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Home » Film » News cinema e film » Peter Jackson a Cannes 2026: “Quando non hai budget, l’horror diventa la tua arma creativa”

Peter Jackson a Cannes 2026: “Quando non hai budget, l’horror diventa la tua arma creativa”

Peter Jackson a Cannes 2026 racconta i suoi inizi nel cinema horror: tra film splatter, home movie e pochissimi mezzi, spiega perché il gore è stata la sua vera scuola di regia e una forma di creatività pura.
Carlotta DeianaDi Carlotta Deiana15 Maggio 2026
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Peter Jackson a Cannes 2026
Peter Jackson a Cannes 2026
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Parlando dei suoi inizi a Cannes 2026, Peter Jackson ha difeso con convinzione il valore creativo dell’horror e racconta come il cinema splatter sia stato, per lui, una vera scuola di regia. Il regista ricorda che alla fine degli anni Settanta e nei primi anni Ottanta passava il tempo guardando ossessivamente film horror indipendenti, studiandone il linguaggio e cercando di replicarne l’energia con mezzi casalinghi.

“Guardavo continuamente La Casa di Sam Raimi, Re-Animator, Zombi di Romero”, racconta. “Assorbivo quei film e cercavo di fare il mio piccolo home movie”. Jackson sottolinea che il giovane regista, soprattutto all’inizio, lavora quasi sempre in condizioni di totale precarietà: “Quando fai il tuo primo film non hai soldi, non puoi permetterti attori famosi e spesso non hai nemmeno una sceneggiatura professionale”.

Secondo lui, l’horror funziona proprio perché riesce a trasformare quei limiti in energia visiva. “Un horror puoi farlo persino senza una vera sceneggiatura. È un genere che ti permette di sopravvivere creativamente”. In assenza di grandi mezzi, il regista deve puntare tutto sull’immaginazione: “Devi mettere tutta la tua creatività nel cercare di essere il più gore possibile. Più il film è estremo, più riesce a colpire anche se manca di altre cose”.

Jackson chiarisce però che il suo interesse non è mai stato per l’horror realistico o disturbante in senso puro. “I film horror che amo sono quelli così esagerati da diventare quasi comici”, spiega. Parlando di Braindead e della celebre scena del tosaerba contro gli zombie, aggiunge: “Arrivi a un punto in cui è tutto talmente assurdo che puoi solo ridere”.

È proprio da questa filosofia che nasce il termine “splatstick”, inventato dallo stesso Jackson per definire il suo stile: “Era slapstick con il gore. L’umorismo fisico del cinema slapstick portato dentro il cinema splatter”.

Il regista vede anche un legame diretto tra il cinema horror e la nascita di molti grandi autori contemporanei. “L’horror è sempre stato un modo naturale per i giovani filmmaker di iniziare”, dice. “Anche se poi cambiano genere, resta una palestra perfetta”. Per Jackson il motivo è semplice: l’horror permette di sperimentare immediatamente con regia, montaggio, effetti speciali e ritmo senza dover aspettare il sostegno di grandi studios.

 

Carlotta Deiana
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Nata a Bologna nel 1987, è la coordinatrice editoriale e responsabile social di Cinemaserietv.it, che fa parte del network Digital Dreams Srl che Carlotta ha co-fondato. Dopo essersi laureata nel 2013 in Archeologia e Culture del Mondo Antico presso l'Università degli Studi di Bologna e lavorato in quell'ambito all'estero per qualche anno, torna in Italia per perseguire la sue seconda passione, quella per il cinema e le serie TV, che ha coltivato sin da piccola anche grazie ai genitori amanti del genere horror. Nel 2019 ha frequentato un Master di Comunicazione all'Università degli Studi Roma Tre, finalizzato ad approfondire le sue coscienze sul mondo dei social media e della comunicazione digitale. Negli ultimi cinque anni ha collaborato attivamente con Movieplayer.it come editor e redattrice, per poi co-fondare dei progetti editoriali tutti suoi sotto il network di Digital Dreams Srl.

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