L’ormai accesa disputa legale tra Justin Baldoni e Blake Lively, nata sul set del film “It Ends With Us”, si arricchisce di un nuovo capitolo con la pubblicazione di un video esclusivo da parte del team legale di Baldoni. L’attore e regista, sotto accusa per molestie sessuali e presunti comportamenti inappropriati, ha reso pubblico il filmato nel tentativo di confutare le dichiarazioni della sua co-protagonista.
Il video, consegnato in esclusiva al Daily Mail, della durata di quasi dieci minuti, mostra il dietro le quinte di tre riprese di una scena di ballo lento tra i due personaggi principali del film. Secondo il team di Baldoni, le immagini evidenziano comportamenti professionali e rispettosi, coerenti con lo spirito della scena. “Entrambi gli attori restano chiaramente entro i limiti della scena, con rispetto reciproco e professionalità“, afferma una didascalia che accompagna il filmato. Tuttavia, il team legale di Lively ha respinto categoricamente queste affermazioni, sostenendo che il video conferma invece ogni dettaglio delle accuse mosse contro Baldoni.
Durante la scena, si vede Baldoni tentare di baciare Lively più volte, mentre lei si ritrae o volta la testa. In un momento del video, Baldoni tocca il collo della collega con il proprio viso e commenta: “Am I getting beard on you today?” (“La mia barba ti sta dando fastidio oggi?”). Lively risponde ridendo: “I’m probably getting spray-tan on you” (“Probabilmente ti sto lasciando io il mio autoabbronzante”). Baldoni replica: “It smells good” (“Ha un buon odore”). Questo scambio, secondo Lively, non faceva parte della sceneggiatura e rappresenta una chiara violazione dei confini professionali.
Le accuse di Lively vanno però oltre questo scambio: l’attrice afferma che Baldoni avrebbe agito in modo inappropriato anche una volta dismessi i panni dei personaggi, aggiungendo che sul set non era presente un coordinatore dell’intimità durante le riprese. Inoltre, l’attrice sostiene che, all’espressione esplicita del proprio disagio, Baldoni avrebbe risposto con un’affermazione sprezzante: “I’m not even attracted to you” (“Non sono nemmeno attratto da te”). Il team legale di Lively ha dichiarato:

“Ogni frame del video rilasciato corrobora le affermazioni della signora Lively, mostrando il suo disagio e i tentativi di sdrammatizzare al fine di gestire al meglio una situazione indesiderata. Nessuna donna dovrebbe trovarsi nella condizione di dover prendere misure difensive per evitare contatti fisici non consensuali sul luogo di lavoro”.
Freedman, avvocato di Baldoni, ha ribattuto accusando Lively di aver avviato una campagna mediatica diffamatoria prima ancora di depositare la sua denuncia in tribunale. “Quando il signor Baldoni esercita il suo diritto di difendersi pubblicamente con fatti ed evidenze, per la signora Lively questo diventa istantaneamente moralmente e eticamente sbagliato“, ha dichiarato Freedman. L’avvocato ha inoltre criticato il fatto che Lively abbia coinvolto il “New York Times”, dando il là al caso sui giornali e non in tribunale, accusandola di costruire un “racconto non verificato e auto-referenziale”.
Lively, dal canto suo, ha dichiarato che la diffusione del video rappresenta una “mossa mediatica non etica e un ulteriore atto di molestie e ritorsione“. La disputa, che ha visto anche Baldoni citare in giudizio Lively e il marito Ryan Reynolds per 400 milioni di dollari, continua a essere oggetto di un acceso confronto sia nei tribunali che sui media.
