Il personaggio di Christian Todi ne Il ragazzo dai pantaloni rosa non corrisponde del tutto ad una persona reale, come gli altri personaggi del film, ma è ispirato ad una persona che secondo Teresa Manes, la madre di Andrea Spezzacatena, potrebbe essere stata uno dei bulli di suo figlio. Come ci ha spiegato Margherita Ferri, regista del film campione d’incassi, questa persona viene menzionata nel libro di Teresa, Andrea – oltre il pantalone rosa, che è la base del film.
Come molti sanno, Il ragazzo dai pantaloni rosa è ispirato ad una storia vera, quella del quindicenne Andrea Spezzacatena, che si tolse la vita nel 2012, dopo aver subito bullismo in ambito scolastico. Nel film, i nomi dei personaggi principali, corrispondono a quelli dei veri protagonisti di questa vicenda, tranne per i bulli di Andrea, i cui nomi non sono mai stati divulgati (del resto all’epoca dei fatti erano minorenni). Di conseguenza le dinamiche narrative che riguardano Christian e gli altri bulli sono state ricostruite o rielaborate a seconda di ciò che è stato possibile ricostruire dopo la morte di Andrea.
Nel film Christian Todi (Andrea Arru) è un ragazzo un po’ più grande di Andrea, appartiene ad una famiglia benestante, ma disunita – i suoi genitori, racconta, si sono separati quando era piccolissimo. Quando Andrea va a casa sua, non vediamo nessuno dei suoi familiari, come se Christian vivesse da solo, in una casa enorme, priva di calore umano. Ha un carisma perverso, è considerato il figo della scuola, capeggia un gruppetto di ragazzi che lui muove come pedine, a suo favore. Esercita una malsana fascinazione su Andrea ma anche su altri ragazzi, come Sara, l’amica del protagonista. All’inizio del film Christian approfitta del fatto che Andrea sia emotivamente dipendente da lui, per chiedergli aiuto con lo studio, ma quando capisce che il loro rapporto può essere equivocato dagli altri compagni di scuola come un rapporto omo, e distruggere la sua reputazione – o meglio, il personaggio che si è costruito nell’ambito scolastico – non esita a scaricarlo drasticamente. Successivamente, fa in modo che Andrea sembri un omosessuale o un ragazzo che si sente donna (nella realtà le due cose non sono necessariamente collegate, ma qui vengono rimescolate a scopo denigratorio da Christian e i suoi)

La madre di Andrea, in un post su Facebook ha spiegato che una delle sue scene preferite del film è quella che vede protagonista Christian e Andrea negli spogliatoi.
“Una delle scena del film che mi è piaciuta particolarmente è quella che si svolge negli spogliatoi, dove tutti i ragazzi festeggiano la vittoria appena conquistata. In quella scena si vede Christian esultare, saltando abbracciato ad Andrea. Tutto bene finché gli occhi di Christian non incrociano lo sguardo giudicante del compagno che era lì con loro. Quello non è solo lo sguardo che farà mollare la presa. In quello sguardo c’è tutto il peso del pregiudizio; un peso che porterà lo stesso Cristian ad avere paura di esprimere le sue stesse emozioni, arrivando al punto di negarle e mascherarle dietro ad atteggiamenti viceversa accettati socialmente. Perché, lo si voglia o no, fa ancora “strano” vedere un ragazzo dare un bacetto ad un altro ragazzo come segno genuino d’affetto.
Che lo si voglia o no, Christian è figlio della nostra educazione.”
