Steven Spielberg ha diretto alcuni dei più grandi blockbuster della storia del cinema, da Lo squalo a Jurassic Park, passando per E.T. e Indiana Jones. Eppure c’è una saga che non è mai riuscito a conquistare: quella di James Bond. Durante una recente intervista concessa a Josh Horowitz per il podcast Happy Sad Confused, il regista ha raccontato di aver provato per ben due volte a ottenere la regia di un film di 007, ricevendo in entrambe le occasioni un rifiuto.
Quando Horowitz gli ha ricordato che in passato si era proposto almeno due volte per dirigere un film su 007, Spielberg ha corretto immediatamente l’idea che fosse andato vicino a ottenere l’incarico. “No, mi ha rifiutato due volte“, ha dichiarato. E davanti all’incredulità del giornalista ha ribadito: “È vero. Mi ha rifiutato al telefono due volte“.
L’uomo che gli chiuse la porta era Albert “Cubby” Broccoli, il produttore che per decenni ha guidato la saga cinematografica di James Bond e che all’epoca aveva una visione molto precisa di chi dovesse dirigere i film dell’agente segreto più famoso del mondo. Secondo Spielberg, la motivazione fu sempre la stessa. Broccoli gli spiegò infatti che la produzione preferiva continuare a lavorare con i registi che facevano già parte della famiglia Bond: “Abbiamo i nostri. Abbiamo la nostra scuderia di registi“.

Il primo tentativo arrivò dopo Lo squalo. Spielberg era convinto che il successo del film potesse aprirgli le porte di James Bond, ma si sbagliava. Nemmeno il blockbuster che aveva rivoluzionato Hollywood riuscì a fargli cambiare idea.
Qualche anno più tardi ci riprovò. Nel frattempo aveva diretto Incontri ravvicinati del terzo tipo, un altro enorme successo che aveva consolidato la sua reputazione come uno dei talenti più brillanti di Hollywood. Anche questa volta, però, la risposta fu negativa. Broccoli non aveva alcuna intenzione di cambiare il metodo che aveva reso James Bond un fenomeno mondiale.
La vicenda ebbe però un curioso seguito. Poco tempo dopo, fu lo stesso Broccoli a contattare Spielberg durante la lavorazione di Moonraker – Operazione spazio, il film del 1979 con Roger Moore. Il produttore voleva utilizzare le celebri cinque note musicali di Incontri ravvicinati del terzo tipo, il motivo composto da John Williams che nel film viene usato per comunicare con gli alieni.

A quel punto Spielberg colse l’occasione per tentare un’ultima trattativa. “Ti propongo un accordo“, ricorda di aver detto a Broccoli. “Ti darò le cinque note se potrò fare il prossimo film di Bond“. La risposta del produttore fu tanto schietta quanto divertente: “Non abbiamo così tanto bisogno delle note“.
Alla fine Spielberg concesse comunque il permesso di utilizzare il tema musicale, ma il suo sogno di dirigere James Bond rimase irrealizzato. Col senno di poi, però, quel rifiuto potrebbe aver cambiato la storia del cinema in meglio. Secondo un aneddoto raccontato più volte nel corso degli anni, fu proprio dopo uno di questi rifiuti che Spielberg confessò a George Lucas il suo desiderio di dirigere un film di 007. Lucas gli rispose dicendogli di avere un’idea ancora migliore: un’avventura ispirata allo spirito dei serial classici e dei film d’azione che entrambi amavano. Quell’idea si chiamava Indiana Jones.
È impossibile sapere come sarebbe stato un James Bond diretto da Steven Spielberg negli anni Settanta. Quello che sappiamo è che il no di Cubby Broccoli contribuì indirettamente alla nascita di una delle saghe più amate della storia del cinema. Non male per un’occasione mancata.
