Wild Horse Nine è ambientato negli anni Settanta, ma Martin McDonagh si è accorto che alcune dinamiche raccontate nel film sembrano avere sempre più punti di contatto con il presente. Durante la conferenza stampa alla Mostra del Cinema di Venezia 2026, il regista ha parlato delle connessioni tra la storia del suo nuovo film e l’attuale situazione geopolitica, pur precisando che non erano state previste durante la scrittura.
Il film è ambientato poco prima del colpo di stato in Cile del 1973 e segue due agenti della CIA, interpretati da John Malkovich e Sam Rockwell, inviati sull’Isola di Pasqua dal loro superiore, interpretato da Steve Buscemi. Una storia che inevitabilmente richiama il ruolo degli Stati Uniti nell’America Latina di quegli anni.

Interrogato sulle possibili analogie con gli interventi statunitensi contemporanei nella regione, McDonagh si è soffermato su una differenza che considera particolarmente inquietante. “Una delle cose che trovo spaventose è che non sembra nemmeno che cerchino più di rendere queste cose segrete“, ha dichiarato. “È molto strano. Negli anni Settanta almeno queste persone terribili avevano l’intelligenza di tenere segrete le proprie azioni“, ha continuato, prima di sintetizzare la propria impressione sul presente con parole ancora più nette: “Sembra semplicemente che le cose stiano diventando sempre più stupide“.
John Malkovich, presente alla conferenza, ha però introdotto una sfumatura nella riflessione del regista, osservando che ancora oggi molte operazioni rimangono inevitabilmente lontane dagli occhi dell’opinione pubblica e che, accanto a ciò che viene mostrato apertamente, continua a esistere quanto accade dietro le quinte.
McDonagh ha poi chiarito che Wild Horse Nine non era stato pensato come un commento diretto alla situazione politica del 2026. “Quando ho scritto il film e quando lo abbiamo realizzato, doveva parlare del 1973 e del Cile di quel periodo. Ma guardandolo adesso sembra avere una sorta di commento sulla geopolitica contemporanea“.
Un parallelismo nato quindi senza essere programmato. Secondo il regista, il film ha finito per sviluppare “tentacoli e connessioni” con quello che sta accadendo oggi nel mondo, ed è proprio per questo che McDonagh si è detto curioso di scoprire come verrà interpretato dal pubblico.
