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Home » Film » News cinema e film » Rosanna Arquette attacca Tarantino: “Odio quella parola nei suoi film”

Rosanna Arquette attacca Tarantino: “Odio quella parola nei suoi film”

Rosanna Arquette critica Quentin Tarantino per l'uso della parola N nei suoi film. L'attrice di Pulp Fiction ha detto che al regista è stato dato un "lasciapassare" per i termini razzisti nel suo cinema.
Fabio FuscoDi Fabio Fusco8 Marzo 2026
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Rosanna Arquette e Quentin Tarantino
Rosanna Arquette e Quentin Tarantino
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Rosanna Arquette ha espresso dure critiche nei confronti di Quentin Tarantino per l’uso ripetuto della parola razzista che inizia con la N nei suoi film. L’attrice, che ha recitato in Pulp Fiction nel ruolo della moglie del personaggio interpretato da Eric Stoltz, ha condannato pubblicamente quello che considera un abuso linguistico da parte del regista.

Durante un’intervista rilasciata sabato a The Times U.K., Arquette ha riflettuto sulla sua esperienza nel film del 1994, definendolo iconico e “un grande film sotto molti aspetti”. Tuttavia, ha aggiunto una critica tagliente: “Personalmente non sopporto più l’uso della parola N, la odio. Non posso accettare che a Tarantino sia stato dato un lasciapassare. Non è arte, è solo razzismo e inquietante”.

Quentin Tarantino
Quentin Tarantino (da Youtube)

Come ricorda Deadline, l’attrice non è la prima star del cinema a sollevare obiezioni contro le scelte linguistiche del regista. L’uso della parola N nella filmografia di Tarantino è stato oggetto di dibattito per decenni, raggiungendo l’apice della controversia con Django Unchained del 2012, film in cui il termine viene pronunciato oltre 110 volte da personaggi sia bianchi che neri.

Il regista Spike Lee fu tra i primi a prendere posizione. Nel 2012, dichiarò a Vibe magazine che il film era “irrispettoso verso i miei antenati”, precisando di parlare solo a titolo personale. Lee aveva già criticato Tarantino nel 1997, dopo l’uscita di Jackie Brown, affermando: “Ho un problema con l’uso eccessivo della parola N da parte di Quentin Tarantino. Non ho mai detto che non può usare quella parola, l’ho usata anch’io in molti dei miei film, ma penso che ci sia qualcosa che non va in lui”.

Tarantino ha sempre difeso strenuamente le sue scelte artistiche. Nel backstage dei Golden Globes 2013, dopo aver vinto il premio per la migliore sceneggiatura per Django Unchained, dichiarò: “Pensano che dovrei ammorbidire, che dovrei mentire, che dovrei manipolare. Non lo farei mai quando si tratta dei miei personaggi”. Prima dell’uscita del film nel dicembre 2012, aveva detto a The Hollywood Reporter: “Nemmeno una parola di critica sociale che mi è stata rivolta ha mai cambiato una singola parola di qualsiasi sceneggiatura o storia che racconto. Credo in quello che faccio con tutto il cuore e con passione. È mio compito ignorare tutto questo”.

Non tutti nel mondo del cinema condividono però queste critiche. Samuel L. Jackson, che ha recitato sia in Pulp Fiction che in Django Unchained, ha più volte difeso il regista. Nel 2022 dichiarò a The Times: “Ogni volta che qualcuno vuole un esempio di uso eccessivo della parola N, vanno da Quentin, è ingiusto. Sta solo raccontando la storia e i personaggi parlano davvero così. Quando lo fa Steve McQueen è arte. Lui è un artista. Quentin è solo un regista di film commerciali”.

 

A proposito di Tarantino, sapete che a breve tornerà alla regia, ma a teatro?

 

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