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Home » Film » Jaula, una storia vera ha ispirato il film?

Jaula, una storia vera ha ispirato il film?

Il film Jaula di Netflix è ispirato a una storia vera: il terribile caso Fritz, uno dei crimini più famigerati di sempre.
Agnese AlbertiniDi Agnese Albertini25 Ottobre 2022
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il poster di Jaula
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La pellicola spagnola di Ignacio Tatay Jaula, ora in tendenza su Netflix, sta facendo parlare di sè anche per la storia vera a cui è ispirata. Infatti, la trama del film si rifà a uno dei crimini più famigerati di sempre: il caso Fritz, ovvero il sequestro di Elisabeth Fritzl, donna austriaca che ha vissuto imprigionata per 24 anni – dal 1984 al 2008 – nel bunker del padre ingegnere, Josef Fritzl, conosciuto come Il mostro di Amstetten.

Ripercorriamo i fatti: Josef Fritzl tenne prigioniera la propria figlia, Elisabeth, in uno scantinato per 24 anni. Abusò ripetutamente di lei, che rimase incinta e diede alla luce un totale di sette figli. Uno di questi venne ucciso da Fritzl poco dopo la nascita e bruciato in un inceneritore; tre vissero invece con Elisabeth nel seminterrato, dove lei insegnò loro a leggere e scrivere. Infine, gli altri tre continuarono a vivere nel piano superiore della casa con Josef Fritzl, che li spacciava come “trovatelli” e di cui divenne genitore affidatario insieme alla moglie Rosemarie. Poiché Rosemarie era anche la madre biologica di Elisabeth, questi bambini erano i suoi nipoti. Per Fritzl, invece, erano sia figli che nipoti.

 

Ci sono tre elementi fondamentali in Jaula che coincidono quasi perfettamente con i veri crimini di Josef Fritzl. Nel film, un seminterrato ignoto è stato trasformato in una prigione e c’è una persona tenuta prigioniera da moltissimi anni: lo stesso è avvenuto nel caso di Amstetten. In secondo luogo, la bambina di Jaula viene data alla luce dopo che la vittima è stata stuprata dal rapitore, il che significa che ha vissuto tutta la sua vita in questo scantinato, proprio come è accaduto a tre dei figli di Elisabeth Fritzl. Inoltre, in Jaula, quando un bambino è in una situazione di emergenza medica a causa di un’insufficienza renale, viene portato fuori dal seminterrato per ricevere aiuto. Fu proprio così che uno dei bambini di Elizabeth riuscì ad evadere dal bunker di Amstetten, sancendo la fine dei decenni di prigionia della povera donna.

Naturalmente, in Jaula la location, i nomi dei personaggi e qualsiasi riferimento del genere ai fatti di Amstetten è stato modificato. Tuttavia, molti dei dettagli brutali sono reali, così come sono stati omessi diversi dettagli molto raccapriccianti del vero caso di Josef Fritzl.  La trama del film, di cui vi abbiamo parlato nella nostra recensione di Jaula, vede Paula (Elena Anaya) e suo marito (Pablo Molinero) stanno tornando in auto da una cena. Improvvisamente, si imbattono in una bambina (Eva Tennear) che vaga da sola sulla strada. Due settimane dopo, dopo aver appreso che nessuno la sta cercando, decidono di accoglierla temporaneamente nella loro casa e di dare una svolta alla loro vita di coppia. Non sarà facile, perché la ragazza è ossessionata dalla fantasia di un mostro che la punisce se esce da un quadrato di gesso dipinto sul pavimento. Dopo il forte legame che si crea, Paula inizierà un viaggio attraverso sentieri oscuri per cercare di scoprire l’enigma del passato della ragazza.

Jaula è disponibile su Netflix dal 24 ottobre. Nel cast del film, Elena Anaya, Pablo Molinero e Eva Tennear.

Agnese Albertini
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Nata nel 1999, Agnese Albertini è redattrice e critica cinematografica per i siti CinemaSerieTv.it, Cinefilos.it e BestMovie.it. Nel 2022 ha conseguito la laurea triennale in Lingue e Letterature straniere presso l'Università di Bologna e, parallelamente, ha iniziato il suo percorso nell'ambito del giornalismo web, dedicandosi sia alla stesura di articoli di vario tipo e news che alla creazione di contenuti per i social e ad interviste in lingua inglese.

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