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Home » Film » Recensioni film » Brooklyn, la recensione del film con Saoirse Ronan

Brooklyn, la recensione del film con Saoirse Ronan

La nostra recensione di Brooklyn, il film di John Crowley interpretato da Saoirse Ronan e Domnhall Gleeson.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino12 Settembre 2023
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Il film: Brooklyn, 2015. Regia: John Crowley. Genere: Drammatico, romantico. Cast: Saoirse Ronan, Emory Cohen, Domhnall Gleeson, Jim Broadbent, Julie Walters, Eva Birthistle, Jessica Paré. Durata: 112 minuti. Dove l’abbiamo visto: Prime Video.

Trama: Eilis Lacey è una giovane emigrante irlandese in cerca della propria strada nella Brooklyn degli anni ’50. L’iniziale nostalgia di casa svanisce non appena conosce Tony. Presto questa sua nuova felicità è turbata da una notizia tragica.


Poche nazioni come l’Irlanda riescono a ispirare storie dalla forza universale. Come se tutte e tutti, a un certo punto, ci riconoscessimo in quelle fiabe magiche, in quei colori, in quella mitologia. Brooklyn di John Crowley non parla solo della Terra di Smeraldo, anche perché è ambientato esattamente dall’altra parte dell’Atlantico, ma è intriso delle meraviglie dell’isola verde. Grazie a una protagonista, la magnifica Saoirse Ronan, che trova una vita tutta nuova Oltreoceano. Segnata da un amore fortissimo e da una realizzazione umana riuscita da ogni punto di vista. Come vedremo nella nostra recensione di Brooklyn, questo romanzo di formazione femminile possiede leggerezza e profondità, merito della penna sopraffina di Nick Hornby autore della sceneggiatura tratta dall’omonimo romanzo di Colm Tóibín.

La trama: la scoperta dell’America

Brooklyn, una scena

Siamo nel 1952. Eilis Lacey è una bellissima ragazza irlandese che vive in un piccolo centro assieme alla madre vedova e alla sorella Rose. Lavora come impiegata in una panetteria, ma le sue prospettive lavorative sono molto poche. Così, tramite l’intercessione di un prete si trasferisce negli Stati Uniti, a Brooklyn per la precisione, per studiare come contabile. Per Eilis, attaccatissima alla famiglia, lo strappo è doloroso. Doloroso quasi quanto la burrascosa traversata in mare verso gli States. Unica nota positiva, la presenza di Georgina, una donna che prende in simpatia Eilis e le dà indicazioni importanti su come superare i controlli alla frontiera, una volta approdati in America. La vita a Brooklyn scorre tra le cene a casa della signora Kehoe, titolare del convitto femminile dove vive, il lavoro presso i magazzini Bartocci e qualche festa danzante alla parrocchia di padre Flood. Durante una di queste, Eilis conosce Tony Fiorello, un idraulico di origine italiana che la corteggia dolcemente e di cui si innamora ben presto.

Eilish sboccia. Trova l’amore, si diploma come contabile e finalmente sente di avere la possibilità di vivere una vita serena. La notizia della morte della sorella, però, la fa piombare nella disperazione assoluta. Decide allora di tornare per qualche settimana in Irlanda per far compagnia alla madre. Prima di partire, però, sposa Tony. Il rientro a casa non è affatto facile per Eilis, che comunica a nessuno la notizia delle sue nozze. Quando l’amica Nancy le presenta l’ottimo partito Jim, Eilish è quasi tentata a restare lì. Ma si rende conto presto che la sua nuova vita è altrove, a Brooklyn. Tra le braccia dell’amato Tony.

“Non morirai”

Brooklyn, una scena

Brooklyn è un film quasi miracoloso. Avrebbe potuto essere un melò dai toni banali sulle disavventure di una ragazza sfortunata, ma grazie ai dialoghi pungenti e arguti di Hornby, all’interpretazione soave della Ronan e allo splendore della messa in scena di Crowley, con una fotografia sublime, il film diventa un vero inno alla potenza del femminile. La scelta che Eilish compie decidendo di tornare indietro sui suoi passi e di accettare quanto di nuovo la vita abbia da offrirle è una piccola grande rivoluzione.

Sebbene il film non si distacchi mai completamente da un canovaccio tradizionale, la protagonista rivendica con forza il diritto alla felicità e all’amore. Scegliendo con coscienza di separarsi da tutto ciò che è vecchio e che fa parte del passato. Il cuore del racconto, dunque, è nelle bellissime parole che Eilish nel finale regala alla ragazza che incontra sulla nave. E che come lei, un anno prima, è pronta ad andare in America. “A un certo punto ti accorgerai che non morirai“. E per quanto la nostalgia di casa sia straziante, la bellezza di un futuro da costruire è sufficiente per asciugare le lacrime. In questa vitalità semplice, ma per niente convenzionale, c’è la forza di una protagonista magnificamente tratteggiata.

Una donna nuova

Brooklyn, una scena

Se pensiamo che nell’Italia degli anni ’50 uno dei film di maggiore successo sia stato Catene di Raffaello Matarazzo, con l’inossidabile coppia Amedeo Nazzari-Yvonne Sanson, possiamo capire il senso profondo di un film come Brooklyn. Ovviamente c’è tutta la differenza del mondo tra queste due opere, ma i tempi raccontati sono gli stessi. E sono quelli in cui una donna, cresciuta in un paese iper religioso, non aveva grosse scelte davanti a sé. Poteva sposarsi e diventare madre o indossare un rossetto sfacciato e diventare così una poco di buono (quindi, destinata alla condanna eterna). Eilis sceglie solo di essere una donna felice, lasciandosi alle spalle un senso di colpa atavico, in qualche modo rappresentato da madre e sorella. Due personaggi che non riescono a sciogliere i lacci della loro esistenza, incapaci di andare oltre una sorte segnata.

Nick Hornby e le donne

Brooklyn, una scena

Questo equilibrio miracoloso tra dolcezza e determinazione che si fonde nel bellissimo personaggio di Eilis è quasi interamente merito della scrittura  di Nick Hornby. Tra gli scrittori inglesi di maggior successo negli ultimi anni, Hornby ha dato vita a ritratti femminili cinematografici di grande effetto, come la Jenny Mellor di An education, interpretata da Carey Mulligan. O la Cheryl Strayed di Wild, intenso film di Jean-Marc Vallée con Reese Witherspoon. Verrebbe da dire che Hornby conosca alla perfezione la ricchezza delle sue protagoniste, donne che non hanno intenzione di essere perfette, ma che con grande energia sperimentano una libertà conquistata con le ugnhie e con i  denti. Non c’è bisogno di movimenti di macchina particolari per rendere un film meritevole di essere ricordato. A volte basta solo una protagonista che non abbia paura di sbagliare. Che asseconda ogni cambiamento con grazia, felice di vivere, alla fine.

La recensione in breve

8.0 Suggestivo

Il film di John Crowley è un radioso romanzo di formazione su una giovane donna che si affranca dal passato e scopre una nuova vita. Romantico, delicato, si poggia interamente sull'intensa interpretazione di Saoirse Ronan che dona alla sua Eilis una forza incredibile, rendendo emozionanti le parole scritte da Nick Hornby.

  • Voto CinemaSerieTV 8.0
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Francesca Fiorentino
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Giornalista professionista, podcaster e voice talent, si laurea nel 2000 in Storia e Critica del Cinema con una tesi su Full Metal Jacket di Stanley Kubrick. Per 10 anni lavora in radio dove si occupa prevalentemente di spettacoli e cultura, prima di approdare al web, nel 2010, dove continua a scrivere e parlare di cinema e televisione per diverse testate e webradio. Dal 2018 produce e realizza podcast di approfondimento su cinema, serie TV, cultura e lifestyle, dedicandosi anche all'insegnamento del podcasting.

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