Nuovi sviluppi nella guerra a colpi di rilanci tra Paramount e Netflix per l’acquisizione di Warner Bros. : dopo che il colosso presieduto dalla famiglia Ellison ha presentato nei giorni scorsi una seconda ‘offerta ostile’, dello stesso valore della precedente, ma con maggiori garanzie finanziarie, uno dei più importanti azionisti di Warner ha subito raffreddato gli entusiasmi, definendo il tentativo ‘non sufficiente’, per convincere il board ad ‘abbandonare la nave’ Netflix.
Secondo quanto riportato da Deadline, infatti, il fondo Harris Oakmark – quinto maggiore azionista di Warner Bros. Discovery con 96 milioni di azioni, pari a circa il 4% del capitale (dati di fine settembre) – non sarebbe soddisfatto dell’ultima versione dell’offerta di Paramount Skydance. Alex Fitch, portfolio manager per conto di Oakmark, ha spiegato che le modifiche introdotte da Ellison sono “necessarie, ma non sufficienti”, sottolineando come le due proposte oggi sul tavolo (Paramount e Netflix) siano sostanzialmente equivalenti e come cambiare direzione comporti un costo per gli azionisti.
«Se Paramount è davvero intenzionata a vincere, dovrà offrire un incentivo maggiore».
Paramount ha modificato venerdì la sua offerta ostile da 108,4 miliardi di dollari per rafforzarne la credibilità finanziaria. Il punto più rilevante è la garanzia personale da 40,4 miliardi di dollari fornita da Larry Ellison, cofondatore di Oracle e padre di David Ellison, che controlla Paramount.

Questa mossa mira a dissipare i dubbi degli investitori di Warner Bros. legati alla struttura del finanziamento, in parte collocato in un trust revocabile. In aggiunta, Paramount ha aumentato la penale di recesso a 5,8 miliardi di dollari nel caso in cui le autorità regolatorie non approvino l’operazione, allineandola a quella prevista dall’offerta concorrente di Netflix, pur lasciando invariato il prezzo di 30 dollari per azione interamente in contanti.
Nonostante questi aggiustamenti, il consiglio di amministrazione di Warner Bros. Discovery ha raccomandato all’unanimità agli azionisti di respingere la precedente offerta di Paramount e ha ribadito una posizione prudente anche dopo le modifiche, invitando a “non intraprendere alcuna azione” sull’offerta emendata.
La ragione principale di tanta cautela resta la maggiore sicurezza del finanziamento proposto da Netflix. L’offerta del gruppo di streaming prevede 23,25 dollari per azione in contanti, un corrispettivo inferiore sul piano nominale, ma riferita al solo comparto cinema/streaming (l’offerta di Ellison comprende invece anche i canali tv di Warner, come CNN, che Warner vuole scorporare in una nuova conglomerata e vendere a parte)

Altri azionisti assumono tuttavia una posizione più attendista. Thomas Poehling, che detiene partecipazioni rilevanti sia in Warner Bros. sia in Paramount, ha indicato che potrebbe accettare l’offerta rivista di Paramount nel caso in cui Netflix non rilanci, soprattutto perché Paramount potrebbe avere maggiori chance di ottenere l’approvazione delle autorità regolatorie. A suo giudizio, la garanzia personale di Larry Ellison aggiunge stabilità e riduce in modo significativo l’incertezza sul finanziamento.
Il quadro azionario rende il processo decisionale ancora più complesso. I tre maggiori azionisti di Warner Bros. – Vanguard, State Street e BlackRock – controllano insieme almeno il 22% della società e figurano anche tra i principali investitori sia di Paramount sia di Netflix.
Questa sovrapposizione di interessi contribuisce a spiegare la cautela del mercato e l’attenzione maniacale ai dettagli finanziari e regolatori. Gli azionisti di Warner Bros. hanno ora tempo fino al 21 gennaio, termine prorogato rispetto al precedentemente fissato 8 gennaio, per accettare o respingere l’offerta di Paramount, mentre la partita resta aperta e l’esito tutt’altro che scontato.
