Dall’uscita di Compagni di scuola, nel 1988, si è parlato spesso dell’ispirazione principale del film di Carlo Verdone. Lo stesso regista non ha mai negato di aver preso spunto dal film Il grande freddo di Lawrence Kasdan, un classico degli anni ’80. Al tempo stesso però ha raccontato di essersi ispirato ad una vera rimpatriata del liceo alla quale partecipò anni prima, una serata triste che “finì in tragedia”, secondo il regista.
In un’intervista a Quotidiano Nazionale, nel 2019, Verdone ha raccontato:
“Era successo anni prima, con i miei veri ex compagni di scuola. Finì in tragedia. Tentammo in tutti i modi di assomigliare a quelli che eravamo stati con risultati penosi. Eravamo quasi tutti diventati degli stimati professionisti che cercavano di tornare ragazzi: fu una serata pietosa e violenta con la vittima della classe dell’epoca che tornò a vestire i panni di vittima venendo preso a pezzi di pollo tirati addosso“
Secondo altre fonti a quella rimpatriata partecipò anche Christian De Sica, che prima di essere collega di Verdone era stato suo compagno di banco al Collegio Nazareno. In quel periodo De Sica iniziò a frequentare la sorella di Verdone, che avrebbe poi sposato.

Coerentemente con questo retroscena, De Sica ha un ruolo in Compagni di scuola, nel quale interpreta il cantante fallito Bruno Ciardulli, in arte Tony Brando, che sostiene di aver anticipato artisticamente le provocazioni di Prince e Madonna, ma è pieno di debiti ed arriva ad elemosinare soldi ai suoi ex compagni di classe.
Riguardo l’ispirazione al film Il grande freddo, su Cinemonitor il giornalista Michele Anselmi ha spiegato che fu lui a suggerire a Verdone di ispirarsi al film di Kasdan e questo emerse in una conversazione tra lo stesso Verdone e il giornalista Valerio Cappelli per il Corriere.
Negli ultimi anni Verdone ha però ridimensionato in più occasioni l’impatto del film di Kasdan sulla vicenda narrata in Compagni di scuola: “Quel film mi era piaciuto molto, non lo nego” – aveva detto a Quotidiano Nazionale – “ma lo avevo trovato addirittura un tantino noioso, lento. In realtà l’ispirazione nasce da una mia vera rimpatriata”.
Nella stessa intervista ha raccontato che il produttore del film Mario Cecchi Gori non era affatto convinto della sua idea, “Arrivai da lui con il copione: lo prese, lo soppesò, lo scaraventò sul tavolo gridando “Troppo lungo, questo film non farà una lira. Se fosse per me non lo produrrei ma ci avete lavorato e allora fallo, comunque non ho fiducia in questo film”. La cosa peggiore che un produttore può dire al regista”. Poi a quanto pare Cecchi Gori cambiò idea dopo aver visto il film. “Il giorno della proiezione privata per lui (…) Un silenzio tremendo, lui al centro della sala che fumava l’immancabile sigaro (…) lui immobile, non una risata durante tutto il film. Sui titoli di coda un minuto di silenzio tremendo e un minuto è molto, molto lungo. Con la mano mi fa cenno di avvicinarmi, ero preparato a tutto… mi abbracciò”
Qui vi raccontiamo che fine ha fatto Natasha Hovey, che nel film interpreta l’amante di Piero.
