Oscar, grandi successi commerciali, film acclamati dalla critica, ma anche flop e progetti accolti molto meno calorosamente. Ricevendo il Leone d’Oro alla carriera, George Clooney non ha voluto raccontare il proprio percorso come una marcia inarrestabile verso il successo. Alla conferenza stampa della Mostra del Cinema di Venezia 2026, l’attore ha ricordato quanto una carriera possa dipendere da incontri, errori, momenti difficili e soprattutto da una componente impossibile da controllare: la fortuna.
“Ho avuto enormi successi e ho avuto fallimenti giganteschi“, ha raccontato Clooney, ricordando anche uno dei momenti più imbarazzanti vissuti proprio alla Mostra del Cinema. Nel 2003 arrivò a Venezia insieme a Catherine Zeta-Jones per presentare il film Prima ti sposo poi ti rovino (Intolerable Cruelty) dei fratelli Coen. L’accoglienza, almeno secondo il suo ricordo, fu tutt’altro che entusiasmante.
“Nessuna delle battute funzionò qui. Di solito alla fine del film le persone si alzano e applaudono, invece tutti si girarono semplicemente a guardarci“, ha raccontato. “Guardai Catherine e le dissi: ‘Corri’“.
Quell’esperienza non ha però intaccato il suo legame con la Mostra. “Provo un affetto molto profondo per questo festival. Ho trascorso qui dei momenti meravigliosi e molti di voi li conosco da tantissimi anni. Adoro venire qui, quindi ricevere questo premio è davvero bello“.
Clooney ha poi riflettuto sulla quantità di coincidenze necessarie per costruire una carriera come la sua. “Le carriere sono davvero strane. Ci sono così tanti incidenti diversi che ti portano fin qui, così tante svolte a destra e a sinistra e così tante cose che avrebbero potuto andare bene o male“. Soprattutto, ha sottolineato, nessun percorso professionale procede costantemente verso l’alto. “Le carriere non vanno così“, ha detto mimando una crescita lineare. “Vanno su e giù“.

Ed è proprio nei momenti negativi che, secondo Clooney, diventano importanti i rapporti costruiti durante gli anni: “Quando sei nei periodi difficili, fai affidamento sulle persone con cui sei stato gentile quando erano loro ad averne bisogno“. Alla fine, però, nemmeno talento e relazioni possono controllare tutto. “Serve fortuna per tutto il percorso”, ha concluso Clooney. “Davvero“.
Il Leone d’Oro alla carriera arriva così per Clooney non come il punto d’arrivo di un percorso senza inciampi, ma come il riconoscimento di quasi quarant’anni trascorsi attraversando tutte le fasi di Hollywood. Dai primi ruoli televisivi agli Oscar, passando per film diventati cult e altri dimenticati in fretta, l’attore sembra guardare oggi alla propria carriera con la consapevolezza che il successo non sia mai definitivo. E forse è proprio per questo che ricevere il Leone d’Oro a Venezia 2026, un festival che lo ha accompagnato tanto nei trionfi quanto nei momenti meno fortunati, assume per lui un significato ancora più particolare.
