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Home » Film » Recensioni film » Captain America: Brave New World, la recensione: Air Force Sam

Captain America: Brave New World, la recensione: Air Force Sam

La recensione di Captain America: Brave New World, il trentacinquesimo film del Marvel Cinematic Universe.
Max BorgDi Max Borg13 Febbraio 2025
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Captain America: Brave New World, una scena (fonte:Walt Disney Studios)
Captain America: Brave New World, una scena (fonte:Walt Disney Studios)
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Il film: Captain America: Brave New World, 2025. Regia: Julius Onah. Cast: Anthony Mackie, Danny Ramirez, Shira Haas, Carl Lumbly, Xosha Roquemore, Giancarlo Esposito, Liv Tyler, Tim Blake Nelson, Harrison Ford.

Genere: azione, avventura, thriller. Durata: 118 minuti. Dove l’abbiamo visto: al cinema, in anteprima stampa, in lingua originale.

Trama: Sam Wilson deve affrontare una nuova minaccia globale, questa volta con l’uniforme di Captain America.

A chi è consigliato? Ai fan della saga di Captain America e dei film di Hulk.


È possibile rappresentare gli ideali degli Stati Uniti? È la domanda che si è posta, dal 2011 al 2016, la trilogia dedicata al primo Captain America, Steve Rogers, il quale si è poi ritirato alla fine della Fase Tre del Marvel Cinematic Universe, lasciando lo scudo a uno dei suoi più fidati colleghi. Ed è una domanda a cui si torna, dopo l’interludio seriale costituito da The Falcon and the Winter Soldier, verso la fine della Fase Cinque, con il quarto lungometraggio del Capitano, ora con un altro volto e l’arduo compito di tappare alcuni dei “buchi” più vistosi che il franchise si era lasciato dietro, uno dei quali risalenti addirittura al 2008, l’anno in cui l’avventura cinematografica dei Marvel Studios ebbe inizio. Di tutto questo parliamo nella nostra recensione di Captain America: Brave New World.

Scontro fra mentalità

Captain America: Brave New World, una scena (fonte:Walt Disney Studios)
Captain America: Brave New World, una scena (fonte:Walt Disney Studios)

Sono passati alcuni anni dalla battaglia contro Thanos, e Sam Wilson è ora ufficialmente Captain America, con il giovane Joaquin Torres a fargli da spalla. Uno dei loro incarichi attira l’attenzione di Thaddeus “Thunderbolt” Ross, ex-generale, un tempo spina nel fianco degli Avengers e ora Presidente degli Stati Uniti. Su sua richiesta, Sam dovrebbe riformare il supergruppo, al momento inesistente a causa dei defunti Accordi di Sokovia e la morte o defezione dei membri originali. Wilson ha dei dubbi, dati i suoi trascorsi con Ross, ma quella discussione dovrà attendere poiché Ross viene preso di mira da un attentato terroristico e proprio Sam si ritrova, suo malgrado, a indagare sull’accaduto, le cui origini sono da individuare in un evento verificatosi quasi due decenni fa. Ed è un’indagine delicata, poiché le conseguenze dell’attentato potrebbero portare a una nuova guerra mondiale…

Il nuovo Capitano

Captain America: Brave New World, una scena (fonte:Walt Disney Studios)
Captain America: Brave New World, una scena (fonte:Walt Disney Studios)

Il film sancisce definitivamente, per quanto riguarda il grande schermo (e riassumendo dove necessario gli eventi della miniserie per Disney+ incentrata su Sam), la promozione di Anthony Mackie a protagonista dopo circa dieci anni da comprimario, con un carismatico Danny Ramirez a rappresentare il ricambio generazionale. Intenso nei pochi minuti che gli vengono concessi di volta in volta Carl Lumbly, che torna dallo streaming nei panni di Isaiah Bradley per ricollegare il lungometraggio al discorso più ampio sulle varie identità di Captain America nel corso dei decenni, mentre la performance di Shira Haas nei panni di un’ex-Vedova Nera rischia di essere ricordata più per la controversia annessa (il personaggio e l’attrice sono israeliane e sioniste) che per gli effettivi meriti artistici e narrativi della sua presenza. Ben diversa la questione per Tim Blake Nelson, che a diciassette anni dall’uscita de L’incredibile Hulk può finalmente mantenere la promessa di quel film e dare sfogo al suo lato da villain con il ritorno in scena di Samuel Sterns, alias Leader.

Il presidente Ford

Captain America: Brave New World, una scena (fonte:Walt Disney Studios)
Captain America: Brave New World, una scena (fonte:Walt Disney Studios)

E poi c’è il grande nuovo ingresso nel MCU: Harrison Ford, chiamato a vestire i panni di Thaddeus Ross dopo la morte di William Hurt, che gli aveva prestato il corpo dal 2008 al 2021. E senza nulla togliere a quest’ultimo, probabilmente penalizzato dalla personalità un po’ monocorde del personaggio nei film precedenti, il recasting è anche un salto di qualità, poiché l’ingresso di Ford coincide con una volontà di dare maggiore spessore al principale burocrate antagonistico del franchise, con l’attore che ha varie opportunità per essere vulnerabile in un momento e determinato in un altro, e le coglie tutte egregiamente. E questo prima ancora che arrivi l’evoluzione già annunciata nei materiali pubblicitari, ossia la trasformazione di Ross in Red Hulk, l’apice della pellicola per quel che riguarda l’azione e l’uso della CGI, presumibilmente senza aver dovuto manomettere la sequenza in questione fino all’ultimo minuto come accaduto in altri progetti Marvel recenti.

Un nuovo mondo

Captain America: Brave New World, una scena (fonte:Walt Disney Studios)
Captain America: Brave New World, una scena (fonte:Walt Disney Studios)

È un film che vuole tornare agli antichi fasti del MCU, alle atmosfere paranoiche di Captain America: The Winter Soldier, mescolate per l’occasione con le vicende in sospeso di Eternals e L’incredibile Hulk, non a caso due dei prodotti più bistrattati del franchise. E lo fa in maniera efficace (il regista Julius Onah sa gestire i momenti action, senza sacrificare i momenti dediti all’evoluzione dei personaggi), sebbene un po’ frettolosa, con la seconda parte della pellicola che deve sbrogliare tutta la matassa in maniera leggermente superficiale, senza dare alle scene la possibilità di respirare come si deve (titoli di coda e irritante post-credits inclusi, siamo sotto le due ore). Si è parlato del cambio di rotta dei Marvel Studios, intenzionati a ridurre sensibilmente il numero di film e serie che faranno uscire di anno in anno, al fine di evitare che un progetto rubi risorse all’altro e la qualità media ne risulti compromessa. Ecco, da quel punto di vista il sottotitolo Brave New World è un po’ ironico, poiché siamo ancora alle prese con le sequele del mondo vecchio, per lo meno sul piano produttivo.

La recensione in breve

7.0 Frettoloso

L'entrata in scena del nuovo Captain America diverte il giusto, ma si percepisce un po' il presunto caos dietro le quinte.

Pro
  1. Le scene d'azione funzionano
  2. Harrison Ford è un valore aggiunto di non poco conto
  3. La volontà di tornare alle storie più
Contro
  1. La scena dopo i titoli di coda è abbastanza pretestuosa
  2. Il design di Leader funziona a intermittenza
  3. La seconda parte del film è un po' frettolosa
  • Voto CinemaSerieTV 7.0
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