Alla fine del film horror Man in the Dark, Rocky e la sorellina partono per Los Angeles, cercando di lasciarsi tutto alle spalle, ma il sorriso che si intravede sotto il respiratore del “Blind Man” (l’uomo cieco), mentre viene trasportato via dalle autorità, fa capire che la sua ossessione non è finita e che potrebbe cercare vendetta. Questa conclusione aperta ha spianato la strada a Don’t Breathe 2, sequel del film di Fede Alvarez uscito nel 2021.
Questo dopo che Rocky, interpretata da Jane Levy, scappa dalla casa del Blind Man (Stephen Lang) dopo averlo brutalmente ferito, convinta di averlo lasciato per morto. Mentre si prepara a iniziare una nuova vita con la sorellina, un notiziario rivela che tuttavia che Norman è ancora vivo: l’uomo, intervistato dalla polizia, mente sulla presenza di una terza persona durante l’irruzione, insinuando che la sua caccia non è ancora finita. Rocky, nonostante la sua fuga, non riesce a sfuggire al trauma vissuto e la minaccia del Blind Man persiste.
In origine, il finale del film doveva essere ancora più cupo. Nella versione originale, Rocky sarebbe stata catturata dal Blind Man e nascosta in una parte segreta della sua cantina, collegata a una casa abbandonata vicina: in questo scenario, la polizia non l’avrebbe mai trovata, lasciando a un destino terribile lei e la sua sorellina. Tuttavia, i creatori del film hanno deciso di cambiare questa conclusione per dare a Rocky una vittoria, anche se amara, e per permettere alla storia di continuare con eventuali sequel.

Don’t Breathe, uscito nel 2016, è un film horror-thriller diretto da Fede Álvarez, che ha co-scritto la sceneggiatura con Rodo Sayagues. Si distingue per la sua trama tesa e claustrofobica, che sovverte molti degli stereotipi tipici del genere horror; piuttosto che concentrarsi su un mostro sovrannaturale, la storia segue un gruppo di giovani ladri che diventa vittima di un uomo apparentemente indifeso, ribaltando le dinamiche tra preda e predatore.
Il film, di cui vi abbiamo parlato in maniera approfondita nella nostra recensione, si apre con tre amici — Rocky (Jane Levy), Alex (Dylan Minnette) e Money (Daniel Zovatto) — che vivono di furti a Detroit, svaligiando case nella speranza di fuggire da una vita di povertà. Rocky, in particolare, desidera scappare con la sorellina per fuggire da una madre violenta. Quando i tre scoprono che un veterano cieco, Norman Nordstrom (interpretato da Stephen Lang), ha un’ingente somma di denaro nascosta nella sua casa, decidono di fare un ultimo colpo. Tuttavia, ciò che sembra essere un facile furto si trasforma rapidamente in un incubo quando il Blind Man si rivela essere molto più pericoloso di quanto avessero immaginato.
Uno degli aspetti più apprezzati di Don’t Breathe è la tensione costante che permea tutto il film. La regia di Álvarez e l’uso creativo del suono giocano un ruolo fondamentale nel creare un’atmosfera opprimente e coinvolgente: essendo cieco, Norman si affida ai suoni per orientarsi e cacciare i ladri, il che rende ogni movimento dei protagonisti un potenziale pericolo. Questo uso dell’udito, insieme a scene ambientate nell’oscurità quasi totale, aumenta il senso di claustrofobia e tiene lo spettatore sul filo del rasoio per tutta la durata del film.
