Netflix, impegnata a presentare la propria offerta per acquisire gli studi e la divisione streaming di Warner Bros. Discovery, avrebbe comunicato ai vertici dell’azienda che, in caso di accordo, continuerà a distribuire in sala i film Warner. Una scelta che sorprende, considerando la storica resistenza del colosso dello streaming verso le uscite cinematografiche, spesso limitate solo alle run obbligatorie per i premi.
Eppure, secondo Bloomberg, Netflix sarebbe intenzionata a rispettare integralmente gli accordi contrattuali già stabiliti da Warner Bros., un punto cruciale mentre il board della società valuta le proposte di acquisizione in arrivo entro il 20 novembre. Tra i soggetti interessati figurano come noto Paramount Skydance di David Ellison (interessata all’intera compagnia) e, per gli studi senza i network lineari, proprio Netflix e Comcast.
L’eventuale acquisizione rappresenterebbe per Netflix l’operazione più imponente mai tentata sul mercato, favorita dall’attrattiva di una library cinematografica tra le più ricche di Hollywood e dalla necessità di onorare le obbligazioni legate alle uscite in sala.
Parallelamente, Warner ha confermato agli investitori l’obiettivo di mantenere una tabella di marcia di 12-14 uscite annuali tra Warner Bros. Pictures, DC Studios, New Line Cinema e Warner Bros. Animation. Il listino annunciato per i prossimi anni include progetti a forte richiamo, dai “tentpole” ai “mini-tentpole”: il ritorno di franchise come “LOTR”, “Batman”, “Superman”, “Wonder Woman”, “Gremlins”, e “Goonies”.

Sul fronte Netflix, nonostante il co-CEO Ted Sarandos abbia definito l’esperienza cinematografica “un concetto superato”, la piattaforma ha iniziato a sperimentare con eventi speciali: dal finale di “Stranger Things” in sala a Capodanno in USA alla versione karaoke del suo film più visto, “KPop Demon Hunters”, rilanciata nei cinema statunitensi tra agosto e Halloween. Nel frattempo, i dirigenti della piattaforma avrebbero già presentato a Warner una proposta dettagliata, mentre il settore attende l’esito delle trattative che potrebbero ridefinire un altro pezzo della geografia industriale di Hollywood.
