Quentin Tarantino torna a far discutere, e questa volta il bersaglio è uno dei franchise più redditizi e popolari degli ultimi anni: Hunger Games. Nel corso di una lunga conversazione al Bret Easton Ellis Podcast, il regista due volte premio Oscar non si è limitato a elogiare alcune delle opere che considera tra le migliori del XXI secolo: ha anche lanciato un attacco frontale contro la saga creata da Suzanne Collins, accusandola senza mezzi termini di aver copiato il cult giapponese Battle Royale. Una critica che Tarantino porta avanti da anni, ma che ora torna con forza, proprio mentre la serie di Hunger Games si appresta a espandersi con un nuovo film previsto per il 2026. Le sue parole ricollocano al centro del dibattito una somiglianza narrativa da sempre discussa, ma mai del tutto sopita: quanto c’è davvero di originale nell’universo di Panem?
Come riporta The Hollywood Reporter, durante il podcast, Tarantino ha affermato di non capire come Koushun Takami, autore del romanzo Battle Royale del 1999, non abbia mai intentato una causa contro Suzanne Collins. “Hanno semplicemente copiato quel c.. di libro“, ha detto senza filtri, accusando in particolare la critica letteraria statunitense di non aver riconosciuto la somiglianza a causa della scarsa diffusione del film giapponese in Occidente. Secondo Tarantino, i critici che lodarono Hunger Games come un’opera originale non avevano mai visto Battle Royale, mentre i critici cinematografici, una volta uscito il film nel 2012, sarebbero rimasti sorpresi dalla vicinanza narrativa definendolo “Battle Royale in versione PG“.
Il regista ha inoltre ricordato il suo rapporto personale con il film di Kinji Fukasaku, che vide durante un soggiorno in Giappone per i sopralluoghi di Kill Bill. Tarantino racconta di essere rimasto “sconvolto” dalla violenza, dalle idee e dalla portata del film, e di essersi trovato tra i primi spettatori a vedere Battle Royale in una delle sue prime proiezioni giapponesi. Nel suo nuovo elenco delle venti migliori pellicole del XXI secolo, che ha iniziato a svelare proprio durante il podcast, Battle Royale figura all’undicesimo posto: un riconoscimento che ribadisce quanto il film di Fukasaku sia stato centrale nella sua formazione cinefila recente.
Le similitudini tra Hunger Games e Battle Royale è da anni oggetto di analisi e confronti. Entrambi i racconti si svolgono in un futuro distopico dominato da un potere totalitario, entrambi prevedono adolescenti costretti a uccidersi tra loro in un gioco televisivo orchestrato dallo Stato, ed entrambi affrontano temi di spettacolarizzazione della violenza, manipolazione delle masse e sacrificio sociale. Con l’uscita del primo film di Hunger Games nel 2012, con Jennifer Lawrence nel ruolo di Katniss Everdeen, le similitudini hanno alimentato numerosi dibattiti, portando molti a sostenere che la saga americana abbia mutuato in maniera evidente struttura e concetti dal romanzo giapponese del 1999 e dal film del 2000.

Suzanne Collins, però, ha sempre negato qualsiasi ispirazione diretta. In un’intervista del 2011 al New York Times, l’autrice spiegò di non aver mai sentito parlare né del romanzo giapponese né del film fino alla consegna del manoscritto del primo volume della sua trilogia, e che il suo editor le avrebbe addirittura sconsigliato di leggerli per evitare sovrapposizioni inconsapevoli. Nonostante queste dichiarazioni, per Tarantino le somiglianze sono troppo nette per essere casuali, al punto da definirle “impossibili da ignorare“.
L’attacco di Tarantino non è nuovo: già in passato, anche durante un’ospitata al Jimmy Kimmel Show nel 2022, il regista aveva sostenuto che Hunger Games fosse un derivato diretto di Battle Royale. La novità, questa volta, è la forza con cui rilancia le sue accuse proprio nel momento in cui la saga americana sta vivendo una nuova fase di espansione, con cinque film già usciti e un sesto, Sunrise on the Reaping, atteso nelle sale nel 2026.
Il dibattito, alimentato dalle sue dichiarazioni, riapre una vecchia questione tra fan, critici e studios: dove finisce l’ispirazione e dove inizia il plagio? Una domanda che continuerà a far discutere, soprattutto ora che il confronto tra le due opere è tornato prepotentemente al centro della scena mediatica grazie alle parole di uno dei registi più influenti e provocatori del nostro tempo.
A proposito, sapete perché Tarantino ha deciso di non fare più The Movie Critic, che doveva essere il suo film?
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