È stato acquistato da Netflix e da Shondaland Black Barbie il documentario dedicato alla storia della creazione della prima Barbie afroamericana negli anni ’80. Il lungometraggio racconterà nel dettaglio quella che a tutti gli effetti è stata una grande rivoluzione sociale e culturale. A partire dal ruolo chiave giocato da tre donne all’interno della Mattel. Una delle quali, parente diretta della regista, Lagueria Davis.
La prima mondiale di Black Barbie c’è stata all’ultima edizione del celebre festival South by Southwest® a Austin in Texas, dov’è stato acclamato da pubblico e critica. L’interesse per il film, a cui la Davis ha lavorato per 10 anni, è stato così alto che Shonda Rhimes e Betsy Beers hanno deciso di collaborare per distribuirlo sulla piattaforma streaming.
Ma cos’aveva di speciale la Black Barbie? Era una Barbie a tutti gli effetti e non la “migliore amica di”. Una bambola con un’identità precisa, insomma, costruita sulle fattezze di Diana Ross, bellissima nel suo vestito scarlatto e le labbra carnose. Eppure, non è stata pubblicizzata né commercializzata come la sua omologa bionda.
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Per la Davis, allora, è arrivato il momento di svelare questa favola speciale. Anche sfruttando l’onda lunga della popolarità del film con Margot Robbie. Il taglio sarà diverso, così come la riflessione che lo sottende. E con una premessa a dir poco inaspettata visto che l’autrice non nasconde di aver odiato Barbie. Perché in fondo ha sempre veicolato l’idea di un mondo fatto a compartimenti stagni.
Comprensibilmente entusiasta Lagueria Davis ha dichiarato: “Raccontare la storia di Black Barbie per me è stato un viaggio personale, è stato il mio modo di rendere omaggio a mia zia Beulah Mae Mitchell e a Kitty Black Perkins e Stacey McBride. Non poteva esserci modo migliore di arrivare al mondo, con Shondaland e Netflix“.
