Briarcliff Entertainment ha rilasciato il primo trailer completo di The Apprentice – Alle origini di Trump, il controverso biopic di Ali Abbasi dedicato all’ascesa al potere del futuro tycoon Donald Trump, catturato nei rampanti anni ’70 di una New York in espansione, mentre fra eccessi e scommesse azzardate, finisce sotto l’ingombrante ala protettrice di Roy Cohn, faccendiere e uomo politico di grido, già assistente del senatore McCarthy ai tempi della caccia alle streghe, e coinvolto in prima persona nello storico processo che condannò a morte i coniugi Rosenberg.
In questo adrenalinico trailer dal sapore vintage (la ‘grana’ delle riprese richiama proprio certo cinema anni ’70, e la visualizzazione è in 4:3) vediamo dunque un giovane Trump (Sebastian Stan) apprendere i rudimenti del fare politica da un Cohn spietato e senza scrupoli interpretato da Jeremy Strong (‘Non ammettere mai la sconfitta”).
Ne esce il ritratto di un personaggio respingente, colmo di eccessi e bizzarrie, attorno al quale ruotano comprimari qui appena intravisti, come la prima moglie Ivana (Maria Bakalova). L’egotismo del futuro Presidente USA è abilmente riassunto nella scena finale, allorché Trump a precisa domanda risponde: “Se domani dovessi perdere di colpo tutto il mio patrimonio? Non so, forse mi candiderei a presidente”. Un tocco di felice ironia, in previsione dell’uscita del film nelle sale (statunitensi) l’11 ottobre 2024, ovvero in pieno periodo pre-elezioni (si vota infatti il 5 novembre). In Italia invece il film uscirà una settimana dopo, il 17 ottobre.

Facile, anche solo da queste precisazioni, capire quindi quali e quante controversie il film di Abbasi porti con sé; a seguito della premiere estiva di Cannes, nel maggio scorso, Trump aveva infatti minacciato cause legali nei confronti del cineasta, reo, a suo dire, di aver fornito una visione poco lusinghiera della storia personale del tycoon, dipinto come un violento, nonché abituale consumatore di droghe. Nulla è poi di fatto accaduto, e vani sono stati i tentativi di Trump di bloccare la distribuzione del film, almeno per ora. Come vi abbiamo accennato qui, lo stesso Abbasi si è offerto per uno screening privato del film alla presenza di Trump che, per il momento non ha accettato l’invito.