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Home » Film » Due vedove, due visioni: Natasha Romanoff e Yelena Belova a confronto nel MCU

Due vedove, due visioni: Natasha Romanoff e Yelena Belova a confronto nel MCU

Yelena Belova e Natasha Romanoff: due Vedove, due epoche; un confronto che racconta l’evoluzione della donna nel MCU.
Carlotta DeianaDi Carlotta Deiana6 Maggio 2025
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Yelena Belova e Natasha Romanoff (fonte: Marvel)
Yelena Belova e Natasha Romanoff (fonte: Marvel)
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Nel Marvel Cinematic Universe, pochi personaggi femminili hanno avuto un arco narrativo così significativo e simbolico come Natasha Romanoff e Yelena Belova. Entrambe portano il titolo di Black Widow, entrambe provengono dalla stessa struttura addestrativa sovietica, eppure la loro costruzione narrativa è profondamente diversa.
Questo confronto, più che una competizione, è uno specchio del tempo: Natasha, introdotta nel 2010, è figlia di un’epoca cinematografica dominata dallo sguardo maschile; Yelena, comparsa nel 2021, nasce in un’industria che (pur tra mille contraddizioni) è diventata più sensibile a temi come la rappresentazione femminile, l’autenticità emotiva e il rifiuto della sessualizzazione gratuita.

Natasha Romanoff: L’origine di un’eroina (spesso fraintesa)

Natasha Romanoff in una scena (fonte: Marvel)
Natasha Romanoff in una scena (fonte: Marvel)

Scarlett Johansson ha dato corpo e volto a Natasha Romanoff in Iron Man 2, il film che l’ha introdotta nel MCU. E fin da subito la sua presenza è stata definita da inquadrature sensuali, abiti attillati e battute ironiche che ne sottolineavano l’aspetto fisico.
Per anni, Natasha è rimasta una figura accessoria rispetto agli altri Avengers: forte, sì, ma sempre filtrata da uno sguardo che ne riduceva la profondità a favore dell’estetica. Il suo passato da spia e assassina era accennato, ma mai approfondito davvero. Solo in Avengers: Endgame (2019) il suo sacrificio riceve un certo peso drammatico, anche se molti fan ancora oggi ritengono che la sua morte sia stata trattata in modo frettoloso rispetto, per esempio, a quella di Tony Stark.

Con Black Widow (2021), Natasha ottiene finalmente il suo primo film da protagonista, ma – paradossalmente – proprio questo titolo segna il passaggio di testimone a un’altra Vedova.

Yelena Belova: L’eredità rivendicata con autenticità

Yelena Belova in una scena (fonte: Marvel)
Yelena Belova in una scena (fonte: Marvel)

Yelena Belova, interpretata da Florence Pugh, viene introdotta nello stesso film che chiude il percorso di Natasha. Non è solo una sostituta: è un’evoluzione. Yelena si presenta al pubblico con una combinazione di sarcasmo, dolcezza infantile, rabbia repressa e ironia tagliente. La sua umanità è palpabile fin da subito, come lo è la sua fragilità: il trauma dell’infanzia sotto copertura, la perdita del legame con Natasha, la consapevolezza di essere un “prodotto” del sistema.

A differenza di Natasha, Yelena non viene mai sessualizzata. Il suo costume è funzionale, non fetish. Le scene d’azione la mostrano potente ma anche goffa, con momenti di autocritica comica (“perché fai sempre quella posa ridicola?”). Il successo del personaggio è tale da portarla subito nella serie Hawkeye (2021), dove diventa protagonista di una delle storyline più emotive e divertenti, e da lì direttamente nel cast di Thunderbolts (qui la nostra recensione), dove è uno dei volti principali.

La questione dello screen time: qualità vs quantità

Yelena Belova e Natasha Romanoff (fonte: Marvel)
Yelena Belova e Natasha Romanoff (fonte: Marvel)

Sebbene Natasha sia apparsa in otto film del MCU, spesso il suo tempo sullo schermo era condiviso con altri eroi maschili o dedicato a sottotrame marginali. Yelena, invece, in sole tre apparizioni (Black Widow, Hawkeye, e in Thunderbolts) ha avuto momenti centrali, ben scritti e ben interpretati, che le hanno permesso di evolversi in maniera coerente e organica.

Uno studio pubblicato da ScreenRant ha mostrato che Yelena ha ricevuto, in proporzione, un minutaggio più denso e più focalizzato rispetto a Natasha. Ma non è solo una questione di minuti: è il contenuto di quei minuti a contare. Quando Yelena è in scena, la macchina narrativa si ferma per ascoltarla. Con Natasha, troppo spesso si correva avanti.

Sguardo maschile, sguardo consapevole: cosa è cambiato?

Black Widow
Un’immagine di Scarlett Johansson nel film Black Widow – Fonte: Disney

La differenza più evidente tra le due rappresentazioni dipende da quello quello che è stato spesso definito “male gaze”, che si contrappone ad una visione più equa e narrativa del corpo femminile. Nei primi film del MCU, il corpo di Natasha è parte integrante della sua identità: seducente, letale, misteriosa. Ma questa costruzione – oltre ad essere datata – riduceva il personaggio a una funzione narrativa.
Yelena, al contrario, viene mostrata nei suoi limiti fisici, nelle sue emozioni, nei suoi silenzi. Florence Pugh ha dichiarato di aver contribuito attivamente alla costruzione del look e della psicologia di Yelena, rifiutando costumi sessualizzanti e richiedendo uno spazio più realistico per esprimere il trauma del personaggio.

Il cambiamento non è solo frutto del talento delle attrici, ma anche della regia e della scrittura: Black Widow è stato diretto da Cate Shortland, una regista donna, e le differenze si sentono.

Il contesto conta: evoluzione del MCU e aspettative del pubblico

Una scena di Thunderbolts (fonte: Marvel)
Una scena di Thunderbolts (fonte: Marvel)

Non va dimenticato che Natasha è stata introdotta nel 2010, in un MCU ancora agli inizi, plasmato da un’industria hollywoodiana che metteva la spettacolarizzazione femminile davanti alla costruzione psicologica. Il pubblico del 2021 (e ancora di più quello del 2025) è diverso: chiede autenticità, rifiuta stereotipi, e vuole personaggi che non siano “forti nonostante siano donne”, ma “forti anche nelle loro fragilità”.

Yelena arriva in questo nuovo contesto e risponde perfettamente alle sue richieste. Non è solo un’eroina: è una donna giovane, complessa, traumatizzata e divertente, che riesce a tenere insieme dolore e ironia, rabbia e tenerezza.

Cosa ci dicono Natasha e Yelena sul futuro del cinema

Natasha Romanoff in una scena (fonte: Marvel)
Natasha Romanoff in una scena (fonte: Marvel)

Il confronto tra Natasha Romanoff e Yelena Belova non riguarda solo due personaggi, ma due visioni del cinema.
Natasha è una pioniera: ha spianato la strada, pagando il prezzo della semplificazione. Yelena cammina su quel terreno già liberato, con una voce propria, un linguaggio più moderno e una struttura narrativa che le permette di essere davvero protagonista.

Il fatto che oggi Yelena venga considerata da molti fan come la Black Widow definitiva non toglie nulla al valore di Natasha. Ma conferma una cosa: il cinema cambia, e il pubblico cambia con lui. E oggi, per fortuna, cominciamo a riconoscere il valore delle storie che mettono al centro la verità delle persone, non solo il loro aspetto.

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