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Home » Film » News cinema e film » Il caso Taylor Parker: ecco perché nel documentario Netflix non parla mai la condannata

Il caso Taylor Parker: ecco perché nel documentario Netflix non parla mai la condannata

Jessica Dimmock spiega perché ha escluso Taylor Parker da Maternal Instinct: una scelta etica per dare voce alle vittime di Reagan Hancock e non alla condannata.
Carlotta DeianaDi Carlotta Deiana24 Giugno 2026
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Taylor Parker nel documentario Maternal Instinct
Taylor Parker nel documentario Maternal Instinct (Netflix - foto di Kelley Mae May)
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Jessica Dimmock, regista del documentario Netflix Maternal Instinct, ha rivelato le ragioni dietro una scelta editoriale deliberata: non intervistare Taylor Parker, la donna condannata a morte per l’omicidio di Reagan Simmons Hancock nel 2020. La decisione rappresenta una presa di posizione etica significativa nella narrazione di uno dei crimini più agghiaccianti del Texas recente.

“Abbiamo deciso di non intervistare Taylor“, ha dichiarato Dimmock in un’intervista a Oxygen pubblicata il 18 giugno. “Ovviamente Reagan e la sua famiglia sono le vittime più gravi e importanti in questa vicenda, ma ci sono altre persone che ha ingannato, altre persone che ha ferito lungo il percorso: colleghi, ex amici“. Secondo la regista, era fondamentale che la storia fosse raccontata dalla loro prospettiva.

Il documentario ricostruisce la vita di Parker attraverso messaggi di testo, video e interviste con i familiari di Hancock e l’ex fidanzato di Parker, Wade Griffin, senza mai concedere alla condannata il controllo sulla narrazione. Questa scelta permette di assemblare i frammenti della sua esistenza prima del crimine, raccontando la sua storia senza darle potere sulle vittime.

Taylor Parker e Wade Griffin nel documentario Maternal Instinct
Taylor Parker e Wade Griffin nel documentario Maternal Instinct (foto Netflix)

“Come regista mi sono chiesta: ‘Cosa potrebbe dire?’“, ha spiegato Dimmock. “Da tutto ciò che ho letto, dal modo in cui si è svolto il processo, non credo sia pentita. Non sembrano esserci prove che sia pentita. Se avesse detto di esserlo, avrei potuto crederle? E questo avrebbe davvero importanza?”

Taylor Parker oggi si trova nel braccio della morte in Texas presso l’unità Patrick L. O’Daniel a Gatesville, una delle sole sette donne nel braccio della morte texano. È stata condannata per l’attacco fatale a Reagan Hancock, 21 anni, il 9 ottobre 2020, durante il quale ha estratto il bambino non ancora nato dal grembo della vittima nel tentativo di spacciarlo per suo. La piccola Braxlynn Sage Hancock è morta poco dopo.

Nel raccontare la storia di Hancock, Dimmock ha ritenuto che la prospettiva di Parker non avrebbe aggiunto chiarezza. “Non ero sicura che ci fosse qualcosa che potesse dire di utile, o alla quale potessi credere“, ha precisato la regista. “Mi sembrava irrispettoso verso coloro che ha ferito di più includere la sua versione dei fatti.”

Parker ha finto una gravidanza per dieci mesi davanti al fidanzato Griffin, indossando un pancione finto, scattando foto di gravidanza, condividendo aggiornamenti su Facebook e celebrando persino una festa di gender reveal. La messa in scena si è conclusa con il brutale omicidio di Reagan Hancock, fotografa che Parker stessa aveva assunto per il proprio matrimonio nel 2019.

Il dottor Christopher Mason del Northeast Texas Women’s Health ha testimoniato al processo che Parker aveva subito una legatura delle tube nel 2014 e successivamente un’isterectomia, rendendo biologicamente impossibile una gravidanza. Nonostante questo, aveva creato un’elaborata finzione che ingannò perfino le persone più vicine.

Il gender reveal di Taylor Parker e Wade Griffin visto in Maternal Instinct
Il gender reveal di Taylor Parker e Wade Griffin visto in Maternal Instinct

Parker non si è espressa pubblicamente dalla condanna per omicidio capitale nel novembre 2022. In risposta alla sentenza di morte, la famiglia Hancock aveva espresso sollievo. “Sono sopraffatta dalla felicità che sia finita“, aveva dichiarato Emily Simmons, sorella di Reagan, a KSLA News 12, “perché è stata un tale peso nella nostra vita per così tanto tempo che non sono riuscita a pensare a mia sorella senza pensare a lei.”

A maggio 2025, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha respinto la richiesta di rivedere il caso di Parker, secondo quanto riportato dalla Texarkana Gazette. Il documentario Maternal Instinct è attualmente disponibile su Netflix, offrendo uno sguardo approfondito su un caso che ha scioccato l’opinione pubblica americana per la freddezza premeditata del crimine.

La produttrice Samantha DeMaria ha condiviso che lavorare al documentario è stato particolarmente impegnativo dal punto di vista emotivo, data la natura straziante della vicenda e l’impatto devastante sulle famiglie coinvolte. La scelta di concentrare la narrazione sulle vittime e su chi ha subito l’inganno di Parker rappresenta un approccio documentaristico che privilegia la dignità delle persone colpite rispetto alla spettacolarizzazione del crimine.

Carlotta Deiana
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Nata a Bologna nel 1987, è la coordinatrice editoriale e responsabile social di Cinemaserietv.it, che fa parte del network Digital Dreams Srl che Carlotta ha co-fondato. Dopo essersi laureata nel 2013 in Archeologia e Culture del Mondo Antico presso l'Università degli Studi di Bologna e lavorato in quell'ambito all'estero per qualche anno, torna in Italia per perseguire la sue seconda passione, quella per il cinema e le serie TV, che ha coltivato sin da piccola anche grazie ai genitori amanti del genere horror. Nel 2019 ha frequentato un Master di Comunicazione all'Università degli Studi Roma Tre, finalizzato ad approfondire le sue coscienze sul mondo dei social media e della comunicazione digitale. Negli ultimi cinque anni ha collaborato attivamente con Movieplayer.it come editor e redattrice, per poi co-fondare dei progetti editoriali tutti suoi sotto il network di Digital Dreams Srl.

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