Tra i personaggi reali raccontati da Unabomber, il film appena arrivato su Netflix, ce n’è uno che ha avuto un ruolo importante nella storia della psicologia americana e che ancora oggi rimane legato a una delle pagine più controverse della giovinezza di Ted Kaczynski. È Henry Murray, interpretato nel film da Russell Crowe: psicologo e professore di Harvard, pioniere nello studio della personalità, ma anche responsabile del programma di ricerca al quale partecipò il futuro Unabomber quando aveva poco più di 16 anni.
Nato a New York il 13 maggio 1893, Murray morì a Cambridge, in Massachusetts, il 23 giugno 1988, all’età di 95 anni. La sua carriera fu decisamente particolare: prima di dedicarsi alla psicologia aveva studiato storia ad Harvard, medicina alla Columbia University e biochimica a Cambridge, in Inghilterra. Nel corso degli anni divenne una figura centrale nello studio della personalità e lavorò a lungo alla Harvard Psychological Clinic. Gli archivi dell’università lo ricordano come un pioniere nello sviluppo della teoria della personalità.
Uno dei contributi per cui Murray è maggiormente ricordato è il Thematic Apperception Test, o TAT, sviluppato insieme a Christiana Morgan negli anni Trenta. Ai soggetti vengono mostrate immagini volutamente ambigue e viene chiesto loro di costruire delle storie partendo da ciò che vedono: l’obiettivo era utilizzare quelle narrazioni per esplorare bisogni, motivazioni e aspetti della personalità difficili da osservare direttamente. Il TAT sarebbe diventato uno dei test proiettivi più conosciuti della psicologia del Novecento.

Ma la carriera di Murray non rimase confinata ad Harvard. Durante la Seconda guerra mondiale lavorò per l’Office of Strategic Services, l’agenzia di intelligence statunitense che precedette la CIA, contribuendo allo sviluppo di metodi per la selezione e la valutazione psicologica degli agenti. Murray lavorò anche alla realizzazione di un profilo psicologico di Adolf Hitler, nel tentativo di comprenderne personalità e possibili comportamenti futuri.
Ed è negli anni successivi che la sua storia incrocia quella di Ted Kaczynski. Il futuro Unabomber entrò ad Harvard nel 1958, quando aveva appena 16 anni. Tra il 1959 e il 1962 partecipò a una serie di esperimenti guidati da Murray, che coinvolsero 22 studenti e miravano, tra le altre cose, a studiare le loro reazioni in condizioni di forte stress.
Una delle ricostruzioni più approfondite di quegli esperimenti è quella realizzata dallo scrittore Alston Chase per The Atlantic nel 2000, dopo avere consultato documenti conservati negli archivi di Harvard e parlato con alcune persone coinvolte nel programma. Secondo la ricostruzione di Chase condivisa su The Atlantic, agli studenti veniva inizialmente chiesto di mettere per iscritto le proprie convinzioni, i propri valori e la propria visione della vita.
Successivamente venivano messi di fronte a un interlocutore incaricato di attaccare quelle convinzioni durante un confronto. Murray descrisse gli attacchi come “veementi, generalizzati e deliberatamente offensivi” sul piano personale. Le reazioni degli studenti venivano registrate e successivamente analizzate. Kaczynski, al quale all’interno dello studio era stato assegnato il nome in codice “Lawful”, partecipò al programma durante gli anni trascorsi ad Harvard.
È proprio questo episodio ad aver alimentato, soprattutto dopo l’identificazione di Kaczynski come Unabomber, una domanda inevitabile: quegli esperimenti contribuirono alla sua successiva radicalizzazione? La risposta non è semplice. Chase avanzò l’ipotesi che quell’esperienza potesse avere rafforzato alcune convinzioni che Kaczynski avrebbe successivamente sviluppato sulla scienza, sulla tecnologia e sulle istituzioni, ma non esiste una prova che permetta di stabilire un rapporto diretto di causa-effetto tra gli esperimenti di Murray e la successiva campagna terroristica dell’Unabomber.
È una distinzione importante anche rispetto a quanto raccontato dal nuovo film. Netflix presenta Unabomber (di cui trovate la nostra recensione) come un’opera ispirata a eventi reali e mette proprio gli esperimenti psicologici subiti dal giovane Kaczynski al centro di una parte della storia. Russell Crowe interpreta Murray, mentre Jacob Tremblay veste i panni del giovane Kaczynski.
