Totò Schillaci morto a soli 59 anni, era un mito non solo per chi lo aveva visto giocare, ma anche per chi di calcio non si interessava: una popolarità trasversale guadagnata grazie al cinema e all’omaggio che Aldo Baglio gli tributa in un delle scene più iconiche di Tre uomini e una gamba; quella in cui il conte Dracula viene smascherato grazie ad una dedica con affetto, di Schillaci.
Nel debutto cinematografico del trio formato da Aldo, Giovanni e Giacomo, Baglio, di origini sicule, e da sempre fan di Schillaci, ha voluto inserire un ironico omaggio al suo idolo in una delle sequenze più iconiche del film, ripresa da uno degli sketch più longevi e amati del gruppo, quello del Conte Dracula.
In questa versione del racconto di Stoker, un Dracula goffo e con un’accesa cadenza meridionale (Aldo) si presenta nel capanno di due contadini lombardi, Michele (Giacomo) e Gino (Giovanni) che, sospettando le origini ‘sudiste’ del loro ospite, cercano di indurlo in errore, affinché, una volta svelatosi l’arcano, i due possano ucciderlo ed esporre la sua testa come trofeo.
Prova definitiva delle origini del misterioso straniero è proprio una foto di Schillaci, con dedica personalizzata: una scoperta che stranisce Giacomo, mentre Giovanni capisce tutto al volo, e consegna alla storia del cinema l’epiteto con cui, scherzosamente, Schillaci è ricordato dalle generazioni più giovani.
NB: nel paragrafo successivo sono presenti termini che richiamano discriminazione territoriale e che non riflettono le opinioni o i modi di espressione di chi scrive.
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Michele: Un papiro? L’avrà dimenticato il terrone… [legge] “A Dracula, con affetto, Totò Schillaci”. Dracula? Schillaci? Ma chi l’è ‘sto Schillaci?
Gino: Schillaci l’è il gran visir de tucc i terùn! [il gran visir di tutti i terroni, ndr] Lo vedi quel buco? Stanotte lo riempiamo
Una scena, come si diceva una volta, da antologia, che ancora oggi spopola sui social: inevitabile, quindi, che la dedica, da fittizia, diventasse vera: il ‘sogno’ di Aldo si sarebbe realizzato anni dopo, durante una puntata di Quelli che il calcio, storico varietà calcistico condotto in quell’edizione da Luca e Paolo: Schillaci, ospite in studio col trio, firma una sua vecchia maglietta, con una dedica ad Aldo che, raggiante, simula un’esultanza. Ricordiamo che potete rivedere Tre uomini e una gamba in streaming. Al link che segue invece, vi consigliamo i migliori film su vampiri, con affetto!
Salvatore ‘Totò’ Schillaci era entrato di prepotenza nell’immaginario collettivo di tutti gli italiani nell’estate del 1990 quando, da attaccante di buone speranze, giovane bocca da fuoco di una Juventus in ricostruzione dopo i fasti dell’era Platini, si trasformò, nel corso di pochi indimenticabili giorni in cannoniere inarrestabile della Nazionale italiana padrona di casa dei Mondiali di quell’anno; un exploit inatteso e inebriante, quello delle ‘notti magiche‘, che consegnò direttamente il brevilineo palermitano alla leggenda del calcio, trasformandolo in un’icona, che, in quanto tale, ha saputo resistere al passare del tempo (e al precoce sfiorire di una carriera conclusa nel lontano, geograficamente e calcisticamente parlando, Giappone).