Alla vigilia dello sbarco nelle sale italiane (6 ottobre) di The Brutalist, film di Brady Corbet su un architetto brutalista d’origine ungherese, interpretato da Adrien Brody, il regista è tornato sulla recente polemica legata all’utilizzo di un software di AI, Respeecher, per il perfezionamento dei dialoghi in ungherese, una mossa che ha indignato una parte del pubblico, convinta che una simile manipolazione possa alterare irrimediabilmente la natura di una interpretazione.
Nel corso di una cover story dedicata a Brody pubblicata da Variety, Corbet si è così espresso sulla questione, dopo aver precedentemente difeso il proprio operato
“Purtroppo, si è diffusa molta disinformazione al riguardo, ma in realtà si è trattato di un lavoro incredibilmente meticoloso, realizzato interamente a mano [sptto supervisione umana, ndr]. Capisco perché questo tema susciti tanta irascibilità, ma la questione è stata decisamente ingigantita. Ritenere il tutto sminuente per gli attori e la loro performance è assurdo, sarebbe come dire che l’uso di una controfigura o di uno stuntman in una ripresa aerea tolga valore alla recitazione di un attore solo perché costui non ha eseguito personalmente la scena d’azione. Il lavoro richiesto è stato equivalente in termini di sforzo, e l’IA è stata impiegata esclusivamente per il doppiaggio in ungherese. Per essere chiari: in nessuna parte dei dialoghi in inglese è stata utilizzata questa tecnologia. Punto”
Quasi contemporaneamente, la co-protagonista del film Felicity Jones affrontava la questione sulle pagine di Deadline, ribadendo come l’IA sia solo uno strumento in mano ai professionisti

“Fare un film è un processo complesso, con tante variabili in gioco. Mi piace paragonarlo a un pallone da calcio: una volta in campo, viene calciato in direzioni diverse. In fondo, è anche questo il bello: vedere come il pubblico lo interpreta, come prende vita nelle discussioni e attraverso i punti di vista più disparati. Adrien e io abbiamo avuto la fortuna di collaborare con una straordinaria coach di dizione, Tanera Marshall, perché trovare la voce giusta per un personaggio è fondamentale.”
The Brutalist è stato candidato a 10 premi Oscar: la cerimonia si terrà domenica 2 marzo
