Il quarto tipo, film del 2009, non è ispirato ad una storia vera, come viene spiegato nelle prime scene, ma è un falso documentario che rievoca fatti relativi a rapimenti alieni completamente inventati. Anche la dottoressa Abigail Tyler, protagonista del film, è un personaggio di finzione.
All’inizio del film Milla Jovovich spiega agli spettatori che quello che si accingono a vedere è una drammatizzazione di una storia realmente accaduta a None, in Alaska, nell’ottobre del 2000. L’attrice aggiunge che il regista Olatunde Osunsanmi ha incluso dei veri filmati, quelli registrati da una psicologa, la dottoressa Abigail Tyler interpretata dalla Jovovich, e che in realtà non è mai esistita. Come scrive anche People, all’uscita del film molti giornali provarono ad indagare sulla presunta veridicità dei fatti narrati dal film, ma non trovarono nulla.

Un labile collegamento con la realtà riguarda invece le sparizioni di persone che si sarebbero verificate nella città di Nome in Alaska, di cui si parla nel film. People scrive che molti si sono chiesti se davvero alcuni abitanti della cittadina siano scomparsi in circostanze misteriose. Nel 2005, per scongiurare che i turisti potessero iniziare a percepire Nome come un luogo pericoloso, le autorità locali pubblicarono una lista di sparizioni inspiegabili risalenti agli anni ’60. L’FBI avviò un’indagine su circa 24 casi, e concluse che le scomparse erano legate principalmente ad incidenti. In alcune circostanze si ipotizza che le persone scomparse, dopo aver bevuto un po’ troppo, siano cadute da un molo, finendo nelle gelide acque del fiume Snake. Va specificato inoltre che il film è stato girato tra Canada e Bulgaria, che mostrano scenari molto diversi e più suggestivi della vera Nome.
Per il film dunque si è fatto ricorso ad un espediente alla The Blair Witch Project, con il quale filmati found footage o vicende narrate vengono date per vere. Una strategia molto comune nel genere horror, che crea immedesimazione negli spettatori. Per quanto alcuni horror siano effettivamente tratti da storie vere, come ad esempio la saga di The Conjuring – altri invece, a dispetto delle headline in cartellone o nei credits, sono storie di finzione. Anche il film Non aprite quella porta fa ricorso ad un espediente simile, ma in realtà l’ispirazione a fatti accaduti è minima.
La trama de Il quarto tipo vede protagonista la dottoressa Abigail Tyler, una psicologa che si sottopone a sedute di ipnosi regressiva (guidate da un suo collega) per cercare di individuare l’identità dell’assassino di suo marito, ucciso ad agosto 2000, mentre era nel letto accanto a lei. Le sedute non danno i risultati sperati, ma invece di prendersi una pausa dal lavoro, come le viene consigliato, la Tyler continua a lavorare sui suoi pazienti, in particolar modo quelli affetti da disturbi del sonno. Quando la dottoressa registra le loro testimonianze in video, si rende conto che questi racconti hanno un inquietante dettaglio in comune: le persone intervistate infatti, riferiscono che un gufo bianco le osserva di notte, mentre dormono. Abigail cerca di indagare più approfonditamente su questo aspetto, sottoponendo un paziente ad ipnosi regressiva, ma questi, la sera stessa, uccide la sua famiglia e si spara. Prima di ammazzarsi, l’uomo parla una lingua strana.
Le ulteriori indagini di Abby la portano a scoprire delle inquietanti connessioni tra le testimonianze dei suoi pazienti e l’omicidio di suo marito.
