A quanto pare il successo travolgente di Buen Camino non si ferma ai record italiani. Come spiega Variety, il film di Gennaro Nunziante con Checco Zalone – già il maggiore incasso di sempre in Italia – ha acceso l’interesse dell’industria internazionale, tanto che la produzione starebbe ricevendo diverse richieste per i diritti di remake all’estero. Nello stesso articolo la prestigiosa testata americana ha condiviso una breve intervista con Nunziante nella quale il regista spiega che lui Zalone sarebbero pronti ad allargare i propri confini e a rivolgersi a un pubblico globale.
Variety ricorda ai suoi lettori i numeri del film – incassi record, settimane in vetta al box office e milioni di spettatori – e parla chiaramente di una possibile svolta internazionale per il film. Buen Camino, prodotto da Indiana Production (controllata dal gruppo Vuelta), starebbe infatti ricevendo oltre una dozzina di richieste per i diritti di remake internazionali, come rivelato dal produttore Marco Cohen.
In un momento in cui molti si interrogano sul futuro del cinema in sala, Cohen ha spiegato come Buen Camino sia riuscito a portare più di 9 milioni di italiani al cinema sottolineando che uno spettatore su quattro ha meno di 24 anni.
Soddisfazione condivisa anche da Jerome Levy, presidente di Vuelta, che definisce Buen Camino un progetto rappresentativo di quello che è l’obiettivo principale del gruppo: ospitare i migliori talenti europei e accompagnarli nelle loro ambizioni. Un’affermazione che suona come una dichiarazione d’intenti, soprattutto alla luce delle prospettive internazionali aperte dal film.

Ed è proprio su questo scenario che interviene Gennaro Nunziante. Intervistato in esclusiva da Variety, il regista spiega che il successo nasce dall’aver realizzato un film diverso dai precedenti, capace di affiancare alla comicità un elemento sentimentale autentico, mai programmato:
“Questa volta abbiamo fatto un film diverso. L’elemento nuovo è quello sentimentale che abbiamo aggiunto alla risata, al divertimento, ed è qualcosa che ha colpito anche me. Non era nostra specifica intenzione fare un film sentimentale, è venuto fuori in modo naturale”.
Un sentimento nato, racconta Nunziante, dal confronto suo e di Checco Zalone sul ruolo del padre oggi: “Siamo entrambi padri di figlie giovani e ci siamo interrogati su cosa significhi essere padri oggi. Da lì è scattato qualcosa che il pubblico ha riconosciuto e si è portato a casa”. (Checco ha due figlie preadolescenti nate dalla relazione con Mariangela Eboli)
Secondo il regista, uno dei segreti del film è stata anche la scelta di Zalone di mettersi in gioco, ampliando il proprio personaggio e accettando una sfida inedita: “L’elemento più importante è stata l’accettazione, da parte di Checco, di allargare la gamma del suo personaggio, rischiando di interpretare per la prima volta un uomo ricco, quindi non l’italiano medio”. Una scelta che ha innescato nuova energia, amplificata dal Cammino di Santiago, vissuto come qualcosa di più di una semplice ambientazione: “C’è un magnetismo intrinseco in questo viaggio, che è diventato anche nostro”.
Infine, secondo Nunziante, Buen Camino ha un respiro internazionale più marcato rispetto ai film precedenti. Il regista ha detto che la situazione ricorda quella di Quo Vado di dieci anni fa: “Fuori dall’Italia il mondo si chiede come sia possibile un incasso del genere. Ma questa volta siamo andati al livello successivo, non solo in termini di box office”. La differenza, oggi, è che si parla di un film capace di viaggiare: “Questo film ha un’attrattiva internazionale molto più forte. Ora spetta a Checco esplorare questa dimensione e spingersi verso orizzonti più ampi”, sostenuto da una produzione che, conclude il regista, “ha una vocazione naturale a guardare oltre l’Italia”.
A proposito di Zalone, sapete che nel poster di Buen Camino è stato effettuato un ritocco scaramantico, svelato dal sarto dell’attore?
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