«Era alto, magro e molto vecchio, a giudicare dall’argento dei capelli e della barba, talmente lunghi che li teneva infilati nella cintura. Indossava una tunica, un mantello color porpora che strusciava per terra e stivali con i tacchi alti e le fibbie. Dietro gli occhiali a mezzaluna aveva occhi azzurro chiaro, luminosi e scintillanti, e il naso era molto lungo e ricurvo, come se l’avesse rotto almeno un paio di volte.» Questo è il primo sguardo che J.K.Rowling dedica ad Albus, Percival Wulfric Brian Dombeldore, il mago più potente che i fan italiani del mondo potteriano hanno imparato a conoscere con il nome di Silente.
Ben quattro nomi propri per un personaggio incredibile che, nelle sue trasposizioni cinematografiche, ha vissuto attraverso tre volti diversi. Nello specifico quello di Richard Harris, Michael Gambon e Jude Law, che veste i suoi panni più giovani in due capitoli della saga Animali Fantistici. Ma chi è veramente questo mago secondo solo allo storico Merlino, capace di contrastare il potere di Lord Voldemort, di dirigere con saggezza la scuola di Hogwarts e diventare mentore di Harry Potter, il ragazzo prescelto? Sicuramente non una figura perfetta e priva di ombre, come i primi due capitoli hanno cercato di riportare. Piuttosto somiglia molto di più al mago custode di molti segreti che, alla sua morte, lascia i ragazzi confusi e con molte domande su di lui.
Ma il giovane Potter non può che amarlo e fidarsi, esattamente come accade a tutti coloro che si sono appassionati alla vicenda. Perché, al di là, delle sue incongruenze, Silente rimane una figura rassicurante. Quella che conferma l’importanza delle scelte fatte e della direzione presa. Le uniche due cose che definiscono la natura di un uomo, Compresi i maghi. Per conoscerlo meglio, dunque, vediamo dieci curiosità su Albus Silente che, forse, non tutti conoscono.
1. Il nome e il suo significato

Iniziamo dal primo e più importante elemento che caratterizza il personaggio, il suo nome: Albus Dombledore o Silente, per la versione italiana. Questo particolare è così importante perché nella struttura narrativa della Rowling non è mia casuale. Questo vuol dire che, spesso, dietro i nomi dei suoi personaggi si nascondono messaggi o riferimenti importanti.
Andiamo, dunque, a considerare quello di Silente nella sua versione originale. Albus deriva dall’aggettivo latino bianco ma ha anche una chiara assonanza con Albion, il nome antico con cui s’identificava la zona britannica e, successivamente, Londra. Per quanto riguarda il cognome, invece, è possibile una doppia traduzione. Sempre tenendo in conto la lingua più arcaica, con Dombledore s’intende calabrone.
Ossia una creatura costantemente in movimento. Oltre a questo, però, c’è anche un altro significato che sembra adattarsi meglio alla personalità del mago. La parola, infatti, potrebbe far riferimento alla foggia di un cappello particolarmente di moda nel XIX secolo. Letteralmente, dunque, si potrebbe tradurre come “bianco cappello”. Un modo di dire che nella letteratura inglese indica la figura eroica. Un ruolo, questo, che effettivamente si addice al carattere di Silente.
2. Una famiglia complicata

Secondo gli indizi lasciati dalla Rowling all’interno dei suoi romanzi, Albus Silente dovrebbe essere nato nel lontano 1881. Il che vuol dire che, in tutto, ha vissuto 115 anni. Un lasso di tempo breve nel mondo della magia. Ricordiamo, infatti, che Flamel, ad esempio, ha più di 300 anni quando accetta di disfarsi della Pietra Filosofale. Tornando alle sue origini, comunque, il giovane Albus è il più grande di tre figli e può essere considerato come un mezzosangue, visto che uno dei genitori è un babbano.
La sua famiglia, però, è stata tutt’altro che serena e rassicurante. Il padre, per proteggere la figlia da un gruppo di ragazzi che l’avevano aggredita a causa dei suoi poteri, viene condannato e rinchiuso ad Azkaban, dove morirà. In seguito a questo, la famiglia si traferisce a Godric’s Hollow, il luogo da cui proviene Godric Grifondoro, uno dei quattro fondatori di Hogwarts, e dove nascerà un bel po’ di anni dopo anche Harry Potter.
3. I primi anni a Hogwarts

La sua lunga storia con Hogwarts inizia nel 1892, anno in cui entra a far parte della casa di Grifondoro, ovviamente. Da quel momento, passo dopo passo, inizia a dare mostra del suo incredibile talento, riuscendo a catturare anche l’attenzione di molti insegnanti. Così diventa prima prefetto e poi caposcuola. Unica pagina non propriamente brillante di questa splendida carriera scolastica è l’incendio delle tende del suo dormitorio, avvenute durante il quarto anno.
Un episodio che, molti anni dopo, verrà raccontato dallo stesso Silente a Potter. Questa volta, però, il preside confessa, implicitamente, che non fu una spiacevole casualità visto che quei tendaggi non gli erano mai piaciuti.
4. L’incontro con Grindelwald

Questo è uno degli eventi che ha forgiato, anche se in modo del tutto inaspettato, la vita e la personalità di Silente. Dopo la fine del settimo anno, infatti, è costretto a tornare a casa in seguito alla morte della madre, probabilmente uccisa in modo involontario dalla sorella Ariana. Così, per non mettere il fratello minore Aberforth nella condizione di rinunciare ai suoi studi, soffoca tutte le sue ambizioni per il futuro. È proprio in questa situazione che incontra e conosce Grindelwald, un mago che stava portando avanti una ricerca sui doni della morte.
Oltre a questo, però, il ragazzo aveva anche delle idee bizzarre secondo le quali i maghi dovevano assumere una posizione di controllo e supremazia sui babbani. Teorie alle quali inizialmente aderisce anche Silente e di cui, però, si vergognerà per il resto della vita. Ma come ha potuto non vedere e non capire l’oscurità che si celava dietro questa visione? Sicuramente molto è dipeso dalla giovane età e dal fatto che fosse innamorato di Grindelwald. La stessa J.K. Rowling, infatti, ha ammesso l’omosessualità di Silente durante la stesura de Il principe mezzosangue. Una teoria confermata anche dall’ultimo film legato alla saga di Animali Fantastici.
5. I segreti di Silente, la morte di Ariana

Durante gli anni trascorsi ad Hogwarts prima della sua morte, Harry Potter non viene a conoscenza di molti elementi biografici legati a Silente. Non a caso, dunque, incontrerà il fratello Aberforth solo alla fine de I doni della morte, poco prima di ritornare ad Hogwarts per lo scontro finale con Voldemort.
Nonostante questo, però, più di una volta nella pacatezza che caratterizza Silente, si fa strada la malinconia ed un vago senso di colpa legato alla sorella Ariana. Questa, infatti, muore colpita da un incantesimo durante una lite che vede coinvolti i due fratelli e Grindelwald. Aberforth, infatti, era contrario alle idee sostenute dal ragazzo. Per questo motivo si oppone alla frequentazione con il fratello. Durante uno scontro tra i tre, dunque, un incantesimo colpisce fatalmente la ragazza, uccidendola. Dal canto suo Silente ha avuto sempre il dubbio di essere stato la causa della sua morte. Un senso di colpa avvalorato anche dall’astio di Aberforth.
6. Perché diventa un insegnante?

Perché una personalità così dotata, però, si “accontenta” di diventare un insegnante anche se, poi, verrà ricordato come il miglior preside che Hogwarts abbia mai avuto? Probabilmente perché l’ambizione è uno dei talloni d’Achille di Silente. Il potere era la sua debolezza e tentazione. Per questo motivo ha sempre rifiutato l’incarico come Ministro della Magia, che gli viene offerto varie volte.
Preferisce di gran lunga direzionare le proprie forze verso la guida e la preparazione delle giovani generazioni di maghi, guidandoli soprattutto verso la visione di un mondo basato sul valore delle differenze e sul loro incontro. Per questo motivo, dunque, inizierà ad insegnare Difesa contro le Arti Oscure per poi passare a Trasfigurazione. La sua prima scelta è stata motivata dalla consapevolezza di dover preparare i giovani a confrontarsi con una minaccia incombente che, in quel caso era rappresentata dai progetti di supremazia di Grindelwald.
7. La bacchetta di Sambuco

Il potere di Albus Silente è innegabile ma molto dipende anche dalla bacchetta che lo accompagna ormai da molti anni. La sua identità viene svelata solo alla fine della saga di Harry Potter, quando si capisce che si tratta della preziosa bacchetta di Sambuco, la più potente al mondo, conosciuta anche come uno dei doni della morte. Ma come era venuto in suo possesso? Oggi sappiamo che questo particolare modello risponde solamente a chi la vince in un regolare duello. Ma chi possedeva inizialmente la bacchetta? La risposta è univoca e riporta al nome di Grindelwald.
Ricordiamo, infatti, che al momento della loro conoscenza stava portando avanti proprio una ricerca sui doni della morte. Così, dopo essere riuscito a rintracciare uno dei più potenti, ha dato inizio alla sua ascesa terrorizzando il continente. Dopo non poche esitazioni, dovute a un patto di sangue stretto tra i due, Silente decide di affrontarlo e, in un duello passato alla storia, lo sconfigge vincendo anche la bacchetta di Sambuco. La stessa che viene seppellita con lui e che Voldemort trova violando la sua tomba.
8. Il rapporto con Voldemort

Ed eccoci arrivati ad uno dei punti più interessanti capace di dare inizio, come una miccia accesa, ad una serie di effetti a catena su cui si basa l’intera vicenda potteriana. Ovviamente stiamo parlando dell’incontro e del rapporto con Tom Ridlle, il ragazzo dall’animo oscuro che sarebbe diventato Lord Voldemort.
Un incontro di cui parla, attraverso il pensatoio, lo stesso Silente in Harry Potter e il principe mezzosangue. In questo caso viene riprodotto un ricordo di molti anni prima. È il periodo in cui, come insegnante di Trasfigurazione, si assumo anche il compito d’insegnare ai bambini maghi, nati babbani, cosa sia il mondo di Hogwarts. Per questo motivo, dunque, si reca in un istituto per ragazzi orfani.
Qui incontra il giovane Tom che mostra già dei segnali piuttosto allarmanti. Ama fare del male al prossimo e terrorizzare. Silente riconosce il suo potenziale e spera di mettere a tacere certi eccessi attraverso l’educazione. Una speranza che, ovviamente, fallisce. Nonostante questo, però, negli anni successivi Voldemort si confronterà con lui sempre con la consapevolezza di trovarsi di fronte all’unico mago in grado di sovrastarlo. Una sorta di strana forma di rispetto.
9. I suoi hobby

Ma Silente non è solo talento magico ed impegno. In realtà nasconde anche un animo infantile. Grazie alle pagine della Rowling, infatti, sappiamo che i dolci sono una delle sue debolezze. Come anche le liquirizie. Ne tiene sempre una ciotola nel suo studio, anche se sono un po’ “pungenti”.
Per quanto riguarda i suoi hobby, invece, tra questi ci sono il bowling a 10 pin e la musica da camera. D’altronde un po’ di svago è necessario anche al mago che ha scoperto i dodici usi del sangue di drago e che si è intrattenuto in esperimenti di alchimia con l’amico Nicholas Flamel.
10. La fedeltà di Fanny
La fenice è un animale straordinario e mitologico, dotato di un incredibile coraggio e, soprattutto, di poteri straordinari. La capacità di rinascere dalle proprie ceneri è solamente uno dei tanti. Questo vuol dire, dunque, che la sua vicinanza a Silente non fa altro che confermare la grandezza del mago. Una possibilità confermata anche dal fatto che, nel momento stesso in cui Silente muore, Fanny si leva in volo e abbandona per sempre Hogwarts.
Ma qual è la sua provenienza originaria? È un particolare che la Rowling non svela con precisione anche se ci sono molte teorie a riguardo. La più probabile è che la fenice potrebbe essere appartenuta niente meno che a Godric Grifondoro. A farlo presupporre è il suo intervento fondamentale nella camera dei segreti. Qui, infatti, non solo acceca il basilisco ma porta, soprattutto, il cappello parlante e, indirettamente, la spada di Grifondoro.
