Nell’ottobre del 2023, l’uragano Otis devastò la città messicana di Acapulco, provocando decine di vittime e lasciando dietro di sé un territorio distrutto. Da quella tragedia nasce Contra el huracán, il film Netflix diretto da Jorge Michel Grau, liberamente ispirato alla storia vera di due giovani marinai sopravvissuti alla tempesta.
Dopo aver raccontato il terremoto del 1985 in 7:19, il regista torna a confrontarsi con una catastrofe che ha segnato profondamente il Messico. Questa volta sceglie il survival movie, intrecciando la lotta contro la natura con un conflitto familiare e una riflessione sulle disuguaglianze sociali. Le intenzioni sono interessanti, ma il risultato è un film che, nonostante l’ambizione produttiva, fatica a coinvolgere davvero.
Due fratellastri contro la tempesta

Wirpul è un giovane marinaio che sogna di diventare capitano. Quando gli viene affidato il comando di uno yacht appartenente a un ricco uomo d’affari, vede nell’incarico l’occasione per dimostrare il proprio valore e ottenere un guadagno importante. Il problema è che un potente sistema temporalesco si sta avvicinando alle coste di Acapulco. Su consiglio della madre, Wirpul chiede aiuto al fratellastro Candi, un marinaio più esperto con il quale ha un rapporto complicato, segnato da vecchi rancori.
I due si ritrovano così a bordo proprio mentre l’uragano Otis raggiunge la costa con una violenza devastante. Intrappolati sull’imbarcazione, senza possibilità di raggiungere la terraferma o ricevere soccorsi, devono trovare il modo di sopravvivere alla tempesta. La vicenda è ispirata a quella di Marlon Valdez e Jonathan Chico, due marinai realmente sopravvissuti all’uragano. A differenza dei protagonisti del film, i due sono amici e non fratellastri, e hanno collaborato alla produzione per contribuire a ricostruire le condizioni affrontate durante quella notte.
Un survival movie che non riesce a creare abbastanza tensione

Il principale problema di Contra el huracán riguarda la sua incapacità di trasformare una situazione estrema in un’esperienza cinematografica altrettanto coinvolgente. Il cinema catastrofico vive della tensione, della sensazione che ogni decisione possa determinare la sopravvivenza dei protagonisti. Qui, però, il racconto segue uno sviluppo piuttosto prevedibile, alternando l’avvicinamento della tempesta a una successione di difficoltà sempre più gravi. Non è la conoscenza dell’esito reale a compromettere la suspense, ma il modo in cui viene costruita. Anche una storia di sopravvivenza già nota può risultare emozionante, se lo spettatore riesce a condividere la paura e la vulnerabilità dei personaggi.
In questo caso, invece, il film fatica a stabilire un legame emotivo con Wirpul e Candi. La sceneggiatura cerca di approfondire il loro rapporto attraverso discussioni e flashback, ma i conflitti familiari risultano spesso troppo espliciti e poco naturali. I due continuano a rinfacciarsi vecchie questioni irrisolte anche nei momenti di maggiore pericolo, interrompendo una tensione che avrebbe bisogno di crescere costantemente. Il risultato è che il rapporto tra i fratellastri, pensato come cuore emotivo della storia, finisce talvolta per appesantirla.
Una ricostruzione ambiziosa che mostra i suoi limiti

Dal punto di vista produttivo, Contra el huracán rappresenta un progetto importante per il cinema messicano. La realizzazione ha coinvolto centinaia di professionisti, con imbarcazioni costruite appositamente per le riprese, grandi vasche d’acqua ed effetti digitali utilizzati per simulare la violenza dell’uragano. L’impegno tecnico è evidente, ma la resa visiva non è sempre convincente. Alcune sequenze riescono a trasmettere la forza della tempesta, mentre altre mostrano i limiti degli effetti speciali e della messa in scena.
Gran parte dell’azione si svolge all’interno dello yacht, una scelta che avrebbe potuto accentuare il senso di claustrofobia, ma che finisce anche per rendere il racconto visivamente ripetitivo. La durata di circa novanta minuti mantiene il film relativamente compatto, senza però garantire un ritmo costante. Le scene più spettacolari vengono frequentemente interrotte dai confronti tra i protagonisti, e la sensazione di pericolo perde progressivamente intensità.
Il tema più interessante è quello delle disuguaglianze sociali

Al di là della componente catastrofica, Contra el huracán introduce una riflessione importante sulle condizioni dei lavoratori che, durante l’arrivo di una tempesta, vengono incaricati di proteggere le imbarcazioni dei proprietari più facoltosi. La tragedia di Acapulco ha infatti messo in evidenza come le disuguaglianze economiche possano rendere alcune persone particolarmente vulnerabili anche di fronte a un evento naturale.
Wirpul e Candi non si trovano in pericolo soltanto per una scelta individuale: il loro lavoro e la necessità economica li espongono a rischi che altri possono permettersi di evitare. È probabilmente l’aspetto più significativo del film, perché suggerisce che il vero antagonista non sia soltanto l’uragano, ma anche un sistema nel quale la sicurezza dei lavoratori può diventare secondaria rispetto alla protezione della proprietà privata. Purtroppo, questa intuizione non viene sviluppata fino in fondo. La sottotrama legata al proprietario dello yacht appare poco integrata nella vicenda principale, mentre alcuni sviluppi conclusivi cercano di introdurre una nota di speranza senza risultare del tutto convincenti.
Contra el huracán, una storia vera più potente del film

Contra el huracán parte da una vicenda straordinaria e affronta temi che avrebbero potuto renderlo qualcosa di più di un tradizionale film catastrofico. La ricostruzione della tempesta offre alcuni momenti efficaci e la riflessione sulle disuguaglianze sociali aggiunge valore al racconto. A mancare sono soprattutto personaggi sufficientemente approfonditi e una tensione capace di sostenere l’intera narrazione. I conflitti familiari risultano spesso artificiosi, mentre la spettacolarità dell’uragano non riesce sempre a compensare le debolezze della sceneggiatura.
Il risultato è un survival movie convenzionale, più ambizioso che riuscito, che merita attenzione per la tragedia raccontata e per il tentativo di dare voce a chi l’ha vissuta, ma non riesce a trasformare una storia vera così drammatica in un’esperienza cinematografica altrettanto intensa.
La recensione in breve
Ispirato alla storia vera di due marinai sopravvissuti all'uragano Otis, Contra el huracánè un survival movie ambizioso che fatica però a coinvolgere. La ricostruzione della tempesta offre alcuni momenti efficaci e la riflessione sulle disuguaglianze sociali rappresenta uno degli aspetti più interessanti, ma la sceneggiatura non approfondisce adeguatamente i protagonisti. I conflitti familiari risultano spesso artificiosi e la tensione non raggiunge mai l'intensità che una vicenda del genere avrebbe meritato.
PRO
- Una storia vera drammatica e interessante.
- La riflessione sulle disuguaglianze sociali.
- Alcune sequenze della tempesta visivamente efficaci.
- L'ambizione produttiva del progetto.
CONTRO
- Protagonisti poco approfonditi e difficili da empatizzare.
- Dialoghi e conflitti familiari troppo didascalici.
- Tensione discontinua ed effetti visivi non sempre convincenti.
- Sottotrame poco integrate nella narrazione.
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Voto Cinemaserietv.it
