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Home » Film » Recensioni film » Ad Vitam, la recensione: un thriller che non coinvolge

Ad Vitam, la recensione: un thriller che non coinvolge

La recensione di Ad Vitam, film francese su Netflix che, pur partendo da premesse interessanti ed adrenaliniche, non convince.
Carlotta DeianaDi Carlotta Deiana10 Gennaio 2025
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Ad Vitam, una scena del film (Fonte : Netflix)
Ad Vitam, una scena del film (Fonte : Netflix)
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Il film: Ad Vitam, 2025. Diretto da: Julien Leclercq. Cast: Jean Dujardin, Léa Seydoux, Vincent Cassel. Genere: Azione, dramma. Durata: 90 minuti. Dove l’abbiamo visto: su Netflix.

Trama: Franck, un ex membro del GIGN, si ritrova coinvolto in un’ultima missione per proteggere una testimone chiave. Tra inseguimenti mozzafiato e flashback del suo passato, deve affrontare non solo i nemici esterni, ma anche i demoni interiori che lo tormentano.

A chi è consigliato? Perfetto per gli amanti dell’azione e dei thriller emozionanti, con un tocco di introspezione. Ideale per chi apprezza storie tese e visivamente spettacolari, anche se a scapito di una narrazione più solida.


Ad Vitam debutta come un thriller d’azione francese con tutte le carte in regola per intrattenere: un protagonista carismatico, un intreccio avvincente e un ritmo inizialmente serrato. Guillaume Canet interpreta Franck Lazarev, ex membro dell’unità d’élite GIGN, costretto a confrontarsi con un passato che minaccia il suo futuro. Tuttavia, la storia presto perde slancio, inciampando in una narrazione che alterna momenti di tensione a pause emotive forzate e prolisse.

Un protagonista eroico, ma problematico

Ad Vitam, una scena del film (Fonte : Netflix)
Ad Vitam, una scena del film (Fonte : Netflix)

Franck è un uomo tormentato che cerca di proteggere la sua famiglia, ma le sue decisioni sollevano più dubbi che empatia. L’idea che un uomo con una moglie incinta metta a rischio la sua sicurezza per proteggere un segreto di Stato appare irrealistica e poco convincente. Sebbene Canet offra una performance fisicamente impeccabile, il personaggio risulta a tratti troppo prevedibile e poco sfaccettato per il genere.

Un mix di azione e flashback

Ad Vitam, una scena del film (Fonte : Netflix)
Ad Vitam, una scena del film (Fonte : Netflix)

Uno dei principali punti deboli di Ad Vitam è l’uso eccessivo dei flashback, che, pur avendo l’intento di approfondire la storia personale di Franck e il suo legame con il GIGN, finiscono per compromettere il ritmo del film. Inizialmente, questi ritorni al passato sembrano promettenti, offrendo uno sguardo su eventi cruciali che definiscono il protagonista e il contesto della trama. Tuttavia, con il progredire della narrazione, diventano ripetitivi e invadenti, spezzando la tensione accumulata e disperdendo l’energia dell’azione. Ciò che poteva essere uno strumento efficace per coinvolgere lo spettatore a livello emotivo si trasforma in un elemento che ostacola il flusso narrativo, riducendo l’impatto delle sequenze d’azione e lasciando il pubblico con la sensazione di un film sbilanciato. Il risultato è un tentativo mal riuscito di bilanciare adrenalina e introspezione emotiva, che penalizza entrambi gli aspetti.

Scenari mozzafiato, ma poca sostanza

Ad Vitam, una scena del film (Fonte : Netflix)
Ad Vitam, una scena del film (Fonte : Netflix)

Uno dei punti di forza di Ad Vitam è senza dubbio la sua produzione visivamente curata, che punta a compensare le lacune narrative con un’estetica accattivante. Dalle suggestive vedute del Sacré-Coeur alle maestose ambientazioni di Versailles, il film sfrutta location iconiche per creare un impatto visivo che cattura l’attenzione. Le sequenze d’azione, pur non sempre originali, sono ben coreografate e, in alcuni momenti, riescono a offrire autentici colpi di scena. Tuttavia, questa spettacolarità visiva si scontra con una trama fragile e prevedibile, che fatica a sostenere il peso delle aspettative. Anche lo sviluppo dei personaggi, nonostante le buone performance degli attori, rimane superficiale e privo della profondità necessaria per far emergere il loro potenziale drammatico. In definitiva, Ad Vitam offre un’esperienza cinematografica che soddisfa l’occhio ma lascia il cuore e la mente in attesa di qualcosa di più incisivo.

Nonostante le buone performance di Guillaume Canet e Stéphane Caillard, e qualche scena d’azione ben riuscita, Ad Vitam fatica a trovare il proprio equilibrio tra thriller e dramma. L’aspirazione di offrire una storia emotivamente coinvolgente e un action movie adrenalinico fallisce, lasciando lo spettatore con un senso di confusione e insoddisfazione.

La recensione in breve

4.5 Deludente

"Ad Vitam" è un thriller d’azione francese che parte con buone premesse ma si perde in una narrazione confusa e poco coerente. Il film tenta di bilanciare momenti d’azione con una profondità emotiva, ma l’eccesso di flashback e sottotrame rallenta il ritmo e diluisce l’impatto. Nonostante la bravura degli attori e alcune scene memorabili, il risultato finale è un’opera che intrattiene a tratti ma non lascia il segno.

Pro
  1. Interpretazioni solide, soprattutto di Guillaume Canet e Stéphane Caillard.
  2. Alcune scene d’azione ben realizzate.
  3. Ambientazioni spettacolari e visivamente accattivanti.
Contro
  1. Trama confusa e poco convincente.
  2. Eccessivo uso dei flashback che rallenta il ritmo.
  3. Personaggi poco approfonditi e prevedibili.
  4. Tentativo mal riuscito di bilanciare azione e dramma emotivo.
  • Voto CinemaSerieTV 4.5
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