Uno degli aspetti più discussi nelle ultime settimane su Obsession, l’horror diretto da Curry Barker che sta diventando un vero fenomeno al box office americano e internazionale, riguarda il finale del film. Nelle ultime settimane diverse testate USA hanno infatti rivelato che la conclusione che abbiamo visto al cinema non era quella originariamente pensata dal regista, e che Barker addirittura aveva già girato un finale completamente diverso prima di cambiare idea durante la post-produzione. Ne parliamo di seguito, ma attenzione agli spoiler.
Secondo quanto raccontato dal filmmaker in un intervista a Entertainment Weekly, la prima versione di Obsession si chiudeva con un epilogo molto più tragico. Dopo la morte di Bear, infatti, anche Nikki avrebbe scelto di togliersi la vita, in una conclusione che Barker stesso ha definito “alla Romeo e Giulietta”. Per il regista quella scelta aveva un significato preciso: dopo essere stata privata del controllo della propria vita per gran parte della storia, Nikki avrebbe ripreso possesso della propria volontà proprio nell’ultimo momento. Quel finale, però, non ha mai visto la luce.

A convincere Barker a cambiare direzione sarebbe stato anche il padre del regista, che durante la lavorazione gli fece notare come fosse molto più disturbante lasciare Nikki viva invece di darle una via di fuga definitiva. Un’idea che inizialmente Barker non condivideva completamente, ma che avrebbe rivalutato riguardando una delle ultime scene interpretate da Inde Navarrette.
Nel montaggio arrivato nelle sale, infatti, Nikki si risveglia coperta di sangue accanto al corpo di Bear (come vi abbiamo raccontato nella nostra spiegazione del finale del film), comprendendo lentamente tutto ciò che è appena accaduto. Ed è proprio questa consapevolezza, secondo Barker, a rendere il finale ancora più inquietante: Nikki sopravvive, ma è costretta a convivere per sempre con l’orrore vissuto.
Il dettaglio più curioso è che quella sequenza sarebbe stata girata quasi come semplice alternativa di sicurezza. Barker ha raccontato che la scena venne realizzata in un solo take e senza la convinzione che sarebbe diventata davvero il finale definitivo del film. Solo in fase di montaggio il regista avrebbe capito che quella versione funzionava meglio emotivamente rispetto alla conclusione originale.
Anche Michael Johnston avrebbe contribuito a cambiare il tono emotivo degli ultimi minuti del film. In alcune interviste è emerso infatti che l’attore propose di rendere Bear più disperato e umano nel finale, mostrando un improvviso istinto di sopravvivenza invece della rassegnazione inizialmente prevista dalla sceneggiatura.
E la storia potrebbe non essere finita qui. Barker ha infatti lasciato intendere che il pubblico potrebbe vedere un giorno anche il finale alternativo scartato prima dell’uscita nelle sale. Il regista ha parlato apertamente della possibilità di una futura director’s cut più lunga, che includerebbe scene aggiuntive e probabilmente anche la conclusione originale rimasta fuori dal montaggio cinematografico.
Nel frattempo Obsession continua a essere uno dei casi horror più sorprendenti dell’anno negli Stati Uniti. Il film ha fatto particolarmente parlare di sé per il passaparola eccezionale: invece di crollare al box office nel secondo weekend, come accade normalmente agli horror, gli incassi sono addirittura aumentati. Un risultato che diversi analisti americani hanno definito rarissimo.
Un altro elemento che ha contribuito a trasformare Obsession in un piccolo caso mediatico è il rapporto tra budget e incassi. Realizzato con costi molto contenuti rispetto alle produzioni horror tradizionali, il film è stato spesso paragonato dalla stampa americana a fenomeni indie esplosi all’improvviso come Paranormal Activity e Terrifier.
Visualizza questo post su Instagram
