Dalle colonne di Repubblica, l’attore Pierfrancesco Favino interviene con cautela sulla polemica tra Elio Germano e il ministro della Cultura, Alessandro Giuli. Lo fa spostando l’attenzione dal confronto personale a una questione più ampia: la crisi strutturale del sistema cinema. Favino invita i lavoratori del settore all’autocritica e al dialogo, ricordando che un confronto con le istituzioni era stato chiesto ben prima dell’attuale governo.

Favino, che in questi giorni è a Cannes 2025 per presentare Enzo, un film francese diretto da Robin Campillo ha spiegato a Repubblica di aver firmato l’appello di Pupi Avati per chiedere iniziative più mirate a sostegno del settore, ma ha sottolineato che è stato chiesto un dialogo già prima del governo Meloni.
“Il maestro Avati ha detto cose giuste, soprattutto che bisogna costruire ponti. Da anni chiediamo un incontro, con ogni governo e ben prima di questo. Io non sono un gran contestatore, voglio parlare. Siamo in tanti pronti a collaborare”
Poi l’attore ha invitato le parti a prendersi le proprie responsabilità e a proseguire il dialogo in maniera costruttiva, evitando di attaccarsi a vicenda.
“Si può dire ‘ho sbagliato’, bene, diciamocelo tutti. E andiamo avanti. I problemi sono oggettivi. Non mi interessa una comunicazione di pernacchie tirate gli uni contro gli altri. Serve una comunicazione fattiva. Il centro — con tutto il rispetto per i miei colleghi — non sono Elio Germano o il ministro Giuli ma un problema di un comparto industriale del Paese che genera occupazione e ricchezza e ora è impossibilitato a farlo.”

La risposta di Giuli non si è fatta attendere. Come riporta l’ANSA, il ministro, al Salone del Libro di Torino, ha dichiarato:
“Io dico che ha ragione il comandante Favino quando dice che bisogna dialogare, servono ponti, serve confronto. Non ho mai negato né mai negherò il dialogo e il confronto civile, da parte del ministero della Cultura, con chiunque abbia bisogno di rassicurazioni, di certezze in un sistema complicato di fronte a problemi che si possono e si devono risolvere insieme. Quindi non mi interessano le firme, non mi interessa che siano pro o contro, mi interessano i ponti e quello che ha detto il comandante Favino per me è legge”
L’appellativo “Comandante” non è casuale: Giuli si riferiva al film di Edoardo De Angelis, in cui Pierfrancesco Favino interpreta Salvatore Todaro, il celebre comandante sommergibilista della Marina Militare durante la Seconda guerra mondiale.
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