In Così parlò Bellavista di Luciano De Crescenzo la divisione del mondo in uomini d’amore e uomini di libertà è un concetto essenziale. Il significato della tesi è legato infatti a due opposti modi di vivere e concepire la vita. Gli uomini d’amore sono quelli vivono nel momento, godendosi piccoli piaceri quotidiani e soprattutto non rifuggono il contatto sociale. Gli uomini di libertà, al contrario, sono più razionali, pragmatici e solitari. De Crescenzo associa queste due figure ai paesi del sud e del nord. Ma seguiamo il ragionamento filosofico del regista e scrittore.
Per il professor Bellavista, delizioso protagonista di un vero cult movie, gli uomini d’amore sono quelli che abbracciano il prossimo, hanno un approccio morbido all’esistenza, hanno dubbi e godono dei piccoli piaceri della vita. Come fare un lungo bagno caldo, che è un vero e proprio “incontro coi pensieri, un appuntamento con la fantasia“. O preparare il presepe a Natale. Gli uomini d’amore, insomma, sono i romantici o gli epicurei, e appartengono tutti a nazioni del sud. Il sud di De Crescenzo/Bellavista, fiero uomo d’amore, non è tanto un luogo fisico, quanto un posto ideale, in cui la felicità, per quanto momentanea, deriva dalla bellezza del vivere nel momento.
Al contrario, gli uomini di libertà, gli illuministi e gli stoici, hanno il culto della privacy, sono molto solitari, razionali ed efficienti. Sfuggono al dubbio per rifugiarsi nelle certezze assolute. Amano la doccia, perché ci si lava meglio, si consuma meno acqua ed è più pratica. Gli uomini di libertà sono quelli del nord, dei paesi anglosassoni o scandinavi, contraddistinti dal bianco, sulla cartina che il prof. mostra ai suoi allievi.
Nel film, tratto dall’omonimo romanzo di Luciano De Crescenzo, pubblicato nel 1977, l’uomo di libertà è rappresentato dal famigerato ragionier Cazzaniga (il compianto Renato Scarpa). Milanese, puntualissimo, ligio a ogni tipo di regolamento (pretende che il portiere del palazzo in cui vivono tutti i protagonisti indossi un’uniforme per far capire cosa faccia), va al lavoro all’Alfasud tutte le mattine in anticipo, per dare il buon esempio (e lui che è capo del personale, potrebbe non farlo secondo la teoria degli amici di Bellavista).
Insomma, è il paradigma del cittadino modello. E per questo viene visto con sospetto dagli abitanti del condominio. Almeno fino al twist finale del film, quando cioè Bellavista e Cazzaniga, bloccati in ascensore, si conoscono e empatizzano immediatamente. Il ragioniere, infatti, è un brav’uomo. Anzi, è un grande uomo d’amore. E lo dimostra procurando un posto di lavoro a Milano per il genero del professore.
