Questa mattina alla Mostra del Cinema di Venezia 2025 Julia Roberts e Luca Guadagnino hanno presentato After the Hunt – Dopo la caccia, il nuovo thriller del regista italiano. Ad accompagnarli sul red carpet anche Andrew Garfield, Ayo Edebiri, Michael Stuhlbarg e Chloë Sevigny. La pellicola affronta il tema delle molestie in ambito accademico raccontando la storia di una docente universitaria costretta a fare i conti con un’accusa mossa da una brillante studentessa nei confronti di un collega. Un evento che non solo mette in crisi la sua carriera, ma rischia di riportare alla luce un segreto oscuro del suo passato.

Non vogliamo anticipare molto, ma il modo in cui sono stati delineati i personaggi principale, nello specifico la vittima e il molestatore, hanno portato la critica a chiedersi se il film potesse “indebolire il movimento femminista”, in particolar modo sul credere o meno alle donne che denunciano. L’attrice ha scelto di non entrare direttamente nella polemica, ma ha difeso la pellicola sottolineando il suo valore nel stimolare una riflessione e accendere il dibattito:
“Adoro le domande leggere al mattino. Non stiamo facendo dichiarazioni, stiamo ritraendo queste persone in questo momento storico. Non so se parlerei di controversia, ma certamente vogliamo spingere il pubblico a un dibattito. Essere entusiasti o infuriati per ciò che vedono dipende da loro. Se questo film serve a qualcosa, è proprio per far sì che la gente torni a parlarsi. Questo è l’aspetto più entusiasmante”.
“Non si tratta tanto di fare un’affermazione, ma di condividere queste vite per un momento, e poi lasciare che tutti ne parlino. Stiamo perdendo l’arte della conversazione e se questo film fa qualcosa, è riportarla al centro”.
Luca Guadagnino è poi intervenuto spiegando che “L’idea del film è guardare le persone nella loro verità. Non è che una verità conti più dell’altra. È lo scontro tra verità diverse a definire i confini. Non si tratta di un manifesto nostalgico, bensì di una riflessione sull’oggi”
Durante la conferenza si è parlato anche dei titoli di apertura, che sono un omaggio a Woody Allen – inquadrature e font delle scritte ricordano quelle dei film del regista di Manhattan – e Guadagnino ha risposto:
“La risposta brutale sarebbe: perché no? Abbiamo pensato molto a film come Crimini e misfatti o Anna e le sue sorelle, opere che hanno un’infrastruttura vicina alla nostra storia. Quel font è un classico, va persino oltre Allen ormai”.
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— gi 🥞 (@chiquisguapi) August 26, 2025
