Alla fine di Seven, il detective Somerset e il detective Mills si trovano nel deserto con John Doe, il serial killer che ha orchestrato la sua macabra serie di omicidi ispirati ai sette peccati capitali. Un furgone arriva sul posto e consegna un pacco destinato a Mills. Quando Somerset lo apre, scopre al suo interno la testa mozzata di Tracy, la moglie di Mills, che era incinta. John Doe rivela di averla uccisa per rappresentare l’invidia, il sesto peccato, mentre la rabbia di Mills, scatenata dalla perdita, completerà il settimo: l’ira. Disperato e fuori controllo, Mills spara a Doe, uccidendolo e realizzando così il suo piano. Il film si chiude con Somerset che, sconvolto, osserva il suo collega distrutto mentre viene portato via dalla polizia.
Il finale nel deserto – come abbiamo analizzato nella nostra dettagliata spiegazione – rappresenta infatti la conclusione del piano di John Doe, che ha scelto Mills come parte della sua opera. La sua confessione di aver ucciso Tracy e la rivelazione della sua gravidanza distruggono psicologicamente il detective, portandolo ad agire d’istinto e completare il ciclo di vendetta e peccato desiderato da Doe. Il film termina con Somerset che, in voice-over, cita Hemingway: «Il mondo è un bel posto e vale la pena lottare per esso.» Aggiungendo poi: «Condivido la seconda parte.»

La storia del film di David Fincher segue i detective Somerset e Mills, che indagano su una serie di omicidi brutali legati ai sette peccati capitali. Il primo delitto, la gola, vede una vittima costretta a mangiare fino alla morte. Segue l’omicidio di un avvocato che rappresenta l’avidità, con la parola incisa sul suo corpo. Le indagini portano i detective a scoprire altri crimini altrettanto raccapriccianti, tra cui l’uccisione di una prostituta per la lussuria e la tortura di un uomo ridotto in uno stato catatonico per l’accidia. La tensione aumenta quando John Doe, l’assassino, si consegna spontaneamente alla polizia, coperto di sangue non suo, dichiarando che ci sono ancora due omicidi da scoprire.
Seven, diretto da David Fincher e uscito nel 1995, è un thriller psicologico con Brad Pitt, Morgan Freeman, Kevin Spacey e Gwyneth Paltrow. Il film è noto per la sua atmosfera cupa, la regia meticolosa e il finale scioccante, diventato uno dei più iconici della storia del cinema. Grazie alla sceneggiatura di Andrew Kevin Walker e alla fotografia di Darius Khondji, Seven è considerato uno dei migliori thriller mai realizzati.
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