Prima che diventasse uno dei film più celebrati della storia del cinema, Titanic di James Cameron era un progetto circondato dallo scetticismo. Ritardi, voci di una produzione fuori controllo e un costo di 200 milioni di dollari – il più alto mai visto – facevano temere un disastro annunciato. In un clima in cui la stampa arrivava a titolare “Glub, Glub, Glub…” (il suono della nave che affonda, secondo Time Magazine), la fiducia nei confronti del film era ai minimi storici. È in questo contesto che un semplice trailer cambiò tutto, trasformando un progetto deriso in un fenomeno planetario.
In un estratto del suo memoir postumo *The Bigger Picture*, riportato da Variety, il produttore Jon Landau, morto l’anno scorso, ricorda che «per ogni film, il primo trailer è di importanza vitale: è la miglior occasione per catturare il pubblico. Hai due minuti e mezzo per trasmettere la storia e l’atmosfera. Quei 150 secondi sono tutto».
Ridurre un kolossal di tre ore e quattordici minuti a un minuto e mezzo appariva impossibile. Il team optò allora per un filmato di oltre quattro minuti – un azzardo – e lo inviò ai vertici della Paramount e della 20th Century Fox, che cofinanziavano e co-distribuivano il film. La reazione iniziale fu però disastrosa. Landau racconta che il capo della distribuzione Paramount, Rob Friedman, chiamò la produttrice Rae Sanchini dicendo
“Ho visto il vostro trailer e ho le scarpe ricoperte di vomito.”

La major aveva infatti montato una propria versione, soprannominata internamente “il trailer alla John Woo”, piena di tagli frenetici, urla e colpi di pistola. “Lo faceva sembrare un action ambientato sul Titanic. Ma non era il nostro film”, scrive Landau.
Ne nacque un duro scontro tra la produzione e lo studio: “Prima cercammo di ragionare, poi cominciammo a urlare“. Alla fine, Landau e Cameron convinsero la presidente Sherry Lansing a ignorare il parere del suo stesso dipartimento di marketing e a proiettare la loro versione durante lo ShoWest di Las Vegas, la convention dei proprietari di sale cinematografiche americane. “Queste sono le persone che contano davvero” – spiega Landau – “Decidono quali film proiettare e su quante sale: sono il collegamento diretto con la distribuzione. La tensione era altissima”.
“Era il primo filmato che chiunque, fuori dallo studio, vedeva di Titanic. Avevamo speso cinque anni di lavoro e 200 milioni di dollari. Sembrava che il mondo intero facesse il tifo perché fallissimo”

Nel grande salone di Las Vegas, mentre scorrevano le immagini del trailer, Landau sedeva accanto agli executive della Paramount e all’attore Kurt Russell, allora protagonista del loro prossimo film Breakdown – La trappola. Alla fine della proiezione, un attimo di silenzio — poi Russell si alzò e gridò: “Pagherei dieci dollari solo per rivedere quel trailer!”.
Quella frase cambiò tutto. Da quel momento, la Motion Picture Association concesse un’eccezione alla regola dei 150 secondi, autorizzando l’uscita del trailer lungo quattro minuti e due secondi. Il filmato fu diffuso in tutto il mondo, e come ricorda Landau, “da quel giorno, ogni articolo negativo su *Titanic* terminava con la frase che forse il film poteva essere davvero buono. Fu una vera svolta“.
E aveva ragione. Quando Titanic uscì nei cinema, debuttò al primo posto con 28,6 milioni di dollari: un inizio moderato, ma seguito da un’onda di entusiasmo senza precedenti. Il pubblico tornò a vederlo ancora e ancora, fino a mantenerlo in vetta al box office per 15 settimane consecutive. Il film divenne il più grande incasso della storia del cinema, un primato che avrebbe perso solo più di un decennio dopo — a favore di un altro film di Cameron, Avatar.

Con 14 nomination agli Oscar e 11 statuette vinte, inclusi Miglior Film e Miglior Regia, Titanic consacrò Leonardo DiCaprio e Kate Winslet come icone mondiali. E James Cameron, che poco prima del debutto temeva che la pellicola avrebbe “affondato” la sua carriera, ricorderà anni dopo quel periodo come un sogno: “Era come vivere in uno stato di trance. Mi aspettavo che qualcuno ci svegliasse per dirci: “No, non è successo davvero. L’hai solo sognato.”.
Così, da un trailer lungo quattro minuti e da una battuta improvvisata di Kurt Russell, Titanic riuscì ad avere un trampolino di lancio adeguato alla sua grandezza.
Questo è solo uno dei tanti aneddoti sul film di Cameron. Sapete che sul set del film fu servita una zuppa alla quale erano stati aggiunti degli stupefacenti e molti si sentirono male?
