, una parte della critica ha letto in lui un corpo estraneo all’Inghilterra vittoriana, un simbolo di colonialismo e alterità.

La scelta di affidare il ruolo a Jacob Elordi – attore bianco, con un’immagine fortemente associata a un’estetica contemporanea e glamour – ha riacceso questa discussione. Per alcuni spettatori e commentatori, il casting attenua la dimensione razziale e politica del personaggio, trasformando Heathcliff in un outsider prevalentemente emotivo, non più anche visivamente e simbolicamente “altro”. In questa prospettiva si parla di una normalizzazione che rende il personaggio più romantico e meno destabilizzante.

Altri, invece, sostengono che l’essenza tragica di Heathcliff non dipenda dalla rappresentazione etnica, ma dalla sua posizione sociale, dal trauma, dall’esclusione e dalla rabbia che lo definiscono. Per questa lettura, l’alienazione del personaggio resta intatta anche senza una marcatura razziale esplicita.
Ancora una volta, la divisione non nasce da un dettaglio tecnico, ma da un diverso modo di intendere il significato profondo del personaggio: è centrale la sua alterità razziale o è sufficiente quella sociale e psicologica? È su questa domanda che si concentra una parte rilevante della polemica.

Perché le reazioni sono così estreme

Una scena di Cime Tempestose (fonte: Warner Bros. Pictures)
Una scena di Cime Tempestose (fonte: Warner Bros. Pictures)

La vera ragione della polarizzazione sta nel fatto che il film non è neutro. Non cerca di bilanciare le interpretazioni possibili del romanzo, ma ne privilegia una. In un’opera così radicata nell’immaginario collettivo, ogni spettatore porta con sé una propria idea di cosa rappresenti Cime tempestose: amore assoluto, ossessione malata, vendetta generazionale, mito romantico o tragedia sociale.

Quando un adattamento sceglie una di queste letture e lascia in secondo piano le altre, inevitabilmente divide. Chi si riconosce in quella chiave di lettura lo percepisce come coerente e coraggioso. Chi non vi si ritrova lo considera una deformazione.

Ed è proprio questa incompatibilità di criteri a spiegare perché il film non stia generando consenso moderato, ma reazioni radicali.

Facebook Instagram YouTube TikTok X (Twitter) Twitch
  • Home
  • Chi siamo
  • Staff e redazione
  • Contattaci
  • Disclaimer
  • Cookie Policy
  • Privacy Policy
© 2026 CinemaSerieTV.it proprietà di Digital Dreams s.r.l. - Partita IVA: 11885930963 - Sede legale: Via Alberico Albricci 8, 20122 Milano Italy - [email protected] | Foto credits: DepositPhotos

Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001

Digita qui sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.