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Home » Film » Recensioni film » Apocalisse Z, la recensione: quando gli zombie invadono la Spagna

Apocalisse Z, la recensione: quando gli zombie invadono la Spagna

La recensione di Apocalisse Z, il film spagnolo sugli zombie arrivato su Prime Video che non offre molto di nuovo al genere.
Carlotta DeianaDi Carlotta Deiana1 Novembre 2024Aggiornato:1 Novembre 2024
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Il protagonista di Apocalisse Z - Fonte: Netflix
Il protagonista di Apocalisse Z - Fonte: Netflix
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Il film: Apocalisse Z, 2024. Regia: Carles Torrens. Cast: José María Yazpik, Berta Vázquez, Iria del Río, Francisco Ortiz, Jesús Lloveras Sergio Crespo, Ali Boulabiar, Mouad Ghazouan, Elena Seijo, Marta Poveda. Genere: Horror. Durata: 112 minuti. Dove l’abbiamo visto: su Prime Video.

Trama: Una sorta di rabbia che trasforma le persone in creature aggressive si sta diffondendo in tutto il pianeta. Manel si isola con il suo gatto nella sua casa in Galizia, usando l’ingegno per sopravvivere. Presto dovranno uscire alla ricerca di cibo, per terra e per mare, incontrando ogni tipo di pericolo, iniziando un viaggio di sopravvivenza fisica ed emotiva, con azione, tensione, infetti rabbiosi… e un gatto brontolone. Adattamento cinematografico del best-seller di Manel Loureiro.

A chi è consigliato? A chi vuole passare una serata adrenalinica senza troppo impegno.


Arriva su Prime Video in tempo per Halloween Apocalisse Z, film horror tratto dalla saga di romanzi dello scrittore spagnolo Manel Loureiro. L’incipit è quello della più classica epidemia zombie, una nuova malattia si diffonde e chi ne è colpito si trasforma in un mostro assetato di sangue umano. Unica nota di colore, e di novità, il continuo riferimento alla pandemia da Covid 19: i personaggi, infatti, affrontano inizialmente l’arrivo del virus ricordando quanto fatto pochi anni prima.

Tolto questo, Apocalisse Z è l’ennesimo film di zombie in cui tutto sa di già detto e di già visto: abbiamo lo scoppio di un epidemia e un eroe che deve affrontare un viaggio verso la salvezza, incontrando diversi compagni di (dis)avventura lungo il percorso. Inoltre, poi, c’è anche un amico a quattro zampe – esattamente come in A Quiet Place – Giorno 1 – che deve affrontare insieme al protagonista indicibili pericoli facendo preoccupare lo spettatore per il suo benessere più che per quello di chiunque altro. Noi, lo ammettiamo, abbiamo passato il film a chiederci dove fosse il gatto, più che a sperare per la salvezza dell’eroe.

Nessuno si aspettava l’apocalisse spagnola

Frame da Apocalisse Z
Frame da Apocalisse Z – Fonte: Netflix

Manel (Francisco Ortiz), sta cercando di superare il lutto per la morte della moglie avvenuta un anno prima, la vigilia di Natale, quando la Spagna viene devastata dall’arrivo di una nuova pandemia. Se inizialmente le misure per combatterla sono quelle già utilizzate per il Covid 19, isolamento e distanziamento, con lo sviluppo di una nuova variante le cose si complicano enormemente. Chi è colpito dal virus non solo ha pochi minuti di vita, ma si risveglierà ben presto tramutato in un mostro assetato di sangue.

Manel e il suo fedele gatto Lucullo affronteranno la situazione seguendo i consigli di sua sorella, sposata con un militare: isolarsi e non accodarsi alle grandi evacuazioni di massa, perchè se l’infezione dovesse arrivare dove sono state radunate così tante persone scoppierebbe velocemente l’inferno. Dopo settimane la fame però comincia a farsi sentire e Manel è costretto ad abbandonare il suo rifugio in cerca di cibo. La situazione “fuori” è ben più drammatica di quello che si sarebbe mai potuto immaginare: la società è definitivamente caduta e, se non si è sorpresi dagli zombie, il maggior pericolo sono gruppi di predoni assetati di potere. Come sempre in queste storie i veri mostri non sono i morti viventi, ma gli esseri umani che sono sopravvissuti e ora vivono in un mondo senza regole e istituzioni.

Un film che abbiamo già visto

Apocalisse Z, una scena del film
Apocalisse Z, una scena del film – Fonte: Netflix

Come vi anticipavamo in apertura, e come avrete immaginato da voi dopo i dettagli sulla trama che vi abbiamo dato, Apocalisse Z non ha nulla di diverso da molti, moltissimi, film sugli zombie che abbiamo già visto. Lo sviluppo narrativo è praticamente identico a quelli di tanti altri film a tema morti viventi/epidemie che hanno fatto la storia del genere. Lo spettatore amante di questo tipo di storie affronterà probabilmente con piacere la visione, trovando sullo schermo esattamente quello che si aspettava, in una cornice spagnola che non fornisce nulla di unico al racconto (il film poteva essere ambientato in qualsiasi altra parte del mondo e non sarebbe cambiato molto).

La storia è senza dubbio intrigante, adrenalinica, ma lo sviluppo narrativo è talmente ripetitivo e prevedibile da non riuscire mai a coinvolgere veramente chi guarda (se non fosse per la presenza del gatto Lucullo, per cui si resta incollati allo schermo fino alla fine). Quello degli zombie è un genere di racconto horror che è stato trattato in tutti modi possibili sul grande e sul piccolo schermo, e che se non trova una chiave di lettura veramente originale (prendiamo ad esempio lo splendido The Last of Us) ha poco da offrire allo spettatore. E Apocalisse Z, ci tocca ribadirlo, non trova una sua unicità per spiccare tra decine e decine di altri titoli simili.

La recensione in breve

6.0 Già visto

Apocalisse Z è il solito film sugli zombie, adrenalinico ed accattivante sì, ma decisamente poco originale.

Pro
  1. La storia è adrenalinica
Contro
  1. Si tratta del solito film sugli zombie già visto e rivisto
  • Voto CinemaSerieTV 6.0
  • Voto utenti (0 voti) 0
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