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Home » Film » News cinema e film » Mary Poppins, in UK non è più adatto ai bambini: “linguaggio razzista”

Mary Poppins, in UK non è più adatto ai bambini: “linguaggio razzista”

Incredibile ma vero, in UK il classico Disney Mary Poppins non è più considerato un film destinato solo ai bambini: ecco le ragioni.
Simone FabrizianiDi Simone Fabriziani26 Febbraio 2024
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Mary Poppins
Julie Andrew e Dick Van Dyke in una scena del film (foto: Walt Disney Pictures)
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Incredibile ma vero, il celebre film Mary Poppins è stato tacciato di usare un linguaggio discriminatorio e di non esattamente adatto ad un pubblico di bambini. Lo ha deciso la British Board of Film Classification nel Regno Unito, che si occupa per l’appunto di classificare lungometraggi di vario tipo in base all’età degli spettatori; in occasione dell’uscita nelle sale britanniche del film Disney per il suo 60° anniversario, il classico con Julie Andrews ha ottenuto un aumento della classificazione per “linguaggio discriminatorio”.

Mary Poppins
Julie Andrews e Dick Van Dyke in una scena del film (foto: Walt Disney Pictures)

Come spiega Deadline, Mary Poppins verrà ridistribuito in alcuni cinema britannici nel mese di marzo 2024 per celebrare il 60° anniversario del film, spingendo così British Board of Film Classification ad aggiornare la classificazione del film per la prima volta dal 1964, anno di uscita nelle sale del capolavoro con Julie Andrews e Dick Van Dyke. Praticamente, il film di Robert Stevenson è passato dall’essere classificato come U (Universal Guidance), che significa che non contiene materiale che possa offendere o danneggiare alcuno, a diventare PG (Parental Guidance), il che vuol dire che alcune scene potrebbero non essere adatte ai bambini più piccoli.

La causa? Il personaggio dell’ammiraglio interpretato da Reginald Owen nel film Mary Poppins (qui se volete rivederlo in streaming) pronuncia per ben due volte la parola “ottentotto”, con riferimento anche al volto annerito di fuliggine degli spazzacamini. Difatti, questa terminologia fa etimologicamente riferimento alla tribù dei Khoekhoe, un gruppo di pastori nomadi del Sud Africa dal colore della pelle particolarmente, scura cosi rinominati principalmente dalla popolazione europa a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo.

Una scelta che il BBFC ha spiegato in dettaglio con queste parole: “Dalla nostra ricerca su elementi di razzismo e di discriminazione all’interno del film comprendiamo che una delle preoccupazioni principali per i genitori è la possibilità di esporre i bambini a un linguaggio o a un comportamento discriminatorio che potrebbero trovare angosciante o che potrebbe ripetere senza rendersi conto del potenziale reato.” Una decisione, quella della BBF, che farà sicuramente discutere!

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