Mamma, ho perso l’aereo, classico scritto da John Hughes e diretto da Chris Columbus, è uno dei film più replicati, insieme a Una poltrona per due, durante le festività natalizie. Fra i preferiti di generazioni di spettatori per la sua comicità cartoonesca, il film è però probabilmente più adatto a bambini al di sopra dei sei anni, a causa dell’occasionale uso di linguaggio volgare (specie negli scambi iniziali tra Kevin e i fratelli, oltre che nel gangster movie che il bambino usa per impaurire il ragazzo delle pizze); ma soprattutto, per via della lunga sequenza finale, in cui Kevin orchestra le articolate e spietate trappole per i due ladri del rubinetto
Come vi avevamo raccontato qui, la lunga sezione, il cuore del film, mette in campo tutta una serie di inganni orchestrati con spietata crudeltà, tramite un uso smodato della violenza, simile a quello implementato nei corti animati dedicati a Willy il Coyote e Beep Beep. Kevin, rimasto solo in casa, fa infatti di tutto per rintuzzare gli attacchi dei due malviventi, senza minimamente curarsi di poter fare loro del male, tra barattoli di vernice in testa, ragni e incendi.
Un altro elemento da tenere in considerazione è la figura dell’anziano solitario, dipinta all’inizio del film come una sorta di uomo nero, immortalato in atteggiamenti ambigui e tenebrosi (che rimandano in certo qual modo a come viene stereotipicamente ritratto, in film e serie tv, un pedofilo), salvo poi rivelarsi semplicemente un vedovo, che ritrova gli affetti perduti passando il Natale con la propria famiglia.

Per tutti questi e altri motivi, il sito Commonsensemedia, punto di riferimento per le famiglie statunitensi per quanto riguarda la guida alla visione per i bambini, consiglia il film esclusivamente a minori al di sopra dei 10 anni d’età.
Ricordiamo che Mamma ho perso l’aereo è disponibile in streaming.
