Una causa legale depositata martedì 5 maggio 2026 presso un tribunale federale statunitense sta facendo discutere i fan della saga di Avatar. L’attrice Q’orianka Kilcher, di origini native peruviane, accusa il regista James Cameron e la Walt Disney Company di aver utilizzato i suoi tratti facciali come base per creare Neytiri, uno dei personaggi principali della franchise miliardaria, senza autorizzazione né compenso.
Visualizza questo post su Instagram
Secondo i documenti depositati in tribunale, tutto sarebbe iniziato nel 2005, quando Kilcher aveva appena 14 anni e interpretava Pocahontas nel film di Terrence Malick The New World, accanto a Colin Farrell e Christian Bale. Cameron avrebbe visto una foto promozionale della giovane attrice pubblicata sul Los Angeles Times e avrebbe deciso di utilizzare proprio quell’immagine per risolvere un problema creativo: i personaggi Na’vi apparivano troppo alieni per suscitare empatia nel pubblico.
La causa include estratti di interviste tra Cameron e membri del team creativo in cui l’attrice viene citata esplicitamente. In un video recentemente riemerso online, il regista mostra uno schizzo originale di Neytiri affermando incautamente: “La fonte effettiva per questo era una foto sul LA Times, una giovane attrice di nome Q’orianka Kilcher. Questa è in realtà lei, la parte inferiore del suo viso. Aveva un volto molto interessante”.
Come ricostruisce The Guardian, secondo la documentazione legale, i lineamenti del viso di Kilcher sarebbero stati trasformati in schizzi di produzione, modellini tridimensionali e scansioni digitali ad alta risoluzione poi distribuite ai fornitori di effetti visivi incaricati di creare l’aspetto definitivo di Neytiri. Il personaggio, interpretato da Zoe Saldaña attraverso la tecnologia motion capture, avrebbe mantenuto elementi riconducibili all’attrice, tra cui labbra, mento, linea mandibolare e forma della bocca.

Kilcher sostiene di aver scoperto l’utilizzo del proprio volto solo nel 2010, dopo l’uscita del primo Avatar, in occasione di un incontro con Cameron durante un evento pubblico. In quell’occasione, il regista le avrebbe consegnato uno schizzo incorniciato di Neytiri firmato personalmente, accompagnato da una dedica: “La tua bellezza è stata la mia prima ispirazione per Neytiri. Peccato che tu stessi girando un altro film. La prossima volta”.
Nonostante questo apparente riconoscimento, la causa sostiene che il team di Avatar non abbia mai realmente cercato di coinvolgere Kilcher nella saga, nemmeno dopo i tentativi del suo agente di ottenere un provino. “Quando ho ricevuto lo schizzo di Cameron, credevo fosse un gesto personale, al massimo un’ispirazione vaga legata al casting e al mio attivismo”, ha dichiarato l’attrice. “Milioni di persone hanno aperto i loro cuori ad Avatar perché credevano nel suo messaggio, e io ero una di loro. Non avrei mai immaginato che qualcuno di cui mi fidavo avrebbe usato sistematicamente il mio volto come parte di un elaborato processo di progettazione e lo avrebbe integrato in una pipeline di produzione senza la mia conoscenza o il mio consenso”.
Nel documento legale, l’operazione viene descritta come “un vero e proprio trapianto della struttura facciale di una vera adolescente in un personaggio di un blockbuster”. Secondo l’accusa, non si sarebbe trattato di una semplice ispirazione artistica ma di un processo commerciale e industriale che ha contribuito a generare miliardi di dollari attraverso i film della saga, il merchandising e i prodotti derivati.
L’avvocato principale di Kilcher, Arnold P. Peter, ha dichiarato: “Questa non è stato ispirazione, è stata estrazione. Ha preso le caratteristiche biometriche facciali uniche di una ragazza indigena di 14 anni, le ha inserite in un processo di produzione industriale e ha generato miliardi di dollari di profitto senza mai chiederle il permesso. Questo non è fare cinema. Questo è furto”.
La causa solleva anche questioni legate alla tutela dei minori e all’utilizzo dell’immagine. Secondo i legali dell’attrice, l’uso del suo volto violerebbe una recente legge della California sui deepfake a luci rosse, poiché il personaggio creato a partire dalla sua somiglianza è stato successivamente coinvolto in scene intime nei film della saga. “È profondamente inquietante scoprire che il mio volto, quando avevo 14 anni, sia stato usato senza la mia conoscenza o il mio consenso per contribuire a creare un asset commerciale che ha generato un enorme valore per Disney e Cameron”, ha aggiunto Kilcher.
NBC riporta che la documentazione evidenzia inoltre quella che i legali definiscono una forte contraddizione: una saga che si presenta come vicina ai temi delle popolazioni indigene avrebbe in realtà sfruttato silenziosamente il volto di una giovane attrice indigena senza attribuirle un riconoscimento. Q’orianka Kilcher è infatti conosciuta anche per il suo attivismo a favore dei diritti delle comunità native.
La causa precisa che l’azione legale non punta a limitare la libertà artistica, ma a ottenere un risarcimento per l’appropriazione non autorizzata della somiglianza dell’attrice, utilizzata come asset commerciale in una delle franchise cinematografiche più redditizie della storia del cinema. Kilcher chiede danni compensativi e punitivi, la restituzione dei profitti attribuibili all’uso della sua immagine, provvedimenti ingiuntivi e una rettifica pubblica.
Al momento della pubblicazione, né i rappresentanti di James Cameron né quelli della Walt Disney Company hanno risposto alle richieste di commento sulla causa.
