JFK – un caso ancora aperto viene ricordato ancora oggi per il discorso finale pronunciato da un giovane Kevin Costner nei panni di Jim Garrison, procuratore distrettuale di New Orleans, un’arringa che l’attore provò con l’aiuto di sua madre, a mollo in piscina, come uno scolaretto alle prese con gli esami di riparazione.
Nel film, l’arringa finale, rappresenta infatti il momento di emozione più alto raggiunto dopo tre ore di nuove indagini e ricostruzioni sull’assassinio del Presidente Kennedy. Costner è sempre stato consapevole dell’importanza di quella scena e, per interpretarla al meglio, ha iniziato a studiarla in modo quasi ossessivo in un luogo particolare e di fronte ad un pubblico specifico. Così, copione alla mano, l’attore ha iniziato a provare l’arringa di Garrison in piscina con sua madre pronta a correggerlo ad ogni piccola esitazione o errore.
Una rivelazione fatta dallo stesso attore durante una delle molte interviste rilasciate all’uscita del film in sala nel 1991 e che dimostra come “la mamma sia sempre la mamma”. Ironia a parte, comunque, il metodo sembra aver ottenuto l’effetto sperato. Durante le riprese, infatti, Costner s’immedesima così tanto nel momento da commuoversi veramente dimostrando di aver fatto proprie le parole pronunciate.
Diretto da Oliver Stone, il film uscì in un momento particolare in cui la documentazione relativa all’omicidio Kennedy era ancora secretata. Dopo il successo ottenuto da questa storia, però, inizia una lenta ma costante azione di chiarezza in tal senso, che porta al documentario JFK Revisited: Through the Looking Glass, diretto da Stone nel 2021. La pellicola, comunque, sostiene la tesi di Jim Garrison secondo cui, le conclusioni raggiunte sostenuta dalla Commissione Warren sono completamente errate. Per lui, dunque, ad uccidere il Presidente JFK non è l’azione solitaria e folle di Lee Harvey Oswald ma un’orchestrazione di diversi cecchini posizionati lungo il percorso. Se volete rivedere il film, vi ricordiamo che JFK – Un caso ancora aperto è in streaming.
