Intervenuta nel programma radiofonico Hits Radio Breakfast Show, assieme ad Anne Hathaway ed Emily Blunt, nell’ambito della promozione di Il diavolo veste Prada 2, Meryl Streep ha lanciato una critica netta ai cinecomic e in generale ai film dedicati ai supereroi che, secondo l’attrice premio Oscar, hanno portato a una semplificazione eccessiva dei personaggi. L’accusa? Queste super produzioni tendono ormai a presentare eroi e villain troppo definiti, perdendo tutte quelle sfumature che rendono i personaggi davvero interessanti.
A domanda precisa della conduttrice Fleur East, che le ha chiesto di commentare il lato più umano di Miranda Priestly, la famigerata direttrice di Runway, nota per il suo carattere forte, ai limiti della perfidia, l’attrice ha colto l’occasione per esprimere il suo pensiero sullo stato attuale dell’industria cinematografica:
“Credo che si ottenga una visione realistica. Penso che ora tendiamo a Marvel-izzare i film. Abbiamo i cattivi e abbiamo i buoni, ed è così noioso. Ciò che è davvero interessante della vita è che alcuni degli eroi sono imperfetti e alcuni dei cattivi sono umani, interessanti e hanno i loro punti di forza. Quindi è questo che mi piace di questo film. È più disordinato“.
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La critica dell’attrice non è diretta esclusivamente ai film Marvel in quanto tali, quanto all’influenza che il successo del genere dei supereroi ha esercitato sul cinema in generale, portando produzioni di ogni tipo a semplificare la caratterizzazione dei personaggi secondo uno schema binario buoni-cattivi.
L’attenzione alla tridimensionalità dei personaggi non è nuova nel suo percorso artistico. In una recente intervista a Today, Meryl Streep ha raccontato di aver negoziato con grande piglio il proprio compenso per il primo capitolo de Il diavolo veste Prada, ottenendo una cifra più alta rispetto all’offerta iniziale.
“Sapevo che sarebbe andato bene e volevo vedere cosa sarebbe successo se avessi raddoppiato la mia richiesta… E loro hanno risposto subito: ‘Certo’. Ho pensato: ho 50-60 anni, ci ho messo tutto questo tempo per capire che potevo farlo! Sentivo che avevano bisogno di me. È stata una lezione“.
L’intervista con Hits Radio Breakfast Show si è spostata poi sul tema dell’intelligenza artificiale. Alla domanda se Miranda Priestly userebbe strumenti come ChatGPT, Streep ha risposto negativamente, spiegando che il suo personaggio ha assistenti che si occupano di quel tipo di lavoro.

Questo ha innescato un aneddoto curioso da parte di Anne Hathaway, che ha raccontato una recente esperienza di selezione per un ruolo (non specificato). Hathaway ha spiegato di aver ricevuto lettere di ringraziamento praticamente identiche da tutti i candidati, così perfette e professionali da darle la sensazione netta di essere state scritte tutte dall’intelligenza artificiale.
La reazione di Streep è stata di sincero stupore e disapprovazione. “Ci sono così tante Anne Hathaway a cui fare domanda che non puoi scriverla tu stesso? È tragico, secondo me. Nessuno di quella lista avrà mai il lavoro. Non lasciate andare l’elemento umano, ragazze. Il futuro è donna, quindi è meglio che resistiate“.
