Nicolas Winding Refn, il regista danese vincitore del premio per la miglior regia a Cannes con Drive, ha commosso la platea del festival cinematografico più importante al mondo raccontando la sua esperienza di pre-morte. Durante la conferenza stampa del suo nuovo film Her Private Hell, a Cannes 2026 il cineasta si è lasciato andare alle lacrime ricordando come sia morto per 25 minuti durante un intervento chirurgico al cuore avvenuto tre anni fa.
La rivelazione è arrivata dopo che il pubblico del Grand Théâtre Lumière aveva tributato al film una lunga standing ovation alla prima mondiale. Quando i giornalisti gli hanno chiesto di approfondire il momento in cui aveva annunciato dal palco la sua esperienza di morte clinica, Refn ha iniziato con una frase che ha gelato la sala: “Morire è molto interessante”.
Il regista ha spiegato che prima di scoprire il problema cardiaco si trovava in un momento di stallo creativo profondo. “Prima di morire ero arrivato alla fine della mia carriera. Non avevo più nulla dentro di me, quindi non c’era niente da fare per me”, ha confessato con voce rotta dall’emozione. La scoperta della malattia è avvenuta per caso: Refn aveva un cuore che perdeva, con il sangue che scorreva all’indietro. “I miei polmoni si stavano riempiendo di sangue. All’improvviso mi hanno detto che probabilmente non sarei sopravvissuto”.
Due settimane dopo la diagnosi, spiega Deadline, il regista è stato sottoposto a un intervento d’urgenza. Con il suo caratteristico senso dell’umorismo, anche nel momento più drammatico del racconto, Refn ha scherzato dicendo: “Grazie a Dio il chirurgo era Tom Cruise, perché è riuscito a entrare nel mio corpo con tutte le sue abilità e ha potuto riparare il mio cuore con le sue mani”. Un riferimento ironico alle prodezze fisiche dell’attore, noto per eseguire personalmente le sue acrobazie più pericolose.
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Il momento più toccante della conferenza stampa è arrivato quando Refn ha descritto cosa ha significato per lui tornare alla vita. “Sono stato rimesso insieme con l’elettricità, come Frankenstein. Sono l’Uomo Bionico”, ha dichiarato, prima di scoppiare in lacrime. La sala ha reagito con un applauso scrosciante e spontaneo, testimonianza della commozione collettiva di fronte a una confessione così cruda e personale.
Tra le lacrime, il regista ha condiviso la rivelazione che questa esperienza gli ha portato:
“Ho capito che mi era stato fatto un dono, potevo ricominciare da capo. Quante persone hanno una seconda possibilità? Io ho avuto una seconda possibilità da Dio e potevo usarla per fare del bene. Come posso espandere gli orizzonti di tutti, per i ragazzi?”.
Her Private Hell, il film che segna il ritorno di Refn alla regia di lungometraggi dopo dieci anni di pausa, sembra incarnare proprio questa rinascita artistica. La pellicola è un thriller horror ambientato in una metropoli futuristica, dove segue un gruppo di attrici impegnate nelle riprese di un film. La protagonista Elle, interpretata da Sophie Thatcher, viene perseguitata da un misterioso assassino noto come Leather Man, che sta uccidendo donne in tutta la città. Nel cast figurano anche Charles Melton, Havana Rose Liu, Kristine Froseth, Diego Calva e Dougray Scott.
Durante la stessa conferenza stampa, Refn ha affrontato anche il tema dell’intelligenza artificiale, argomento dominante di questa edizione del festival. Il regista si è dichiarato aperto all’uso della tecnologia come strumento creativo, rivelando di averla già sperimentata per un progetto futuro che potrebbe essere presentato a Cannes. “Avendola provata su qualcosa che verrà dopo e che forse verrà mostrato qui, amo davvero la creatività che offre. Per me è come un pennello”, ha spiegato, aggiungendo che nessuno sa davvero quali saranno tutte le implicazioni, ma dal punto di vista creativo si tratta di una nuova invenzione da esplorare.
Her Private Hell uscirà nelle sale americane il 24 luglio distribuito da Neon. Per Refn, questo film rappresenta molto più di un semplice ritorno al cinema: è la testimonianza tangibile di una resurrezione, sia fisica che artistica, che lo ha trasformato letteralmente in un uomo nuovo.
