Paramount, Comcast (proprietaria di NBC e Sky), oltre naturalmente a Netflix, hanno ufficialmente presentato offerte per acquisire Warner Bros. Discovery, aprendo una fase di competizione che potrebbe ridisegnare il futuro dell’industria audiovisiva. Le proposte, arrivate in concomitanza con la scadenza per le offerte non vincolanti, segnano l’inizio di un processo strutturato che prevede una seconda tornata: una volta chiariti i dettagli, ai candidati verrà chiesto se intendono avanzare offerte finali e vincolanti. La posta in gioco è altissima: WBD controlla lo storico studio Warner Bros., HBO, CNN, TNT, DC Comics e la piattaforma Max, configurandosi come una delle prede più ambite in un momento di cambiamenti profondi tra streaming, IA e trasformazione delle abitudini del pubblico.
Le tre offerte riflettono visioni differenti. Paramount, guidata da David Ellison e forte del sostegno economico di suo padre Larry Ellison, mira ad acquisire l’intera WBD, incluse le reti via cavo – e non – uno degli asset meno appetibili. L’idea è combinare il peso della TV tradizionale con quello dello streaming, sostenuta anche dalla possibilità che la vicinanza degli Ellison all’amministrazione Trump possa agevolare il percorso regolamentare. Il gruppo ha già presentato tre offerte e coinvolto partner come RedBird Capital, mentre esplora un possibile ingresso di fondi sovrani del Medio Oriente. Tuttavia, nonostante la disponibilità economica, Larry Ellison non intende offrire capitali illimitati.
Comcast punta invece all’acquisizione dello studio cinematografico e del comparto streaming di WBD, puntando su un’operazione che combinerebbe due grandi major — Universal e Warner Bros. — e due piattaforme forti come Peacock e Max. Una fusione che porterebbe alla nascita di un gigante del box office e dell’home entertainment, sostenuto anche da franchise iconici come Batman. Il rapporto complesso tra il CEO Brian Roberts e Donald Trump potrebbe però complicare il via libera antitrust, in un contesto in cui la politica ha già influito su altre operazioni del settore, come ci ricorda Deadline

Netflix, da sempre considerata un “disruptor” esterno rispetto ai colossi tradizionali, ha presentato anch’essa un’offerta centrata su studio e streaming. Uno degli elementi più significativi sarebbe l’impegno a mantenere le uscite cinematografiche dei film Warner, un cambio di rotta per un’azienda che ha sempre privilegiato il consumo domestico e limitato la presenza in sala. Secondo alcune fonti, l’amministratore delegato di WBD David Zaslav si sarebbe mostrato incuriosito dalla proposta, manifestando entusiasmo durante un incontro informale a Beverly Hills.
