Questa sera, durante la cerimonia di chiusura della 82ª Mostra del Cinema di Venezia, la giuria presieduta dall’americano Alexander Payne ha incoronato Father Mother Sister Brother di Jim Jarmusch con il Leone d’Oro per il miglior film. Al regista tunisino Kaouther Ben Hania è invece andato il Gran Premio della Giuria per The Voice of Hind Rajab, pellicola che racconta la vicenda della bambina palestinese uccisa a Gaza dall’esercito israeliano.
#BiennaleCinema2025 #Venezia82 pic.twitter.com/wJZvcyhlbh
— La Biennale di Venezia (@la_Biennale) September 6, 2025
Un riconoscimento importante, ma percepito da molti come “secondario” rispetto al Leone d’Oro, che in tanti ritenevano se non giusto, almeno necessario attribuire al film di Ben Hania, il più discusso e sconvolgente dell’intero concorso.
The Voice of Hind Rajab vince il Gran Premio Della Giuria. Una giuria che non ha avuto la forza e il coraggio di assegnare a questo film il premio più importante, il Leone D’Oro. #Venezia82
— Chiara (@chiara_amt) September 6, 2025
Sotto il post ufficiale della Biennale che annunciava il premio, numerosi utenti hanno criticato la decisione, accusando Payne di aver “ostacolato” il Leone d’Oro a un’opera che aveva colpito profondamente critica e pubblico. Il dibattito si è poi esteso su X, con molti commentatori hanno sostenuto che alla giuria sia mancato il coraggio di premiare il film più potente e attuale di questa edizione.

Qualcuno ha ironizzato collegando la scelta al titolo pubblicato dal quotidiano Il Foglio nei giorni scorsi – “Far singhiozzare non basta per vincere il Leone d’Oro e fare cinema” – insinuando, con una battuta, che Payne sia realtà un redattore del giornale di destra sotto mentite spoglie.
A corroborare la polemica sul Leone d’Oro, le voci secondo le quali la giurata Fernanda Torres abbia avuto una forte discussione con Payne in merito al film da premiare. Dopo l’assegnazione dei premi di questa edizione, in conferenza stampa però, Payne ha smentito queste indiscrezioni chiosando: “Non dovremmo credere a quello che leggiamo online.”
Al link che segue potete leggere la nostra recensione di The Voice of Hind Rajab
