Matrimonio all’italiana è un film tratto da Filumena Marturano, la commedia teatrale in tre atti scritta da Eduardo De Filippo, che a sua volta si ispirò liberamente ad una storia vera, nello specifico una notizia letta su un giornale. Fu lo stesso regista e attore a rivelarlo attraverso gli anni.
Eduardo De Filippo, nel corso degli anni, ha raccontato che l’idea di Filumena Marturano è nata da una piccola notizia letta su un quotidiano, bastarono poche righe e la creatività dell’ex senatore a vita si mise in moto.
“L’idea di Filumena Marturano mi nacque alla lettura di una notizia; una donna a Napoli, che conviveva con un uomo senza esserne la moglie, era riuscita a farsi sposare soltanto fingendosi moribonda. Questo era il fatterello piccante, ma minuscolo; da esso trassi la vicenda ben più vasta e patetica di Filumena, la più cara delle mie creature”.

La pellicola segue la trama della commedia di Eduardo, Vittorio De Sica non ha apportato grandi cambiamenti alla storia di Filumena Marturano e Domenico Soriano, interpretati da Sophia Loren e Marcello Mastroianni.
Per il ruolo di Filumena, Vittorio De Sica aveva pensato ad Anna Magnani, ma la produzione le preferì Sophia Loren, perché la coppia Matroianni-Loren e era reduce dal successo della pellicola Ieri, oggi, domani, il film diretto da Vittorio De Sica, vincitore dell’Oscar al miglior film straniero nel 1965.

Matrimonio all’italiana è dedicato a Titina De Filippo, che morì l’anno precedente all’uscita del film. Eduardo aveva scritto il ruolo di Filumena appositamente per Titina, ma il personaggio dell’ex prostituta, negli anni, è stato interpretato da un numero incredibile di attrici: Regina Bianchi, Pupella Maggio, Valeria Moriconi, Isa Danieli, Lina Sastri, Mariangela Melato, Mariangela D’Abbraccio e in tv da Vanessa Scalera.
Non sorprende che Eduardo si sia ispirato a fatti realmente accaduti per Filumena Marturano, altri suoi lavori, tra cui Il sindaco del rione sanità, si basavano su fatti realmente accaduti o personaggi reali, pur ampiamente rielaborati.
Il film guadagnò due candidature all’Oscar, miglior film in lingua straniera e miglior attrice protagonista. In Italia, trionfò ai David di Donatello del 1965 vincendo quattro statuette come miglior regista a Vittorio De Sica, miglior produttore a Carlo Ponti, migliore attrice protagonista a Sophia Loren e miglior attore protagonista a Marcello Mastroianni.
